Internazionali d'Italia di tennis: focus su Musetti

Gli internazionali d'Italia di tennis quest'anno promettono scintille. Seppur con quella formula "ibrida", che prevede la presenza del pubblico solo a partire da giovedì 13 maggio. E tra i motivi del serpeggiante entusiasmo uno è assai noto. Fino a qualche anno fa ipotizzare una pattuglia azzurra così agguerrita a livello maschile sarebbe parsa pura utopia.

Camila Giorgi

Mentre erano le ragazze del tennis italiano a raccogliere successi ovunque. Oggi le parti sembrano essersi ribaltate, con buona pace della comunque grintosissima Camila Giorgi (81ª del ranking) che ieri, al Foro Italico, ha lottato quasi quattro ore prima di cedere alla spagnola Sara Sorribes Tormo. L'iberica ha finito per spuntarla 7/5 al terzo set di un match infuocato, dove non ci si è fatti mancare davvero nulla: primi due set chiusi al tie-break; capovolgimenti continui nel punteggio; scambi di impressionante intensità da fondocampo; qualche errore per stanchezza dopo "sole" tre ore di gioco; warning e seconda di servizio comminata da un arbitro fin troppo severo alla Giorgi, per l'esaurirsi del tempo previsto al momento di giocare la prima palla, con la nostra atleta ancora una volta in preda a grande nervosismo. Ed è anche difficoltoso stabilire se la concentrazione nei momenti chiave sia venuta meno più per certe decisioni arbitrali o per i continui scatti d'ira del padre-allenatore Sergio, non nuovo a simili atteggiamenti ma così inviperito ieri da intimorire il giudice di sedia, la signora Lara Morgane, spingendola a richiedere l'intervento della sicurezza...

Fognini - Sinner

Eppure, come dicevamo in apertura, nel 2021 è tra i maschi che vengono riposte le maggiori aspettative riguardanti l'agguerrita pattuglia italiana. Tutto ciò a poche settimane dallo storico traguardo dei dieci giocatori sparpaglliati nei primi cento posti della Classifica ATP. E con un Fognini (N°28) ancora determinato a regalare qualche sprazzo del suo discontinuo talento, mentre i più giovani Matteo Berrettini e Jannik Sinner (rispettivamente N°9 e N°18 del ranking) già rappresentano non soltanto il presente, ma anche il futuro di questo sport. Sinner in particolare ha appena 19 anni e il suo cammino da campione può dirsi appena cominciato. Ma c'è un altro ragazzo italiano, più giovane di qualche mese, che ha messo in mostra cose splendide e che in prospettiva promette altrettanto bene...

Matteo Berrettini

Parliamo naturalmente di Lorenzo Musetti, che vent'anni li compirà nel marzo 2022. Ma che ha già dimostrato di poter dare del filo del filo da torcere a tennisti di gran lunga più esperti. Attualmente all'82° gradino della classifica ATP (ma con parametri determinati dalla pandemia e dai lunghi periodi di interruzione, che probabilmente non rendono giustizia ai suoi risultati recenti), il carrarese è ora il più giovane tennista al mondo presente nella top 100. Può vantare un titolo nel circuito Challenger conquistato a Forlì nel 2020, su tre finali finora disputate. E anche nell'ATP Tour sta cominciando a farsi valere...

Lorenzo Musetti

Qualche settimana fa lo avevamo ammirato in terra sarda, all'ATP 250 di Cagliari dove è stato fermato ai quarti in tre set dal serbo Laslo Djere. Prima però aveva avuto il tempo di demolire Dennis Novak, concedendogli un solo game, per poi sbarazzarsi agli ottavi anche del talento britannico in ripresa, Daniel Evans, che pur non sentendosi particolarmente a proprio agio (per usare un eufemismo) sulla terra rossa figurava comunque, nel seeding, quale testa di serie N° 1. Tutti incontri "ritmati" e resi alquanto surreali dalle grida dei gabbiani in sottofondo, spettatori "non paganti" di un'arena cagliaritana pressoché deserta a causa delle norme anti-covid. Ad ogni modo l'ultimo match cui accennavamo, quello con Evans durante il quale Musetti ha annullato ben quattro match point spuntandola al terzo, ha posto sotto i riflettori un giocatore estroso, concentrato, dotato di temperamento e di una varietà di colpi piuttosto insolita, al giorno d'oggi. In particolare, il carrarese può contare su un rovescio a una mano, che al momento va annoverato tra quelli più rapidi ed eleganti dell'intero circuito. Con una capacità di ritrovare il passo e la posizione, anche in situazioni di precario equilibrio, che a tratti ci ha ricordato le movenze di un discusso talento del recente passato, il ceco Petr Korda. A corollario di tutto ciò intelligenti variazioni di gioco, palle corte improvvise sia di dritto che di rovescio, giocate fantasiose durante le sporadiche discese a rete.

Tali doti le ritroviamo espresse con sempre maggiore scioltezza a ogni apparizione del giovane, che abbiamo cominciato a seguire già da un po'. Così è stato anche ieri, quando al Foro Italico il buon Musetti ha messo in crisi il più navigato Hubert Hurkacz, che occupa la diciannovesima posizione del ranking mondiale, costringendolo al ritiro sul 6/4 2/0 per l'italiano. Praticamente un "coito interrotto", visto il tennis raffinato, arioso, che i due avevano saputo esprimere per poco più di un set. Non pochi i colpi da "circoletto rosso", per dirla alla Rino Tommasi. Del resto anche il ventiquattrenne tennista polacco, cui si poteva rimproverare giusto una tenuta sul grigio andante rubata probabilmente a qualche vecchio militante di Solidarność, finchè ha potuto ha offerto un valido contributo allo spettacolo: colpi sotto le gambe e finezze sotto rete, subito rintuzzate da un Musetti capace di sprigionare rovesci dalla precisione chirurgica o di accompagnare la palla dall'altra parte, in demi-volée, come se al posto della racchetta indossasse un guanto.

Poi l'infortunio dell'avversario. Peccato. Ma ci fa indubbiamente piacere che il giovanissimo italiano faccia esperienza, andando avanti nel tabellone. Si alza l'asticella ma più che altro aumenta, curiosamente, l'altezza dell'avversario: se già quella del dinoccolato Hurkacz sfiorava i due metri, 196 cm per la precisione, adesso Musetti sta per ritrovarsi al cospetto di un vero gigante. Sì, perché mentre vi stiamo scrivendo questo breve resoconto di quanto avvenuto ieri, lunedì 10 maggio, Musetti s'appresta a scendere in campo nel secondo turno contro lo statunitense Reilly Opelka, ben 2 metri e undici centimetri di altezza! Che dire? Anche il territorio americano, rispetto alla nostra penisola, è di molto più vasto. Ma in questi casi vi è sempre da sperare che Davide sconfigga Golia.

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