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Le parole sono importanti

Il periodo natalizio coincide con quello della finanziaria e con essa una delle questioni più discusse il famoso (o famigerato) reddito di cittadinanza.

Giorgia Meloni ha condotto l’intera campagna elettorale dicendo che lo avrebbe eliminato, o comunque fortemente ridimensionato e, guarda un po’, lo ha fatto.

La questione però, non è squisitamente economica, è questione di scuole di pensiero o, come si direbbe ora, di “vision”.

Se una persona non ha un reddito comunque, in qualche modo, ricadrà sulle spalle dello Stato, che dovrà fornirgli assistenza primaria; non è quindi questione di risparmio tot court.

Bisogna pensare, che nella testa di Roberto Casaleggio, il RdC non era un sussidio dato a chi momentaneamente non aveva introiti, ma un istituto permanente, che permetteva a chiunque di avere a sufficienza per vivere, la parola chiave è proprio questa: “sufficienza”, non una vita di emozioni, vittorie e sconfitte, qualche volta frustrazioni e delusioni, ma una vita “sufficiente”.

Beppe Grillo 6 anni fa nella sua intervista al corriere della sera teorizzava il reddito universale accompagnato dalla robotizzazione della produttività, in questo modo i Robot, appunto, avrebbero garantito la produzione e i cittadini, attraverso il reddito, avrebbero potuto acquistare i beni prodotti dai robot. Quindi no, non è vero che il reddito di cittadinanza non ha funzionato nella parte delle politiche attive (per intenderci la parte delle politiche del lavoro che si occupa di creare la connessione fra lavoratore e lavoro), perché nel vero Reddito di Cittadinanza le politiche attive non esistono, lavori se ti va, perché ti piace, non per guadagnare.

Ebbene questo è un errore gravissimo: uno stato che ti nutre, che ti dà lo stretto indispensabile, uno stato che decide cosa sia questo stretto indispensabile, è come una mamma soffoca ogni anelito di indipendenza del figlio, senza usare schiaffoni ma pasti caldi e vestiti puliti. Queste mamme creano figli timorosi e obbedienti.

Chi scrive è fermamente convinta che il reddito di cittadinanza vada eliminato (ovviamente questo non si può fare dal giorno alla notte), e non perché le TV ogni giorno ci riportano casi di truffatori che percepiscono il reddito senza averne diritto, le truffe sono appunto truffe, vanno scoperte, e i colpevoli puniti, ma non si basano le scelte politiche sul comportamento di pochi disonesti ne, è condivisibile questo modo di trattare gli italiani, a seconda dei casi come, untori, evasori, truffatori e così via; Grazie a Dio il nuovo governo sta provando a modificare questo atteggiamento e considerare gli Italiani degli “adulti”; ma gli adulti si devono emancipare, e la strada per l’emancipazione è appunto, il lavoro.

La politica, lo abbiamo detto altre volte, deve occuparsi di principi, di dare un indirizzo, non solo di amministrazione e di tasse, questo può farlo qualunque amministratore di condominio (con il dovuto rispetto per la categoria) ed il principio che deve valere: per avere un reddito bisogna lavorare!

Sappiamo bene che ci sono persone che non possono lavorare per motivi di salute o di età, queste persone hanno diritto ad essere assistite in modo migliore dei pochi spicci che gli garantisce il RdC, questo si chiama sussidio;

sappiamo anche che se sei occupabile, ma non sei occupato, comunque non puoi essere lasciato solo, anche questo si chiama sussidio;

sappiamo pure che circa un 30% dei percettori ha fra i 18 e i 30 anni e questo fa un po’ impressione, che messaggio stiamo dando alle nuove generazioni?

Per quanto ci si possa avvalere di efficacissime politiche attive che permettano di far incontrare domanda e offerta, molte persone resteranno senza un reddito e bisognerà farsene carico.

Chi scrive ha dello Stato un concetto alto (lo scrivo pure con la maiuscola!), questo Stato non educa con mancette e punizioni, ma segna la via, dà ai suoi cittadini dignità, quella dignità che appunto solo “guadagnarsi il pane” può dare e allo stesso tempo tutela i deboli e gli indifesi (le pensioni sociali sono arrivate ora a 600€ mentre il reddito è 720€).

Viene il dubbio che il RdC sia solo un altro modo per creare automi senza spina dorsale che accetterebbero qualunque cosa pur di avere laro mancetta, e le ultime vicende ne sono la prova.

Spesso al presidente del consiglio viene fatta questa obiezione “il reddito rimarrà, gli cambieranno solo il nome!”

Beh, sapete che vi dico? Va bene lo stesso, perché Come direbbe Nanni Moretti “Le parole sono importanti”, i vocaboli identificano dei concetti, delle “idee” infatti la nostra epoca vede un progressivo impoverimento del vocabolario e, conseguentemente, delle idee; sul vocabolario Treccani leggiamo: “rèddito s. m. [dal lat. reddĭtum, part. pass. neutro di reddĕre «rendere»]… L’utile che viene dall’esercizio di un mestiere, di una professione, di un’industria, da un qualsiasi impiego di capitale..” magari ripartendo a dare il giusto significato alle parole, anche le idee prenderanno la strada giusta!

Stay tuned

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