Nuova impresa di Matteo Berrettini: battuto Auger-Aliassime a Wimbledon, si vola in semifinale!

Aggiornato il: lug 8

Storici quarti di finale per Matteo Berrettini a Wimbledon. Erano ben 23 anni che un italiano non arrivava così avanti: prima di lui, infatti, soltanto Davide Sanguinetti nel 1998, Adriano Panatta nel 1979, Nicola Pietrangeli in ben due occasioni (quarti nel 1955, addirittura semifinali nel 1960) e Uberto De Morpurgo nel 1928 avevano raggiunto un simile traguardo Ma il nostro Berrettini ha già dimostrato di gradire una "dieta erbivora". La consacrazione in tal senso è arrivata poche settimane fa, con il trionfo al Queen's.

Finora sui leggendari campi di Wimbledon il nostro campioncino è andato come un treno, aiutato anche da un tabellone favorevole. Unico set perso proprio al primo turno, lottando col coriaceo argentino Guido Pella (6-4 3-6 6-4 6-0), poi vittorie schiaccianti contro l'olandese van de Zandschulp (6-3 6-4 7-6), lo sloveno Bedene(6-4 6-4 6-4) e agli ottavi il bielorusso Ivaška, addirittura dominato col punteggio di 6-4 6-3 6-1. Il più titolato canadese Félix Auger-Aliassime, padre togolese e madre ‎quebecchese, è quindi la prima testa di serie (N° 16) sul cammino del nostro Matteo, a sua volta N° 7 del seeding. Un incontro più impegnativo degli altri, ma almeno culla carta abbordabile. Anche in virtù dell'unico precedente tra i due, la finale vinta da Berrettini nel 2019 a Stoccarda, sull'erba...


Inizia l'incontro e la prima sensazione è di una partita tesa, nervosa, non particolarmente bella. Anzi, sono ancora vivide le immagini del confronto così spettacolare e tecnicamente valido tra il russo Kachanov e l'altro canadese Shapovalov, portato a casa da quest'ultimo al quinto set, per cui il paragone dal punto di vista del gioco appare persino impietoso. Con l'avvicendamento sul campo 1 di Wimbledon cominciano invece a vedersi tantissimi errori, da una parte e dall'altra. Entrambi i tennisti sembrano tenersi a galla con la prima di servizio, Berrettini più dell'altro, tant'è che dopo una miriade di set point sbagliati (tre dei quali consecutivi!) riesce ad aggiudicarsi la prima frazione di gioco: 6-3. Dal canto suo Auger-Aliassime dimostra di avere una certa mobilità sul campo, buoni recuperi, discreta agilità e riflessi sotto rete, ma non sembrerebbe possedere da fondo i colpi necessari a impensierire il nostro. Il problema è proprio che un Berrettini confuso, svogliato, finisce con lo sbagliare l'impossibile, facendo spegnere a rete approcci tutto sommato semplici se non addirittura a campo aperto, mostrandosi in difficoltà soprattutto nei colpi in avanzamento. Va a finire così che il canadese inverte la rotta aggiudicandosi 7-5 il secondo set.

Anche all'inizio del set successivo l'italiano conferma di trovarsi in affanno, facendosi subito brekkare e muovendosi lungo il campo con esasperante lentezza, in costante ritardo sui colpi non sempre irresistibili dell'avversario. Solo il servizio pare tenerlo in partita. Tale arma funziona però anche per Auger-Aliassime, che trovandosi sotto 2-3 mette a segno due ace e altrettanti servizi vincenti...


I segnali di cedimento mostrati dal canadese alla fine del terzo set trovano conferma nell'inizio balbettante del quarto. Un Berrettini più tranquillo prende campo, forza il ritmo da fondo, spinge l'avversario a errori più frequenti. Il vento è cambiato. Cammino in discesa per l'alfiere azzurro. Qualche ace o dritto prepotente a ribadire il concetto. E così un ritrovato Berrettini si aggiudica l'incontro col seguente pinteggio: 6-3 5-7 7-56-3. In semifinale troverà il solido polacco Hurkacz, che ha spento le velleità dell'intramontabile Federer. Un'altra sfida che si annuncia assai dura, per l'italiano. Ma sognare non è imposssibile...

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