I nuovi fenomeni dei tre giorni europei

Aggiornato il: feb 28

È “l’inizio di una nuova era” canta così Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti in una delle sue ultime canzoni. È l’inizio di una nuova era forse anche per il Calcio Europeo. In questa tre giorni di Champions ed Europa League, nuove stelle stanno cercando di scalzare i vecchi fenomeni.

Cade Messi e il suo Barcellona. Lo fa in modo rovinoso contro il Paris Saint Germain. Già avevamo avuto un importante campanello d’allarme l’anno scorso nella debacle contro il Bayern Monaco. Contro i francesi si è avuta la conferma: il Barça, quello bello e vincente, non esiste più. Come probabilmente non esiste più, aspettando il Real, il dominio spagnolo nelle competizioni europee. A pagarne le conseguenze è soprattutto Messi. Un Lionel che ad agosto avrebbe forse fatto bene a cambiare aria. È vero, è stato romantico vederlo ancora in blaugrana, ma tutte le favole ad un certo punto finiscono.


Per una stella che fatica a restare luminosa, ce n’è una che brilla in modo prepotente e sempre più decisiva. Di quanto fosse forte Kylian Mbappé ce ne eravamo accorti al Mondiale russo del 2018, ma ora il ragazzo di Bondy sembra essere diventato più che forte: un Fenomeno.

I tre gol al Camp Nou lo innalzano a nuovo Fenomeno del Calcio Europeo e lo avvicinano a quel premio che ti rende immortale: il Pallone d’Oro. Per arrivarci deve far diventare grande anche il Psg, cosa non semplice. Ha tutto Kylian: forza, tecnica, facilità nel tiro, potenza, velocità. Non ha un punto debole.


Così come non sembra avere punti deboli l’altro nuovo marziano del calcio del vecchio continente: Erling Braut Håland. La sua doppietta in casa del Siviglia avvicina il Dortmund ai quarti di finale.

Numeri impressionanti per il 20enne norvegese nato a Leeds: 13 presenze in Champions League e 18 gol. Numeri che fanno impallidire sia Messi che CR7. Infatti solo Harry Kane ci è andato vicino a fare meglio dell’attaccante del Dortmund: 22 partite per fare 18 gol in Champions. Messi e Cristiano Ronaldo ci hanno messo rispettivamente 35 e 54 partite.

Come Mbappé non ha punti deboli. Soprattutto impressiona la sua velocità: uno alto più di un metro e novanta e con quella massa muscolare, non può andare a quella velocità. E invece Haaland è anche rapido. Così come potente e cattivo sottoporta. Una specie di killer d’area di rigore.


Piccola curiosità su Haaland: qualche anno fa quando Monchi, attuale Ds del Siviglia, era alla Roma fu offerto per circa 4 milioni d’euro. Il Ds giallorosso rifiutò. Contro il “suo” Siviglia, il norvegese si è preso una piccola rivincita.


Chi come Messi sembra stia perdendo lo scettro di calciatore più forte è Cristiano Ronaldo. Il Portoghese continua a far bene in Serie A, ma la coppa è un’altra cosa. Con il Porto una delle sue peggiori partite da quando è alla Juve. Lento, a volte impacciato, fuori dalla partita. A differenza di Messi avrà modo di rifarsi al ritorno. Nonostante la brutta prestazione della Juve, il gol di Chiesa dà speranze alla squadra di Pirlo, che però al ritorno non può più permettersi errori di distrazione.


Oltre alla Juventus sono scese in campo in Europa League tre italiane. Tra Milan, Napoli e Roma, ride solo la squadra di giallorossa. Vittoria importante della Roma a Braga. Lo 0-2 permette alla squadra di Fonseca un ritorno più agevole. Non era semplice in casa della terza forza del campionato portoghese soprattutto dopo l’ecatombe di difensori: rimasti a Trigoria Smalling e Kumbulla, durante la partita si fanno male prima Cristante (schierato dietro) e poi Ibanez. Ma la Roma non si perde d’animo e con i suoi due numeri nove, Dzeko e Borja Mayoral espugna Braga.

Pareggia il Milan contro la Stella Rossa di Dejan Stankovic: 2-2. Un buon risultato comunque in trasferta ma che lascia aperto ancora tutto per il ritorno, anche perché il Milan sembra un po’ con il fiato corto. Peccato per il 2-2 preso nel recupero.


Sconfitta invece pesante a Granada per un Napoli che ha sicuramente l’attenuante delle tante assenze. Solo 14 calciatori disponibili. Inizio choc per i partenopei, dopo 21 minuti sono già sotto 2-0. Al Diego Armando Maradona servirà tutt’altro Napoli.


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