Matteo Berrettini sconfitto con onore in finale


Nole alla sua trentesima finale in un torneo del Grande Slam, il nostro Matteo alla prima. Wimbledonquest'anno propone uno "scacco al re" in cui l'eventuale "detronizzazione" è senz'altro contro pronostico, ma sperare non costa nulla e finora il tennista romano che tifa viola ed è allenato da Vincenzo Santopadre, fresco vincitore del Queen's, ha compiuto un percorso encomiabile.

Primi game complicati per entrambi, ma ciascun contendente riesce a cavarsela forzando il servizio. Almeno finché Berrettini sul 2-1 per Djokovic non si fa brekkare ai vantaggi, perdendo concentrazione e commettendo errori inspiegabili anche nel game successivo. Così dopo un inizio maggiormente lottato il serbo si porta gevolmente sul 4-1.

Sul proprio servizio Matteo riacquista un po' di sicurezza, ma il break precedente pesa, eccome. Qualche errore banale col dritto o allo smash sopraggiunge ad evidenziare tutto il nervosismo dell'azzurro. Annullato da lui il primo set point. E si riparte... ma gli scambi lunghi, elaborati, finiscono quasi sempre per dare ragione al serbo. Un ace e alcune seconde aggressive tengono a galla l'azzurro. "Wimblettini", come lo ha ribattezzato il cartello esposto da un tifoso sugli spalti, sul game successivo gioca il punto finora più bello, guidando lo scambio e chiudendo con un imperioso dritto incrociato. Altro magistrale dritto a uscire, chiamato inizialmente fuori dal giudice di linea e riconsegnato giustamente a Matteo dall'occhio di falco, si va quindi ai vantaggi. E con un punto spaziale arriva il contro-break!

La tensione iniziale al momento sembra essersi sciolta, Berrettini aggancia Nole su 5 pari. Ripetuto serve & volley del serbo per rimettersi in carreggiata. 6-5 per lui. Game intensissimo, dopo poco più di un'ora si va al tie-break. Berrettini lo gioca in maniera impeccabile (7-4) e col quarto ace della partita il set è suo!

Ora però non bisogna perdere la concentrazione: il set successivo inizia con un game in cui l'italiano, dopo essersi portato sul 40-15, commette alcuni errori ingenui e si fa subito brekkare. Djokovic ora scende più raramente a rete ma sbaglia anche molto meno. E già prima non sbagliava quasi nulla. Nostante una strepitosa stop volley di Berrettini nel terzo game, è sempre l'avversario ad aggiudicarselo, aumentando successivamente il vantaggio fino al 4-0: serie negativa interrotta con due ace da Matteo che si rifa sotto, ed ora il punteggio è 4-1 per il suo avversario. Attenzione, circoletto rosso: l'italiano accorcia 2-5 grazie a un punto in cui, scavalcato dal pallonetto, regala al pubblico un "tweener" pazzesco, vincente. Anche dopo si moltiplicano le giocate spettacolari, da una parte e dall'altra. Si approda comunque al 5-3 con tre set point consecutivi per Djokovic, in risposta! Annullati.Però non basta, Nole va a servire per il set e non concede nulla, tiene il servizio a zero e si aggiudica il secondo set 6-4, dopo un'ora e 53 minuti di gioco. Si andrà alla terza partita già belli caldi...

Terminata la pausa di rito Berrettini esordisce con 2 ace consecutivi, un dritto vincente e un altro ace, proprio all'inizio del terzo set. Bisogna saper fare "tabula rasa" in questi casi e così è. Anche Djokovic però tiene il servizio a zero. Nervi saldissimi, il primo break è appannaggio comunque del serbo. Nessuno molla un centimetro, palle sulle righe, strenue difese da fondo, servizi risolutivi. Il match è bello vivo. Anche il bomber ucraino Shevchenko in tribuna pare divertirsi...

Due break point salvati in bello stile dal serbo nel sesto game, da segnalare inoltre un occhio di falco nuovamente protagonista, che riesce a contare persino i fili d'erba tra la riga e la palla. Bellissimi scambi a seguire ma nulla che possa interferire con il vantaggio acquisito attraverso il break, sicché Nole si aggiudica il set con lo stesso punteggio del precedente, 6-4.

Pure stavolta Berrettini inizia il set con grande determinazione. A questo punto è vietato sbagliare. Per non essere da meno il serbo torna a esibire un serve & volley sciolto, efficace... e un "circoletto rosso" è sempre lui a meritarselo, nel game successivo a quello di servizio, accorciando il movimento della risposta fino a tirare un cross imprendibile. L'italiano però non intende abbattersi: ne è la dimostrazione il quindicesimo ace dell'incontro. Una favolosa controsmorzata all'inizio del game fa poi sperare nel break, ma Nole reagisce subito con un colpo persino più bello e dominando lo scambio nei punti successivi si porta sul 3-3. Una volée di rovescio da brividi nel settimo game fa pensare che il serbo sia ormai salito in cattedra... e il doppio fallo arriva per Berrettini nel momento meno opportuno.

Momento di grande sofferenza per l'azzurro, che sotto 3-5 annulla splendidamente due match point per cedere poi al terzo. In circa 3 ore e 24 minuti il maestoso tennista serbo ha vinto il suo sesto Wimbledon, con il punteggio di 6-7 6-4 6-4 6-3, ma il nostro Matteo esce dal campo con onore. E ora può guardare al futuro con rinnovate speranze, perché l'età, la determinazione e il talento sono dalla sua parte.

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