Berrettini cede a Djokovic, ma con onore

Non sempre è possibile intercettare il grande tennis in chiaro, alla televisione. Ma questa frizzante edizione del Roland Garros proponeva stasera un match davvero imperdibile: i quarti di finale tra uno dei sovrani indiscussi di questa disciplina, il n° 1 del mondo Novak Djokovic, ed il nostro Matteo Berrettini, N° 9 in costante crescita. Come perdere un'occasione simile? E allora eccoci dopo diverse settimane di assenza al mitico Rock Side Pub, in zona San Giovanni a Roma, per seguire su Eurosport una partita che si annuncia infuocata.


I due giocatori sono arrivati all'appuntamento seguendo un percorso sensibilmente diverso. Il serbo si è sbarazzato con relativa facilità di avversari esperti come l'uruguagio Cuevas e il lituano Berankis, per poi faticare parecchio agli ottavi con Musetti, andato avanti due set, ma costretto poi al ritiro. Dal canto suo Berrettini ha affrontato con grande sicurezza i primissimi turni, degna di nota la vittoria con Coria. Ed ha beneficiato agli ottavi di finale del ritiro di Federer. Saprà trarre vantaggio dal turno di riposo?


La partita inizia con Djokovic al servizio e i due mettono subito le cose in chiaro, lottando fino ai vantaggi. Due meravigliose smorzate e una prima palla break non finalizzata fanno ben sperare per l'azzurro, ma è il number one balcanico a concludere vittoriosamente il game. Tale indicazione avrà un peso anche dopo. Berrettini martella col dritto e porta a casa qualche bel punto, ma sbaglia anche parecchio, mentre Djokovic grazie a una maturità che non scopriamo certo oggi e allo stratosferico servizio rintuzza ogni assalto, riuscendo dal canto suo a brekkare l'avversario alle prime occasioni. Si è così portato con (solo) apparente facilità sul 4-1!


Segnali di riscossa da parte dell'italiano. Di fronte a qualche accelerazione vincente di Matteo, il coach Santopadre applaude soddisfatto. Ma certi errori nei pressi della rete, in quelle rare occasioni in cui Djokovic è costretto ad accorciare il gioco, a certi livelli si pagano caro. E siamo 5-2 per Nole. Berrettini tiene botta ed è sotto 5-3. Ma continua ad avere difficoltà tutte le volte che il serbo varia gli angoli da fondo o lo chiama con la smorzata sotto rete, dove il nostro atleta appare meno reattivo, insicuro sulla scelta della giocata più efficace, anche per via dei passanti che lo possono infilare da ogni direzione. Il 6-3 arriva pertanto spietato.

Resettiamo il cervello e avanti con la seconda frazione di gioco. L'esito finale è ancora tutto da scrivere: del resto anche il servizio di Berrettini, all'occorrenza, fa male. Siamo 2 pari. Eppure sono le continue variazioni di gioco del serbo a fare più danni... e al quinto gioco arriva un altro break. Troppi game persi ai vantaggi, la differente tenuta nervosa si fa sentire. Cammino sempre più in salita: il 6-2 arriva anche piuttosto rapido, secco, a frustrare le aspirazioni dell'italiano.


Dura battaglia nel terzo set. La sicurezza nei turni di servizio e la reattività alla risposta del serbo sono oggettivamente frustranti. Matteo però non demorde. Sebbene per fare il punto debba inventarsi punti da "circoletto rosso". Quarto e quinto ace di fila per Berrettini, l'importantissimo settimo game è dell'italiano. Avanti così. Almeno stavolta si va al tie-break. Girandola di emozioni, mini break Berrettini, errori impensabili da una parte e dall'altra, ma è Matteo a portarsi a casa il set! 7-6 e colori azzurri in risalita. Nole comincerà a sentire un po' di stanchezza?


Intanto ci avvertono in telecronaca che il pubblico parigino comincia, malvolentieri, a sfollare: anche lì il coprifuoco fa danni. Noialtri davanti alla TV resistiamo. Sta per arrivare la terza birra, al Rockside. Dopo tutto le due ore di gioco sono passate da un pezzo, anche il pubblico a casa necessita di benzina! E nel primo game del quarto set arriva pure il primo doppio fallo di Nole, che però ai vantaggi resta implacabile, eccolo avanti 1 - 0. Berrettini risponde con servizi vincenti a raffica, che gli permettono di uscire da qualche situazione difficile. Djokovic continua a servire sul rovescio dell'avversario, ottenendo così punti importanti, per quanto Berrettini, quando ha la palla giusta sul dritto, dimostri di potergli creare altrettanti problemi: ne è valido esempio un passante in lungolinea da applausi a scena aperta. Si è fatto tardi, il pubblico restante dovrebbe uscire, in teoria... ma non pare molto propenso. Situazione grottesca. Il match al momento è sospeso! Cacciare via adesso gli ultimi spettatori è come ribadire la follia dei tempi moderni. Verrebbe quasi voglia di prendere a schiaffi Macron... ah, no, è già stato fatto.


Finalmente si riprende a giocare. Tra un po' anche qui verranno "I guerrieri della notte" di Walter Hill, per metterci in fuga e ricacciarci a casa. Berrettini, che da questa pausa aveva molto da perdere, tiene botta. Fino a un certo punto. Il match è diventato tesissimo. Sembra potersi ribaltare da un momento all'altro. In compenso la mente di Nole è rimasta lucida, nel momento decisivo lo porta ad insistere sul rovescio dell'avversario, che in più di un'occasione si dimostra attaccabile. Va a finire che è il campione serbo a spuntarla: 6/3 6/2 6/7 7/5 il risultato finale, infranto il sogno delle semifinali, per un Berrettini che ne esce comunque a testa alta. Si è fatta quasi la mezzanotte e anche noi, come il pubblico parigino, realizziamo che è saggio salutare gli amici e lasciare il locale... ma almeno ci siamo gustati oltre tre ore di grande tennis, scusateci se è poco.

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