Al via il girone di ritorno

Aggiornamento: 5 giorni fa

Ci siamo quasi. Il terzo campionato dell’Era Covid, sta per ripartire. Una pausa, quella natalizia, durante la quale i calciatori hanno continuato ad ammalarsi. Dzeko è al secondo contagio, ma se l’Inter piange, la Roma non ride. Sembra che un calciatore (Smalling), obietti. Non intende vaccinarsi e rischia di finire ai margini. Su di lui s’è scatenata via social, l’ira tanto funesta quanto becera dei “tifosi”. Panem et circenses. Strano settore quello del calcio, dove le regole non esistono, ma le eccezioni, sì. Infermieri, professori, impiegati di vario livello sono messi a stipendio zero, ma nel calcio iper milionario siamo ai convincimenti.

Comunque, ognuno ha le sue grane, il Chelsea deve fare fronte ai dolori del giovane Romelu. Eh, sì perché Lukaku, quello piccolo e nero davanti al quale tutto il campionato europeo dovette genuflettersi, pur guadagnando 12 milioni netti all'anno – il 40% in più rispetto agli 8,5 percepiti all'Inter – fa sapere di "non essere contento della situazione" con i Blues. Anche Insigne non è felice, e come scelta di vita andrà al Toronto Fc. Il Canada non vale bene una messa ma undici milioni di euro e spicci all'anno, sì. Per chiarezza, nessun moralismo, beato lui che glieli offrono fa però impressione vedere l’apatia del Napoli e del calcio europeo verso un giocatore neo campione d’Europa. Chiosa su Spalletti, non ha alcun ruolo in questa mesta conclusione del rapporto tra Insigne e il Napoli ma resta comunque il record di tre capitani su tre: Totti, Icardi e ora il partenopeo. Insomma, dove allena lui i capitani devono camminare sulle punte.


Serie A

La classifica sembra indicare che le posizioni le assegnino i gol fatti più che quelli subiti, l’Inter è una macchina da gol ma ha anche la difesa meno perforata. È giustamente in testa. Il Milan, secondo, ne ha incassato uno in più della Roma ma ne ha segnati quaranta, mettendo insieme il miglior bottino dopo quello della concittadina meneghina. Ancora più rimarchevole il confronto tra giallorossi e l’Atalanta che ha beccato ben sei gol in più ma ne ha anche segnati trentotto contro trentuno. Il Napoli è in equilibrio. Ma se rinuncia a Manolas e a Insigne, mettere a fuoco orizzonti di gloria diventa ogni giorno più difficile. Anche perché tra covid e Coppa d’Africa, assemblare una formazione è un rebus inestricabile. Tornando alla classifica, la Juve è invece l’eccezione che conferma la regola.


Mercato

Di Insigne si è già detto, a parte lui, non si muove una paglia. La Juve fa ballare il flamenco a Morata, prima sì, poi no al Barcellona. Suarez fa ballare il candombe alla Juve. E niente, ‘sto matrimonio non s’ha proprio da fare.

La Roma passa al setaccio mezza Europa ma nella rete per ora c’è solo il terzino-centrocampista dell’Arsenal, Ainsley Maitland-Niles. Acquisto dai meccanismi singolari che alla fine mettono tutti d’accordo. La Roma si fida evidentemente con moderazione, l’Arsenal si riserva di fare all-in. Ma intanto al momento non è schierabile. Chi invece lo è e pure coi calzari tirati a lucido e Florenzi. Dall’ affanno a pescare un terzino destro al suo passato recente e illustre. Sul filo degli, la Roma domani giocherà fatalmente proprio contro Alessandro Florenzi, ex capitano, nazionale azzurro e jolly per tutti i ruoli, compreso il terzino destro, che in molti hanno trattato come un brocco. Ma del resto la Roma che fatica a fare mercato, di ex del vivaio ne incontra ogni domenica.

Come Scamacca che sembra possa andare alla Juve o Fratessi che fu ceduto al Sassuolo come parte del pagamento di Defrel(!!!). Per non parlare di Politano, Luca Lezzerini, che difende il Venezia ma non può fare il vice al posto di Fuzato, o di Marchizza che è nazionale Under 23. Assieme a Insigne, a giugno saluterà anche Handanovic, dopo una decina d’anni e uno scudetto più un altro in predicato, lascerà il posto a Onana, portiere camerunense dell’Ajax. Magari sarà fenomenale e questo articolo non varrà i tasti della tastiera con cui è scritto ma sul serio non c’è un portiere in Italia degno della maglia n.uno nerazzurra? E pensiamo a Meret che scalda la panchina al Napoli.

I Brasiliani d’Europa

Il girone d’andata ha visto sugli scudi Perisic, Dzeko, Elmas, Milinković-Savić, Brozovic, Handanovic, Pasalic. A svettare su tutti è Vlahovic, il fuoriclasse della Fiorentina. Loro sono di gran lunga i giocatori che hanno infiammato le 19 gare d’andata. A questi vanno aggiunti Rebic, che però non sta brillando, Nastasic, Rrahmani. Se la Jugoslavia fosse ancora uno Stato, militerebbero tutti nella stessa Nazionale, a cui vanno aggiunti, Modric, Pjanić, Celar (ex giallorosso), e sarebbe probabilmente la squadra più forte della Terra. Quando giocavano per la stessa bandiera erano soprannominati i brasiliani d’Europa. Tanto per la classe superiore, quanto per l’indolenza. Poi i brasiliani hanno preso a vincere e simultaneamente loro si sono separati.

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