Il sole non sorge più ad Est

Aggiornamento: 29 mar

La geopolitica è materia assai complicata, molto più della chimica o della fisica, questo perché le scienze rispondono a regole rigide e, seppure non è mai possibile avere una previsione esatta, possiamo almeno definire la grandezza dello scostamento dalla verità. Mentre per la geopolitica, che pure è governata da norme giuridiche ed economiche, esiste un fattore imponderabile: l’UOMO! La decisione alla fine è sempre in mano a lui; l’uomo (vivaddio) non risponde a rigide regole causa-effetto, nessuno può sapere se deciderà di attaccare o meno.

Quelle di oggi, sono riflessioni, ragionamenti di buon senso (si spera) sull’andamento degli eventi, non certo un trattato universitario; ci siamo occupati troppo poco di politica estera, che poi in un mondo globalizzato, chissà cosa può essere definito estero, presi com’eravamo a fare i conti della serva in casa nostra.


Dunque la Russia dichiara guerra all’Ucraina, quante volte giocando a Risiko abbiamo detto questa frase? Quante volte ci siamo giocati a colpi di dadi quella striscia di terra situata tra l’occidente e l’unione sovietica? Bene stavolta è successo davvero. Ma facciamo un passo indietro, come siamo arrivati a questo?

La Repubblica Socialista Sovietica Ucraina fu un membro fondatore dell'Unione Sovietica nel 1922; la nazione riconquistò l'indipendenza nel 1991, a seguito della dissoluzione dell'URSS. Dopo l'indipendenza, si dichiarò uno Stato neutrale con relazioni militari con la Russia e, nel 1994, un Partenariato per la pace con la NATO. Nel 2013, il Presidente Viktor Janukovyč decise di sospendere l'accordo di associazione tra l'Ucraina e l'Unione europea a favore di relazioni economiche più strette con la Russia, questo diede il via ad una serie di manifestazioni di protesta note come Euromaidan, che durarono diversi mesi e che culminarono nella rivoluzione che rovesciò Janukovyč e portò all'insediamento di un nuovo governo. A seguire unilateralmente si dichiarò indipendente la Crimea che fu poi annessa alla Russia senza che il governo Ucraino la riconoscesse (anche questo generò una guerra sanguinosa) e il Donbass, dove il conflitto fra separatisti filo-Russi e il governo Ucraino è tutt’ora attivo;


intorno all’anno1000 la bellissima, e ricca di monumenti, Kiev, divento il centro di uno stato medievale ancora oggi oggetto di controversie tra gli storici. La cosiddetta Rus’ di Kiev che viene considerata da alcuni storiografi russi l’antenato dello stato Russo. Una lunga storia unisce russi e ucraini e, spesso, un comune sentire; un grande odio li divide, l’odio che covano tutti quei Paesi che sono stati per anni sotto il giogo dell’unione sovietica, e le continue invasioni nei secoli precedenti (Kiev passò di mano sedici volte dalla fine del 1918 all'agosto 1920), quelle continue invasioni, che si leggono negli occhi tristi e fieri di tutti i popoli dell’est Europa. Un sentimento di fratellanza unisce tutti quegli Stati che da questo giogo si sono liberati, prova ne è che, nell’attuale conflitto, i primi ad offrire aiuto ai profughi ucraini sono stati proprio quei “cattivacci” dei paesi del blocco di VISEGRAD (prima fra tutti la Polonia).


Inquadrare storicamente la situazione è necessario, quanto conoscerne la posizione geografica, ed economica. l’Ucraina è il secondo stato più grande d’Europa, ed è dotata di un clima tutto sommato mite per quelle parti, ha un accesso sul Mar Nero, è considerata il granaio d’Europa, le sue esportazioni sono dirette soprattutto in Nord Europa, ma il prezzo del grano con la guerra è comunque schizzato alle stelle anche in Italia; è ricca di risorse minerali e naturali seppur gravata da problemi ambientali causati dalla tragedia di Cernobyl; e il gas di cui tanto si parla? Di gas l’Ucraina non ne ha ma i gasdotti che vengono dalla Russia, passano per il suo territorio, e se la Russia chiude i rubinetti all’Ucraina, il gas non arriva nemmeno da noi, per questo è stato progettato, costruito, ultimato, il Gastream2 un gasdotto che arriva direttamente in Germania senza passare per questo Stato, ma, seppur pronto, gastream2 non è mai diventato operativo, l’America si oppone.


E qui veniamo alle questioni più squisitamente politiche, a scontrarsi sono prima di tutto due nazioni, due presidenti, uno, Valdimir Putin, algido, glaciale ex KGB, che nei suoi quattro mandati ha cercato di traghettare la “Grande Russia” in un mare di cambiamenti, mantenendo posizioni nazionaliste, ed una certa autonomia di pensiero che gli ha giovato diverse simpatie in occidente, compresa, per quel che vale, quella di chi scrive; ma non fatevi ingannare la Russia non ha una storia di democrazia alle sue spalle, in Russia prima c’erano gli Zar e poi i comunisti, il concetto di democrazia e di libertà è comunque molto diverso da quello che hanno in mente gli europei. L’altro, Volodymyr Zelens'kyj, famoso per il video in cui balla in tacchi a spillo, o quello in cui suona un pianoforte con il suo membro, scelto da Soros, il filantropo, attraverso una società di selezione del personale (fonte Sole 24 Ore), perché un filantropo debba finanziare e caldeggiare un insurrezione, lo lascio decidere a voi; sono due visioni diverse a scontrarsi, non solo due nazioni. Che poi a ben vedere le nazioni coinvolte non sono solo due, tanto è vero che molti temono la guerra mondiale.

