Risma Bookshop presenta Mormolice, mostra personale di Lisinka


Aggiornato il: mar 23


La libreria del Pigneto specializzata in illustrazione e fumetto presenta il primo libro dell’autrice romana di origine russa con la curatela di Rossana Calbi. Per il pubblico della libreria è stata scelta una selezione delle prime tavole disegnate a mano, prima dell’elaborazione grafica per il volume edito da MnM & Amolà. Sei lavori su carta che sono l’anima di una storia che ha un retaggio antico, che guarda alle antiche favole nordiche, in cui è la foresta a rappresentare l’ignoto e il pericolo.

Una foresta scomparsa, che nel nostro tempo rimane solo come simbolo di ciò che disconosciamo di noi stessi, quella parte oscura che non comprendiamo, il nostro Es. I protagonisti attraversano questa ombra in un viaggio dell’eroe che in questa favola è già sconfitto in partenza, e che fa emergere forte lo spauracchio, la paura stessa: Mormolice, una figura antica carica di contrasti e non classificabile. Quello che è proprio di Mormolice è la sua necessità di essere libera, una favola disegnata con un tratto delicato che scivola su una storia viva ma silenziosa come il bosco in cui nasce.

Il progetto curatoriale è firmato Ultra Marine, il format di Rossana Calbi che presenta i lavori in un’esposizione semplice in cui l’attenzione è interamente incentrata sul concetto esposto, ogni aspetto dell’allestimento è un dettaglio speculare del significato stesso dell’opera in mostra. Ka personale è visitabile dal 9 al 26 marzo 2021.

In occasione dell’apertura intervistiamo Lisinka, che è il nome d’arte dell’illustratrice Elisabetta Fantini. Il suo immaginario è legato alla sua origine russa e alle fiabe che le raccontava la madre originaria di Ekaterinburg, nella regione orientale degli Urali. Dopo aver vissuto e lavorato a Bologna, torna nella Capitale. Laureata in Decorazione e Restauro all'Accademia di Belle Arti di Roma, le sue opere d’illustrazione e d’arte contemporanea sono apparse in varie esposizioni, in Italia, oltre Roma: Napoli, Taranto, Castellaneta (TA) e all’estero (Portogallo e Stati Uniti).

Quali illustratori ti hanno maggiormente influenzata e in cosa?

Se dovessi fare una lista di illustratori che più mi ispirano partirei dall'Ottocento e non finirei più. Qualche nome a bruciapelo: Bilibin e Rackham. Nell'ambito pittorico ho sempre strizzato l'occhio ai Preraffaelliti e tra gli artisti contemporanei mi affascina chi, anche solo con linee essenziali, ha la capacità di esprimere tutta l’energia di un'emozione.

Ti ispiri alle fiabe della tradizione della Russia, quanto sono importati per te, le tue radici?

Le radici sono fondamentali per nutrire la propria identità. Le favole che ascoltavo da bambina, la sonorità della lingua russa, perfino i sapori della cucina hanno consolidato un intreccio di ricordi ed emozioni che mi accompagneranno per tutta la vita.


La foresta è un luogo ma è anche un archetipo?

La foresta è, sì, un luogo che nasconde e seduce, ha il potere di confortare ma, se non si sta attenti, divora. La foresta è anche uno stato d'animo in cui si muove l'immaginario, si agitano paure, sensazioni e desideri liberi dal controllo della ragione e della morale.


L'illustrazione è ancora capace di emozionare e colpire l'immaginazione o rischia di essere superata da mezzi più immediati e tecnologici come il videogioco e la clip?

Anche se sono modi differenti di affrontare l'immagine e l'immaginazione, penso che l'illustrazione non possa essere superata, forse amplificata, resta comunque la base di ogni progetto, che sia videogioco o clip.


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