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Sangiuliano e Venezi. I casi farsa dell’estate de sinistra

Aggiornamento: 20 ago 2023

Beatrice Venezi esegue l’Inno a Roma di Giacomo Puccini al Summer Festival di Lucca e viene lapidata

Esprimiamo solidarietà ai contestatori. Avere la materia grigia liofilizzata e la cultura di un lombrico non deve essere un bel vivere. Il Ministro Sangiuliano pronuncia “li ho letti perché li ho votati“ ma passa in cavalleria. Geppi Gucciari che mette nel sacco il ministro del primo governo di destra-centro è un piatto fin troppo prelibato per perdersi dietro a quisquilie come la verità.

Quindi solidarietà pure agli stolti che hanno mentito. Vivere senza colonna vertebrale non deve essere né facile né semplice. Oppure per alcuni sì, altrimenti non si sarebbero prestati ad alimentare falsità. Il problema è nella kultura. La kultura che nel tentativo di non implodere accelera il suo processo di autodistruzione. La domanda della conduttrice sarda è di quelle che non si fanno. Infatti non sono mai state poste. Soprattutto non lo sono a quei ministri graditi. Non si ha memoria di domande-trappola a Veltroni, Melandri e Franceschini. Rileggeteli in fila, non proprio Byron, Mary Shelley e Polidori. Ai tre sempre domande giuste. Con loro non si sottolinea e sopratutto non si fa ironia. Magari anche domande preparate. Al Ministro de destra invece si può. Sangiuliano può essere messo in difficoltà per la gioia della clack. Va anche detto che l’aver sottolineato la conclusione della prima parte dell’intervento è stata utile a precisare che sì! Li ha letti ‘sti benedetti libri! Ma supponiamo che invece no, non li abbia letti, e quindi? Ma davvero il ministro deve investire il suo tempo nella lettura dei testi candidati? E quando dovrebbe avvenire, tra un consiglio dei ministri e l’altro? Un ministro che non stia a scaldare sedie ha qualcuno che li legge per lui. Quindi se ha trovato anche il tempo per leggerli, tanto meglio ma in caso contrario, e chi se ne frega! È una questione di lana caprina!

Che tali tentativi di delegittimazione non spostino neppure lo zero virgola zero periodico è sicuro ma loro, i minori de sinistra ci privano ugualmente. E quindi nel provarci a chi tocca non s’ingrugna. Foss’anche Puccini, foss’anche il direttore d’orchestra. Già il discutere Giacomo Puccini, l’ineffabile compositore di Tosca, Manon Lescaut,La bohème, La fanciulla del West, Madama Butterfly, immalinconisce per la gretta arroganza mista a compiaciuta ignoranza, sottesa da un simile atto ma qui si deborda nella persecuzione discriminatoria su base ideologica: Beatrice Venezi è come la bandiera rossa per il toro. Strana coincidenza cromatica, vero? È incantevole, preparata, autorevole, eterosessuale e orgogliosamente italiana. Chiaro che dalle parti di Elly Schlein vedano rosso. È l’anti De Gregorio, l’anti Murgia, l’anti Ferragni ma mettendole tutte in fila è probabile che più di qualcuno al Nazareno in cuor suo farebbe volentieri a cambio.

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