Cartoline da Wimbledon.Tra assenze e perplessità, il prestigioso torneo sta entrando nel vivo

Aggiornamento: 12 lug

Si intitolava Festa mesta, uno storico pezzo dei Marlene Kuntz. “Complimenti per la festa / Una festa del cazzo / Sei così cara e inutile / Mia dolce creatura immobile”, questi i primissimi versi della canzone. E potrebbe suonare un po’ irriverente, ammettiamolo pure, ma abbiamo optato per questa musica, quale ipotetica colonna sonora delle prime giornate di Wimbledon.

Un po’ perché “lo strano caso di Matteo Berrettini” ci ha lasciato inevitabilmente l’amaro in bocca. E un po’ perché l’esclusione di tennisti russi e bielorussi, figlia di tempi oscuri, viene a completare il quadro tutt’altro che rassicurante di uno sport sempre più succube di decisioni politiche, “cancel culture” ed altre amenità, anzi, oscenità. Riuscirà il solito Nole, paladino di tutti coloro che il pensiero unico vorrebbe silenziare, a riscattare almeno in parte la generale mestizia?

Speriamo ovviamente di sì. Ma nel frattempo, pur senza particolari entusiasmi, abbiamo cominciato a seguire qualche incontro del prestigioso torneo inglese. Scegliendo quale “location” televisivamente attrezzata un locale romano che ci ha già ospitato altre volte, il Rock Side Pub in zona San Giovanni, dove mercoledì 29 giugno ci siamo soffermati su alcuni incontri, privilegiando in particolare quelli più interessanti per i colori azzurri. Qui è arrivata subito una nota rinfrancante. Ovvero la vittoria di Jannik Sinner sullo svedese Mikael Ymer, col seguente punteggio: 6-4 6-3 5-7 6-2. Partita tra l’altro parecchio divertente, movimentata, anche perché il giovane coloured scandinavo, fattezze tutt’altro che da guerriero Vichingo ma carattere assai volitivo, in campo ha mostrato una bella grinta.

E accanto ad essa alcuni colpi simpaticamente inattuali, compreso un dritto choppato da vecchi filmati anni ’60, cui però sull’erba il ragazzo pare appoggiarsi con intelligenza e qualche costrutto. Al di là del set perso la superiorità dell’italiano non è stata comunque mai in discussione. Anzi, confermando un processo di maturazione sempre più evidente, Sinner ha mostrato maggior confidenza anche con questa superficie, a lui non particolarmente congeniale, dove grazie alla smorzata e ad altre soluzioni tattiche introdotte di recente sta cominciando a divertirsi e a divertire.

Malinconica come certe sue apparizioni degli ultimi mesi potrebbe apparire invece l’uscita di Andy Murray, se uno non avesse visto l’incontro. Al contrario, il campione scozzese in declino ha mostrato almeno qui segnali di ripresa, dal punto di vista tecnico e fisico, ma soprattutto caratteriale. Alcuni recuperi e certi passanti incrociati da posizioni apparentemente impossibili ci hanno addirittura ricordato il tennista di cui siamo stati a lungo innamorati. Ma di fronte, in quest’altro incontro di secondo turno, aveva un avversario che sul veloce è un osso duro per tutti, già da parecchie stagioni: John Isner. Pure l’americano come Sinner l’ha spuntata in quattro set, 6-4 7-6 -6-7 6-4, il che la dice lunga su quanto sia stato combattuto il match… e su quanto si confermi difficile strappare il servizio al gigante d’oltreoceano! Uno che regala ace e prime vincenti con regolarità impressionante. Anche se, per onor di cronaca, lo yankee che non brilla certo da fondo qualche altra qualità ogni tanto la mette in mostra, ad esempio quella copertura della rete che mercoledì gli è riuscita alla perfezione.

Chiediamo venia, ma in questa “festa mesta” siamo riusciti a far rientrare poco tennis femminile. Privilegiando anche qui, in ogni caso, una sportiva italiana: la marchigiana Elisabetta Cocciaretto, tennista emergente che stazione attorno alla centesima posizione del ranking, ma di cui stiamo osservando già da un po’ i progressi. Tra le non molte italiane in tabellone a Wimbledon, può intanto vantarsi di aver superato il primo turno in doppio (facendo coppia con la bulgara Viktorija Tomova) e di aver ottenuto lo stesso risultato (per la prima volta in un torneo del Grande Slam) in singolare, grazie al derby con la Trevisan, dopo il quale si è dovuta comunque arrendere alla più esperta Begu, vincitrice con un simmetrico 6-4 6-4. Proprio questo è l’incontro che abbiamo seguito e, sebbene la rumena abbia sfruttato al meglio una palla più pesante e la maggior freddezza nei punti importanti, la giovane anconetana non ha affatto demeritato. Dai campi “in differita” è tutto, oggi non siamo alla solita postazione televisiva, ma poco fa ci è arrivata la notizia di un Lorenzo Sonego in grande spolvero, che dopo aver impiegato ben cinque set al primo turno per imporsi sull’americano Kudla, se ne è fatti bastare tre per liberarsi del francese Gaston. Adesso c’è Nadal ad attenderlo, al terzo turno. E comunque vada a finire è giù un onore.

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