L’Italia non s’è desta

Aggiornato il: apr 16


L’Europa si svuota di Italia. Resta solo la Roma in Europa League. Fuori tutte le italiane agli ottavi, sia in Champions League che in Europa League.


In Champions League dopo l’Inter che era uscita a Dicembre in un girone tutt’altro che proibitivo, si sono aggiunte Juventus, Atalanta e Lazio.


I quarti vedranno quindi ben 3 inglesi, 2 tedesche, 1 spagnola, 1 portoghese e 1 francese. Praticamente sono rappresentati tutti i campionati più importanti d’Europa, tranne la cara e ormai bistrattata Serie A. Agli ottavi di finale l’Italia sarà rappresentata da qualche arbitro e da qualche calciatore che ha deciso di emigrare. Florenzi e Moise Kean al PSG, Jorginho e Emerson Palmieri al Chelsea. Troppo poco.


Un fallimento dove sicuramente le più colpevoli sono Juventus ed Inter. Squadre forse non pronte per vincere la coppa dalle grandi orecchie, ma pronte almeno per provare a giocarsela. Soprattutto per gli investimenti fatti in questi anni. Soprattutto la Juventus con Cristiano Ronaldo.

Cristiano Ronaldo acquistato per vincere o almeno andarci vicino, ad oggi nella competizione più importante non ha aggiunto quasi nulla. Nei 3 anni del portoghese a Torino, la Juventus con CR7 in Champions ha fatto peggio rispetto alla Juventus senza CR7. Due volte eliminati agli ottavi e una volta ai quarti. Contro avversari poi alla portata del club bianconero: Lione, Porto ed Ajax.


Atalanta e Lazio invece hanno fatto il possibile. Arrivare agli ottavi di finale era già di per sé un piccolo miracolo. Poi se agli ottavi prendi il Real e il Bayern non puoi far altro che ringraziare è salutare la competizione.


Sia Gasperini che Simone Inzaghi escono quindi senza avere rimpianti. Sicuramente in questi anni l’Atalanta è la squadra italiana che meglio sta interpretando l’idea di calcio che funziona nelle competizioni europee.

Stesso discorso di Atalanta e Lazio si può fare anche per il Milan in Europa League: lo United era più forte e l’uscita dalla Coppa era prevedibile. Resta però un po di rammarico: il Manchester nel doppio confronto non è sembrato tanto superiore alla squadra di Pioli.


Fuori tutte quindi tranne la Roma di Fonseca. Un fallimento totale di un calcio che ormai si sta allontanando sempre di più dal gotha del calcio europeo. Non siamo più competitivi a certi livelli. Non si vince una Champions dal 2010, se invece andiamo a cercare una vittoria in Europa League, dobbiamo andare a vedere l’albo d’oro della vecchia Coppa Uefa: anno 1998/1999.


I motivi di questa ennesima debacle in Europa sono tanti:


1) Campionato italiano non è allenante. Ritmi lenti, intensità bassa, poca propensione a rischiare, calcio spesso passivo, attesa continua dell’errore dell’avversario. Poi si va in Europa e vedi un calcio dove non ci sono pause, ritmi vertiginosi.


2) gli arbitri. Anche loro sono responsabili di questa crisi. Eccesso nel fischiare, nel continuo spezzettare il gioco. Una Var poi utilizzata in modo sbagliato e non uniforme.


3) investimenti sui settori giovanili. Eravamo tra i migliori, oggi invece siamo stati superati da tedeschi, inglesi e spagnoli. Loro programmano da anni, spendono soldi nelle academy, noi invece vivacchiamo. Da altre parti investono, da noi il giovane è visto come merce di scambio o futura plusvalenza per magari andare ad acquistare qualche straniero sconosciuto oppure l’ultra trentenne.


4) investimenti sulle strutture. Nel resto d’Europa stadi magnifici, realtà importanti, poi guardi noi e vedi stadi vecchi, impianti arrugginiti. Stadi ancora fermi ad Italia 90: sono passati trent’anni!


5) Dirigenti e Presidenti. Si continuano a fare piccole battaglie di potere in Lega Calcio, ma poi nessuno guarda al futuro e al bene collettivo. Nessuno vede che il Calcio Italiano a breve rischia di uscire dai radar del calcio che conta. Politicamente ormai non contiamo più nulla.

Resta quindi solo la Roma a tenere alta la bandiera del calcio tricolore. La Roma ai quarti troverà l’Ajax di Ten Hag. Ajax che sta dominando l’Eredivisie ed è sicuramente un avversario molto difficile. I lancieri giocano molto bene, fanno un calcio molto propositivo, intenso. Non tanto distante dal calcio che prova a fare la Roma: un calcio europeo. Non è un caso che sia rimasta solo lei a rappresentare l’Italia. Così come forse non è un caso che la Roma a differenza di tutte le altre squadre italiane sia allenata da un tecnico straniero...

219 visualizzazioni0 commenti