Dai fondi per Roma a Concorsopoli alla Regione Lazio; ne parliamo con il Consigliere Regionale Ghera

Multinazionali e Km Zero, elezioni romane, Primo Maggio, Fedez e Zan. Fabrizio Ghera, già valido Assessore ai Lavori Pubblici della Capitale, fa il punto con noi su alcuni dei principali temi di dibattito.


Buongiorno Consigliere, Concorsopoli: può spiegarci di cosa si tratta?

In piena emergenza Covid19, la Regione Lazio decide di assumere personale per l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale. Invece di ricorrere a risorse umane interne attinge alla graduatoria di un concorso pubblico del piccolo comune di Allumiere, con insolita urgenza e tempistica le pratiche sono chiuse a ridosso delle festività natalizie. Risulterà poi che ad ottenere l’ambito posto fisso, sono guarda caso esponenti del Partito Democratico, eletti in assemblee locali, dirigenti e militanti. Sulle anomalie riscontrate nello svolgimento del concorso due procure stanno indagando, vedremo se emergeranno comportamenti illegali. Tuttavia in base alle ricostruzioni fatte dalla stampa si direbbe che ci troviamo di fronte al tipico esempio di cattiva politica che nega la meritocrazia per riprodurre un sistema clientelare finalizzato al consolidamento del potere. Si pone inoltre anche il tema morale: in questa congiuntura di crisi economica una imbarcata di amici degli amici assunti a tempo indeterminato dalla Regione, è un sonoro schiaffo in faccia ai nostri corregionali che nell’anno dell’epidemia hanno perso il posto di lavoro e a coloro che sono precari da troppo tempo.

Primo maggio, fuori dai magazzini di Amazon, quattro uomini in fratino giallo trascinano una scatola da imballo legata alla caviglia è la suggestiva performance che anima il flash mob di Fratelli d’Italia, sul fronte della difesa dell’impresa e dei lavoratori italiani cosa proponete e cosa state facendo per le realtà del Lazio?

Posso affermare che in ogni Consiglio Regionale abbiamo presentato proposte per orientare ed incrementare i sostegni economici a favore del tessuto produttivo del Lazio, già provato dagli effetti della globalizzazione e di politiche sbagliate anche prima dalla crisi economico - sanitaria. Dall’opposizione stiamo lottando per far si che non ci si limiti ai necessari ristori, ma si licenzino provvedimenti che favoriscano maggiori possibilità di sviluppo e migliori condizioni di lavoro senza i quali non può esserci ripresa. Mentre tante piccole e medie aziende rischiano il fallimento a causa delle restrizioni imposte dal Governo che non corrisponde i necessari sostegni, le multinazionali approfittano della pandemia per raddoppiare il fatturato. Da tempo è in atto una campagna di FdI per sollecitare il Governo ad imporre anche ai giganti del commercio in rete il rispetto delle norme che il diritto del lavoro prevede e che sono fatte osservare a commercianti ed imprenditori locali. Con il presidio davanti Amazon abbiamo inteso ribadire che nessuna innovazione tecnologica nel campo delle vendite può giustificare l’assenza di garanzie contrattuali e l’alienazione dei diritti della persona. In questa congiuntura di esasperazione della concorrenza sleale, il nostro obiettivo è quello di tutelare i non garantiti: autonomi, professionisti, commercianti, precari strutturali, cartellini verdi, che sono i più danneggiati. Non è accettabile che a fronte della pesante pressione fiscale che grava sulle aziende nazionali, si consenta ad imprese che fatturano come uno Stato di pagare le tasse altrove. Ma stiamo sul pezzo anche per le situazioni di ristrutturazioni aziendali per dare forza ai progetti di rilancio delle aziende italiane, valga per tutti la vicenda Alitalia. Anche in occasione dell’approvazione del PTPR del Lazio, avevamo presentato numerosi emendamenti atti ad incrementare opportunità di lavoro per le imprese edili, agricole, turistiche e balneari che la maggioranza Zingaretti a sistematicamente bocciato senza neanche esaminarle.


Sul fronte governativo, 500milioni per Roma sono una mancia, a dire poco offensiva... esattamente su quali interventi dovrebbero essere spesi?

L’esiguità dello stanziamento sa di presa in giro, con questa somma si può fare solo qualche superficiale manutenzione. Di fronte all’esigenza di adeguare Roma alle sfide imposte dalla globalizzazione e dalla ripresa post Covid19, ma anche per riportare la città ad un livello di qualità della vita pari a quello delle maggiori capitali europee, serve una cifra con molti più zeri. Roma ha urgente necessità di rinnovare e ottimizzare i servizi pubblici e le infrastrutture, incrementare l’impiego delle nuove tecnologie di comunicazione e gestione nei settori della mobilità, della sostenibilità ambientale, dell’efficienza energetica e della sicurezza, al fine di ottimizzarne la fruibilità da parte di cittadini, imprese e istituzioni. Il rilancio dell’Urbe passa anche da questo adeguamento, imprescindibile per attrarre investimenti e quindi generare produttività e occupazione. Certamente la sua vocazione di “città monumentale” e di epicentro del turismo culturale e religioso costituiscono un potenziale d’attrazione di valore altissimo. Tuttavia fondi straordinari abbinati a poteri speciali sono indispensabili per far si che Roma possa ritrovare funzionalità e accessibilità degne di una metropoli del XXI secolo che è capitale di Stato, e possa essere scelta come sede di eventi internazionali religiosi, sportivi, di spettacolo e fieristici di livello internazionale.