Basti pensare che Biden ha fatto tutta la campagna elettorale parlando dei Troll Russi.

Sia ben chiaro, lo ripeto ancora una volta, NON SI INVADE UNO STATO CON I CARRARMATI, sembra di essere tornati ai tempi in cui l’URSS invadeva ora Praga, ora Budapest, nel silenzio generale del mondo o, più recentemente a piazza Tienanmen, o gli ombrelli ad Hong Kong; non si può cantare la libertà (avanti ragazzi di Buda…) e difendere un invasione!


Possiamo essere felici che per una volta non ci si volti dall’altra parte, ma le cose non sono mai semplici, come invece tenta di far passare il mainstream, innalzare gli Ucraini a santi, Kiev a culla della civiltà che Atene scansati, è un operazione sbagliata, l’Ucraina è una Stato con grosse sacche di corruzione, dove i diritti umani sono rispettati più o meno quanto in Russia, la rivolta nel Donbass (il casus belli), tenta di essere sedata con grande spargimento di sangue. Bisogna avere il coraggio di difendere la Ragione (o almeno quella che si pensa sia la ragione) senza che l’offeso sia necessariamente un “buono”, così come si deve essere contrari alla pena di morte per i colpevoli, non per gli innocenti, in quel caso si chiama errore giudiziario, o come quando in certi femminicidi si santifica la vittima dicendo che era tanto una brava donna, quasi che se fosse stata una disgraziata allora sarebbe stato giusto ucciderla.

Non si può far a meno di notare come la stampa e le TV continuino a spargere terrore a piene mani, immagini di bambini morenti in fascia protetta, minaccia nucleare, a chi giova tutto ciò? Chi ha soffiato sul fuoco e perché? Le guerre si evitano con la diplomazia e invece Biden invoca la guerra già da prima di essere eletto, stendo un velo pietoso sulle capacità del nostro ministro degli Esteri che pensava che il suo lavoro fosse mangiare tartine in qualche bella sala di ambasciata, e che si lascia andare a dichiarazioni discutibili, menomale che nessuno lo prende sul serio! Perché tutti volevano questa guerra anche se dicevano di no?


I prezzi del gas erano già alle stelle prima del conflitto grazie ad una transizione energetica scellerata, comodo dare la colpa a Putin, e riaprire qualche centrale al carbone. Il covid sta sparendo, anche se la TV ci ricorda che “non è un liberi tutti” non sia mai, ma noi passiamo da uno stato di emergenza all’altro senza soluzione di continuità, continuano a ricordarci che dobbiamo sentirci colpevoli di tutto, di desiderare di vivere, di avere di più degli Ucraini, di avere le case calde, dobbiamo comportarci bene e forse meriteremo una serata fuori! Il parlamento vota tutto, ora c’è la crisi Ucraina non si può dire di no, così passa la riforma del catasto senza che nemmeno ci si faccia caso, sarà complottismo, ma ci vogliono spaventati se non schiavi!


Esistono studi sul condizionamento mentale, sul come ripetere certe parole a ripetizione, anche se non vogliamo, vada a toccare delle parti della nostra mente inesplorate, e ci rimangano impresse. Queste notizie, in Italia, ci vengono comunicate da quella che RSF classifica come la 41esima stampa del mondo. Accade così che, Federico Fubini, vicedirettore del corriere della sera. in un tweet invoca il coprifuoco e il lockodown energetico per solidarietà al popolo Ucraino, lo stesso Federico Fubini che, dichiarò di avere evitato di scrivere dell’impennata di bambini morti in Grecia a causa delle politiche di Austerity del nostro eroe Super Mario Draghi, per evitare che gli antieuropeisti usassero questo fatto come clava (parole sue), con buona pace dei Debunkers (ah si ci sarebbe da parlare anche di questi!) che si affrettarono a specificare che poi i dati in realtà non confermarono la notizia, senza capire che il fatto grave è che un giornalista evita di dare una notizia, che lui in quel momento ritiene vera, per orientare l’opinione. Accade che il Sole 24 ore, pubblichi un le immagini di un videogioco (leggere in merito, l’articolo del nostro direttore) spacciandole per riprese dall’Ucraina, era già successo a Mentana durante l’attacco a Capitol Hill, o abbiamo la stampa più sciatta del mondo o non si vergognano nemmeno più di essere solo strumenti di Marketing, tanto la cosa è ovvia. Accade che nel mondo si impennano le vendite di pillole di Iodio (si ricorda che caldamente sconsigliato assumerne senza che ce ne sia un’effettiva necessità) per la paura della guerra nucleare.


Rimane in chi scrive la ferma convinzione che tutto questa sarebbe stato evitato dalla presidenza Trump, e la nostalgia per Silvio Berlusconi, si proprio per lui, che riuscì a riunire tutti a Pratica di Mare, lo sconcerto per la mossa sconsiderata di Putin, che avrebbe dovuto sapere che le dittature ormai si instaurano a colpi di codici QR e cyber attacchi, cosa per altro in cui la Russia non è seconda a nessuno.

Resta la speranza nella mediazione di Israele, Paese legato strettamente alla Russia, e alleato degli americani, e l’amara consapevolezza che su gli occhi tristi di tutti quei bambini Ucraini, stanno speculando in molti, troppi.

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