INTER-19

Vivo a Roma e da interista ritengo una vera ingiustizia il fatto di non poter mai festeggiare la mia squadra del cuore, ma stavolta c'è un'attenuante. Anche potendo, non credo che al fischio finale di Sassuolo-Atalanta, sarei sceso per strada a Milano urlando a squarciagola tutti i nomi della mia Inter titolare, tutt'altro, il clima che si respira con la pandemia mi suggerisce altri comportamenti e altri umori.


C'è da dire piuttosto che è dall'estate scorsa che sento dire: questo è l'anno dell'Inter. Da quella finale persa col Siviglia in Europa League, che resta una ferita ancora aperta.

Eh sì, noi interisti siamo fatti così. Vado su wikipedia e noto che nessuno ha ancora aggiornato il numero dei titoli vinti dall'Internazionale F.C.. Com'è possibile?!?! Non sarà che stanno facendo uno 'Scudetto check' e alla fine ce lo revocano? Ripeto, noi interisti siamo fatti così. Perché siamo pieni di ansie. Per noi resta sempre la Pazza Inter, non riusciamo proprio ad abituarci ad uno stile di gioco rilassato e senza rischi. Non è Inter senza partite al cardiopalma. Conte ci sta abituando ad un gioco prevedibile e a risultati prevedibili. Ma poi il famoso Piano B che gli chiedeva Capello durante quel post-partita che tutti ricordano, alla fine lo ha elaborato? Che poi se vogliamo dirla tutta, ce l'ha sempre avuta a portata di mano la soluzione, ma ci ha fatto attendere un bel po' per decifrarla e metterla in campo. Ridatemi Simoni! Subito! Mi accontento anche di un Cuper. Qualcuno penserà che il condottiero Conte non può essere criticato dopo ciò che ha fatto. È vero, non è da tutti, vincere uno scudetto con 4 giornate d'anticipo, scucendolo per giunta dal petto dei nostri rivali storici.


Ma io non dimentico... eh no. Penso ad un allenatore prevedibile, gran motivatore, ma che impiega un anno per capire che un giocatore di qualità come Eriksen deve giocare. Una squadra solo fisica che non tira da lontano non può vincere. Avevamo bisogno di varietà e di giocate, di esperienza e stile. E penso anche alle umiliazioni che il danese ha dovuto subire. Per diverse settimane tre, quattro minuti a partita. A dicembre col Bologna un solo minuto in campo! Però abbiamo tremendamente bisogno di eroi e stavolta ci è toccato lui, Conte. Anche se ha fatto tutto da solo, ci ha fatto perdere quando avevamo le carte in regola per vincere, e ci ha fatto vincere con le stesse carte, un Hakimi in più e una Champions in meno.

Lui stesso molte volte ha provato ad agitare l'ambiente immotivatamente, forse per nascondere i suoi errori nella gestione degli acquisti dell'Inter, su tutti Kolarov e Vidal. Immagino l'impatto psicologico sui giocatori...sui tifosi posso garantire che l'impressione è stata pessima.


Il prossimo anno forse capiremo veramente di che pasta è fatto il nostro allenatore. Per ora ci godiamo il titolo e una squadra dalle grandi prospettive. Come recitava uno striscione nerazzurro 'che ce frega de Neymar noi c'abbiamo Teo Darmian'. Anche qui...quasi una stagione per capire che questo splendido giocatore, che può giocare sia a destra che a sinistra, merita di essere titolare. Mah.

Torno solo soletto a festeggiare rinchiuso nella mia stanzetta; col Covid, mai abbassare la guardia. E poi noi interisti siamo così. Davanti a me ho qualche bella maglietta d'epoca. Credo che oggi indosserò quella di Ruben Sosa, sponsor Fiorucci, di quando non vincevamo mai. Perché bisogna sempre ricordare da dove veniamo...

41 visualizzazioni0 commenti