Le elezioni romane sono slittate a ottobre tuttavia il candidato ancora latita, va bene attendere il nome di quello del PD ma così non si sta perdendo tempo prezioso? C’è chi sostiene che a Roma il centro dx concorra per perdere...

Nessun tempo perso, siamo al lavoro da mesi per individuare, anche nella società civile, un candidato ed una squadra all’altezza delle complesse questioni che attengono al buon governo della Capitale. Scendiamo in campo per vincere, per questo stiamo prendendoci tutto il tempo possibile per poter proporre una personalità di alto profilo che sia espressione della intera coalizione di Centrodestra e che sappia rapportarsi con le diverse anime della città.


Il movimento 5Stelle sta facendo da stampella a Zingaretti, in Regione?

Questa alleanza funziona sottobanco dall’inizio della legislatura. Fanno coalizione due partiti che fino a ieri erano ufficialmente contrapposti e si scambiavano continuamente insulti molto pesanti. Non mi sorprende che il M5Stelle rinneghi la battaglia contro il poltronismo per soccorrere la giunta Zingaretti, ci provarono già anni fa con la giunta Capitolina di Marino. I Grillini che ad inizio legislatura condannavano il Patto d’Aula che sosteneva la scarna ed improbabile maggioranza Zingaretti, ora in cambio di due assessorati e con l’obiettivo di portare a scadenza il mandato ed allontanare le elezioni, accettano di coprire i diktat con i quali la giunta di sinistra impone provvedimenti dannosi come recentemente con il Piano Paesistico Territoriale Regionale.


La Legge Zan cosa aggiunge sul fronte dei diritti civili?

In Italia sono in vigore leggi che puniscono i comportamenti violenti o persecutori e tutelano senza distinzione chiunque sia la vittima, il DDL Zan non aggiunge nulla dal punto di vista giuridico. Piuttosto presenta dei rischi per la libertà individuale perché mira a punire le opinioni che non rientrano nel pensiero unico. Per la sinistra è la punta di lancia da usare in una guerra ideologica contro tutti coloro che non condividono le teorie Gender e se fosse approvato saremmo tutti impossibilitati persino a sostenere in pubblico anche la semplice idea che la famiglia debba essere formata da una madre e un padre.


Oggi una parte politica elogia, enfatizza e cavalca Fedez. Ma tutto ciò non è svilente? Se persino un personaggio più vicino all’estetica del like come moltiplicatore del consenso che nulla ha a che fare col cantautorato viene portato sugli scudi, non è il segno di una classe politica dal tono minore che invariabilmente deve appoggiarsi all’anima candida o faccia pulita del momento?

Un tempo la scelta del testimonial ideologico puntava sul condizionamento emozionale prodotto dall’artista. Oggi certi partiti sfruttano i professionisti dei “mi piace” che vantano grandi numeri sui Social, senza valutare lo spessore politico e lo scarto di coerenza tra proclami politici e ambizioni di guadagno e carriera di chi fa comizi per conto terzi. Al concerto del 1 maggio si è rivisto il solito modus operandi della Sinistra, che si appropria di spazi televisivi pubblici per interessi di parte e concede palcoscenici importanti, in occasioni di grande riscontro mediatico a personaggi del mondo dello spettacolo o della rete e ai rispettivi sponsor, in cambio chiede di promuovere campagne contro gli avversari politici nel tentativo di indottrinare quella parte di opinione pubblica che non riesce ad intercettare attraverso i canali dell’informazione.


La difesa del chilometro zero e del prodotto tipico sono battaglie politiche di FdI.

Sosteniamo le produzioni locali che generano posti di lavoro, investimenti e gettito fiscale, molte delle quali sono autentiche eccellenze. A nostro avviso Governo e Regioni dovrebbero fare molto di più per tutelare il mercato italiano che rispetta degli standard qualitativi altissimi e non solo per quel che riguarda i prodotti tipici. In una congiuntura in cui aumenta nel mondo la richiesta di genuinità e di sicurezza nell’alimentare come in altri settori, le nostre aziende sono una risorsa che deve essere valorizzata. In alternativa alla concorrenza del prodotto globalizzato, queste imprese che lavorano il biologico, naturale a km Zero, preservano la salute dei consumatori e riducono l’impatto ambientale dei trasporti internazionali.


La questione degli ambulanti che la settimana scorsa hanno manifestato come si sta evolvendo?

In piena crisi economica questa balzana idea di voler mettere a Bando licenze commerciali già rinnovate per dodici anni, rischia di azzerare i redditi di migliaia di famiglie e dare luogo ad infiniti ricorsi che peseranno sulle casse comunali. Grave che l’Amministrazione Raggi non abbia rispettato il parere negativo dell’Assemblea Capitolina. Ora, dopo che anche nel Consiglio Comunale Straordinario chiesto dal gruppo consiliare di FdI, la maggioranza non ha avuto i numeri per far passare la proposta di azzeramento delle concessioni, sulla quale si era incaponito l’Assessore al Commercio, al Campidoglio non resta altro che fare marcia indietro.

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