Non decolla la Commissione Parlamentare sugli affidi e case famiglia! Ne parliamo con l’On. Bellucci

Aggiornato il: apr 16

L’emergenza Covid tiene banco. E non è detto che non sia giusto ma da qui al farne l’unica notizia da prima pagina o anche da settima, ce ne corre. C’è tutta una gran quantità di vicende che più o meno fisiologicamente (se fossimo maliziosi, saremmo portati a pensare che accada di proposito) sono rimaste indietro. Abbiamo deciso di riprenderle. Indipendentemente dal grado di notiziabilità che gli altri media gli attribuiscono. Cominciamo dall’odiosa vicenda degli affidi illegali, balzata all’attenzione per i fatti di Bibbiano e poi stranamente silenziata (del resto non era proprio Andrea Sartori delle Sardine a teorizzarne il sipario calato?). Da settimane, l’On. Bellucci esibisce in Parlamento un cartellone che riporta i giorni trascorsi da quando la Commissione d’inchiesta pur essendo stata approvata da ben otto mesi, giorno più, giorno meno, non è ancora attiva. Una battaglia in solitaria, la sua. Un confronto a distanza che ha nel Presidente della camera, Roberto Fico, un muto interlocutore.


On. Bellucci, fissiamo i punti della cronostoria: quando è stata istituita la commissione?

La Commissione Parlamentare d'inchiesta sugli affidi e le case famiglia è stata approvata all'unanimità il 29 luglio 2020. Questo organo è uno strumento che tutto il Parlamento ha ritenuto necessario per fare chiarezza su illeciti e maltrattamenti di minori allontanati dalle famiglie. Nonostante questo, sono passati oltre 7 mesi ed è ancora tutto fermo, la Commissione non è mai stata resa operativa.

Chi dovrebbe presiederla e chi dovrebbe farne parte?

La commissione è composta da 20 deputati e 20 senatori. L’ufficio di presidenza è eletto dai 40 parlamentari. Attualmente, non essendo stata convocata dai Presidenti dei due rami del Parlamento, che ne hanno il compito, la prima seduta, non vi sono né presidente né membri di commissione. La norma descrive in modo compiuto la disciplina relativa ai membri che la compongono. “L'istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta, i cui obiettivi, in particolare, sono di fornire una serie di indicazioni utili in merito all'attività di affidamento di minori presso le case-famiglia, nonché ogni possibile elemento utile per verificare il rispetto della disciplina vigente, con particolare riferimento al diritto del minore a crescere nella propria famiglia di origine, di rendere più efficiente l'affidamento dei minori sul territorio nazionale e di evitare casi di abuso e di non corretto utilizzo delle risorse pubbliche.”

Cosa risponde il Pres. Fico alle sue richieste, On. Bellucci?

Il 23 febbraio, dopo la mia ennesima denuncia in aula, il Presidente della Camera Fico ha garantito l'impegno a sollecitare quanto prima i gruppi a comunicare i nominativi dei componenti della commissione parlamentare di inchiesta sulle case famiglia e sugli affidi. È trascorso un altro mese e nulla è cambiato.

Esattamente su quali fatti dovrebbe fare luce?

Alla Commissione è stato affidato il compito di verificare le falle di un sistema che, come abbiamo visto con il caso Bibbiano, e continuiamo ad osservare con i recenti arresti di Massa Carrara per maltrattamenti e abusi contro minori collocati in una casa famiglia gestita da una cooperativa sociale, ha mostrato tutte le sue incongruenze. Non c’è soltanto da verificare il sistema di protezione dei minori fuori famiglia, c’è bisogno di mettere sotto il microscopio le dinamiche, spesso malate, di quanto avviene “prima”, ovvero tutto ciò che conduce all’allontanamento di figli dalle famiglie naturali sulla base di segnalazioni che troppe volte si sono rivelate fallaci, veri e propri baratri di ingiustizia e sofferenza per i minori così come per i loro affetti. Bibbiano è il caso più celebre, al pari del Forteto in Toscana, ma sono molti i casi portati alla luce – da nord a sud - dalla magistratura. La Commissione parlamentare d’inchiesta ha l’importante e urgente compito di fare luce in merito all’affidamento di minori presso le case-famiglia, nonché far emergere ogni possibile elemento utile per verificare il rispetto della disciplina vigente, con particolare riferimento al diritto del minore a crescere nella propria famiglia di origine, di rendere più efficiente, trasparente e puntualmente monitorato l'affidamento dei minori sul territorio nazionale e di evitare casi di abuso e di non corretto utilizzo delle risorse pubbliche.

Molti bambini e genitori si attendono che venga fatta giustizia e che le Istituzioni facciano verità su pagine estremamente oscure, così da tutelare realmente il supremo interesse del bambino e il suo diritto di vivere tra le amorevoli cure di genitori che sappiano prendersi cura di lui.

64 visualizzazioni0 commenti