Il neo presidente di Unindustria e la sua  visione programmatica: intervista a Cristiano Dionisi

Aggiornato il: gen 26


Ex assessore alla Cultura del Comune di Tolfa e pubblicista, dopo aver contribuito nel corso dei suoi due mandati a fare della città d'arte collinare un piccolo gioiello del turismo, siede ora sulla poltrona della sede di Civitavecchia di Unindustria, l'associazione degli industriali e delle imprese.

 

Congratulazioni per la fresca nomina, partiamo dal cosa l’ha spinta a lasciare un assessorato, quello alla Cultura del Comune di Tolfa, in cui si è oggettivamente distinto per le tante ottime iniziative messe in piedi, una per tutte, Tolfarte, per intraprendere questa nuova attività.

 

Complimenti a voi e in bocca al lupo innanzitutto per la vostra nuova iniziativa editoriale. In questi ultimi anni accanto alla meravigliosa esperienza culturale a Tolfa ho portato avanti parallelamente la mia professione privata, che mi ha dato altrettante soddisfazioni. Grazie a questa esperienza ho potuto apprezzare la grande capacità progettuale di Unindustria a vantaggio dello sviluppo dei territori, dunque ho accettato con grande piacere questa nuova sfida che mi appassiona molto e per la quale vorrei dare il massimo. Dobbiamo trasformare la crisi in una occasione di ripartenza ed il programma di Unindustria 2020-2024 lancia alcune sfide che non possono essere ignorate, mettendo al centro il nostro territorio delle linee programmatiche del prossimo quadriennio.

 

Può sintetizzarci gli obiettivi cardine del suo programma presidenziale?

 

Dal momento della mia elezione a Presidente della sede di Civitavecchia, che coordina il territorio che va da Fiumicino a Montalto di Castro, mi sono preso un mese per mettere insieme le idee e confrontarmi con gli associati. A novembre ho presentato un Piano per lo Sviluppo del territorio molto concreto, basato su sei macro aree: infrastrutture, transizione energetica, digitalizzazione, turismo sostenibile, nuovi settori di sviluppo e semplificazioni. A mio avviso infatti in una mappa ideale del territorio possono convivere tutte le istanze dello sviluppo, dall’industria, alla logistica, alla cultura. Ma per fare questo va creata una strategia di sviluppo sinergica, capace di mettere insieme istituzioni, parti sociali e stakeholder e soprattutto vanno create le condizioni per rendere il nostro territorio attrattivo e competitivo. Il primo grande progetto al quale stiamo lavorando con grande determinazione è quello della richiesta di strumenti che possano dare sostegno ai nuovi investimenti delle nostre aziende e attrarre nuovi player sul territorio.

 

Il quadrante di cui s’interessa, grazie alla presenza del Porto di Civitavecchia e dell’aeroporto di Fiumicino, si distingue per essere particolarmente strategico da un punto di vista del commercio, quali strategie intende mettere in atto per potenziare ulteriormente queste opportunità?

 

Dobbiamo lavorare sulla logistica, che è la vera vocazione inespressa del nostro territorio: abbiamo spazi e strutture già pronti ad ospitare una diversa impostazione organizzativa che veda al centro la logistica a servizio di Roma e del centro Italia. In questa fase si stanno concludendo i lavori del tavolo sulla creazione della Zona Logistica Semplificata, che a mio parere aprirà una nuova e diversa fase di semplificazioni e opportunità. Accanto alla Zls come dicevo dobbiamo prevedere uno strumento di programmazione negoziata al fine di produrre effetti reali di decontribizione, defiscalizzazione e incentivi agli investimenti. Il lavoro che stiamo facendo insieme alle organizzazioni sindacali confederali va nella direzione della richiesta al Ministero dello Sviluppo Economico di un “Contratto d’area”.

 

Lei è stato un assessore alla Cultura dei più illuminati, avrà certamente un occhio di riguardo verso questo ambito dell'esperienza umana che è anche una voce economica rilevante, le chiedo:  dal peplum al western, il territorio è storicamente un set naturale, teatro di centinaia di pellicole, ritiene che il rilancio economico del territorio, fortemente colpito, nel comparto turistico, dal Covid , possa passare anche attraverso il cinema?


Quando dico che sul nostro territorio possono coesistere tutte le istanze dello sviluppo penso proprio al protagonismo culturale e turistico. Il litorale a nord di Roma è un’area di pregio storico-naturale che rappresenta sicuramente un patrimonio di inestimabile valore alle porte di Roma. Ma per sviluppare le sue potenzialità l’Etruria Meridionale deve saper essere capace di esprimere una nuova centralità, facendo perno sui punti di forza che ha attraverso un’azione forte e sinergica di marketing territoriale. Anche sfruttando la nuova tendenza del turismo di prossimità dobbiamo incentivare la presenza turistica attraverso un’accoglienza di qualità o con attività innovative come la fruizione del patrimonio culturale attraverso le tecnologie digitali. La nostra struttura ha in essere una serie di progetti in tal senso ed è pronta a sostenerne di nuovi. In questa cornice il cinema può e deve tornare al centro delle attività economiche della nostra area: anche qui dobbiamo attrarre le produzioni, incentivando la presenza sul territorio dei set cinematografici. 

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