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GEORGIE È TORNATA

Aggiornamento: 4 giorni fa

Dopo nemmeno un anno dall’ultima replica, è tornata su Italia 1 al mattino alle 8 circa Lady Georgie e sta anzi andando verso le battute finali, sapendo che comunque si tratterà di un arrivederci alla prossima volta. Del resto, quest’autunno saranno quarant’anni dall’arrivo di Georgie sui nostri teleschermi, sempre su Italia 1, nel prestigioso slot delle 20, poi abbandonato dalle reti televisive per quello che riguarda gli anime.


Lady Georgie

Georgie è uno dei personaggi più popolari tra quelli giunti in Italia negli anni Ottanta, e in questi quattro decenni ha raccolto consensi, anche se forse non è mai diventato un cult come altri due celeberrimi shojo, Candy Candy e Lady Oscar.

Quando Georgie giunse su Italia 1, gli anime, che allora si chiamavano cartoni animati giapponesi, erano in un certo senso in una fase di stasi: era passata la prima, grande stagione di successo e i bambini stavano ormai crescendo e si stavano staccando da loro, anche se spesso si trattò di un arrivederci.


Nonostante questo, Georgie trovò due sponsor importanti nel Corriere dei Piccoli, che, come aveva fatto con altri anime pubblicò varie copertine con i fotogrammi originali, e nel giornalino di Candy Candy, in cerca di un nuovo fenomeno editoriale per continuare la tradizione iniziata con la bionda Tuttalentiggini. Per questo motivo, il popolare settimanale Fabbri allegò in regalo l’album delle figurine Panini, si fece partner di un concorso della Galak con in palio i peluche del koala Lupp, mascotte della protagonista, e iniziò a tradurre il manga di Yumiko Igarashi e Man Izawa. Ma presto arrivarono alcuni nodi al pettine.


Lady Georgie

L’anime di Georgie inizia in maniera un po’ lenta, presentando la protagonista come una sorta di piccola Heidi bionda, che saltella tra koala, canguri, pecore ed emù, con due fratelli più grandi, un mistero sulla sua nascita e la tragica ma un po’ inevitabile morte del papà adottivo come primo colpo di scena. L’album Panini però faceva capire che le cose erano destinate a cambiare, che Georgie sarebbe cresciuta e che si sarebbe parlato d’amore, con intrighi e passioni, su modello di Candy e di Oscar. Tra l’altro, l’autrice del manga di Georgie era la stessa ad aver fatto Candy, mentre la casa di produzione di Oscar, la TMS, produceva l’anime.

Però il manga originale, che iniziò ad uscire a puntate sul giornalino di Candy colorizzato e ribaltato, era molto diverso dal cartone animato: la parte sull’infanzia della protagonista veniva infatti liquidata abbastanza in fretta e si arrivava all’adolescenza, all’amore per Lowell ma anche alla passione che la bionda fanciulla suscitava nei suoi fratelli adottivi Abel e Arthur. Ad un tratto, così come era già successo con il manga di Lady Oscar, interrotto su un poco credibile lieto fine per chi conosceva la storia dell’anime, la pubblicaziona di Georgie si interruppe senza una spiegazione logica dalle pagine del giornalino di Candy, lasciando molti lettori scontenti. Le vendite di quello che era stato un popolarissimo periodico di fumetti, uno dei primi a parlare alle ragazze, crollarono e non si ripresero più.



In realtà, il Gruppo editoriale Fabbri si trovò alle prese con fumetti che si richiamavano a serie televisive, ma che avevano toni più adulti: in Oscar c’era un scena d’amore appassionata e esplicita tra la protagonista e il suo amato André, invece che le allusioni delle lucciole dell’anime, in Georgie i toni del fumetto erano ancora più tosti. Oltre a vedere Georgie che fa l’amore con Lowell, scena edulcorata nella versione animata e poi tagliata, il manga fa cadere Arthur prigioniero del perfido Arwin, figlio del duca Dangering, che abusa sessualmente di lui spingendolo a tentare il suicidio. Georgie diventa l’amante di Abel, condannato a morte per aver ucciso Arwin, mettendo al mondo suo figlio dopo la morte dell’amato, ucciso in maniera vigliacca dal duca, e alla fine ritrova poi Arthur, creduto morto, con cui crescerà il bambino.

Insomma, toni non certo adatti per un giornalino che voleva continure a rivolgersi a bambine, senza capire che le piccole donne stavano crescendo con le loro passioni e che si sarebbe dovuto avere un po’ più di coraggio.


Georgie fu uno dei primi anime a venire censurato, la scena in cui Arthur tenta il suicidio, presente in una delle figurine Panini, non è mai andata in onda, mentre quella in cui il ragazzo scalda nudo il corpo della sorella in ipotermia dopo essere finita in acqua si è vista una sola volta. In mezzo, tra le varie repliche, sono sparite altre scene.

Il motivo per cui il fumetto di Georgie era stato tagliato fu scoperto dai suoi lettori alcuni anni dopo, nel numero 1 della fanzine Mangazine uscito nel 1989, in cui si svelava l’arcano. Per vedere il manga in edizione integrale si dovette aspettare l’edizione Star Comics del 1995 e la ristampa in formato originale per Magic Press nel 2010. Nel 2016, Georgie è diventato un musical per il Teatro Sistina, senza dimenticare il tributo che gli è stato riservato nelle due mostre in Sicilia, ad Etna Comics nel 2016 e a Palermo Comics nel 2023, in occasione della visita di Yumiko Igarashi, con la collaborazione della collezionista Monica Pachetti del sito Only shojo.


Georgie è quindi diventato un classico, a suo modo, i maligni dicono che è perché il più avvincente Candy Candy non è più andato in onda, ma non gli si può riconoscere una sua originalità, tra shojo e feuilleton ottocentesco. Per cui, buona visione a cui vuole rivedere, magari dopo tanto tempo, le avventure di un’eroina grintosa e appassionata.


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