Roma Volley Club Femminile Intervista esclusiva a Valeria Papa

Aggiornato il: gen 26


Ad una giornata dal giro di boa la Acqua&Sapone Roma Volley Club Femminile guida la testa della A2. La genovese Valeria Papa, capitano schiacciatrice delle wolves si racconta su Plus News spaziando tra la squadra, l'esperienza in Brasile e gli obiettivi sportivi e personali


Valeria Papa (credit Morris Paganotti)

A meno uno dal girone di andata la Roma Volley Club Femminile è in testa alla classifica, sensazioni?

Manca ancora una partita impegnativa ed essere primi finora è sicuramente un ottimo risultato. Quello su cui stiamo lavorando prima d'ogni altra cosa, però, è cercare di tenere sempre alto il livello della concentrazione. Sono sempre stata dell'idea che la classifica vada vista a fine stagione e quindi per ora noi lavoriamo sodo, dando sempre il massimo. Nel ritorno con l'Olbia avete vinto in scioltezza il primo set, nel quale una buona parte dei punti contro, ve li siete fatti da sole, il secondo, lo avete perso punto a punto per poi ritornare a controllare la gara nel terzo e dilagare nel quarto, stessa sequenza nella trasferta di tre giorni prima. Quei due set sono la bellezza dell'imperfezione? È sempre difficile portare a casa prestazioni perfette. Più che altro, credo che bisognerebbe cercare di lavorare il più possibile su come mantenere alto il livello per ottenere quella continuità tale da non avere più quei passaggi a vuoto che ogni tanto ci capitano. Papa, Arciprete e Spirito: difficile se non impossibile spuntarla con l'Eterno...seriamente, dove vi immaginate il prossimo anno? Come linea di ricezione, l'aiuto "celeste” è lodevole nei nostri cognomi (ride ndr). Dove saremo l'anno prossimo? Difficile dirlo. Io sono sempre dell'idea che bisogna pensare all'oggi per cercare poi di costruire le migliori condizioni per il domani. Dunque vedremo. Affrontiamo questo campionato nella speranza di raggiungere il migliore obbiettivo possibile.


Valeria Papa

Quando giocavo io, nel giurassico, c'era ancora il cambio palla, la ripetizione della battuta sul net e le partite terminavano a quindici. Per via dei palinsesti televisivi il regolamento è cambiato. In meglio o in peggio? Ancora non giocavo quando c'era il vecchio regolamento quindi da giocatrice non so dire se il nuovo sistema sia migliore o meno rispetto al precedente. So per certo che la pallavolo piace, soprattutto piace molto vederla in televisione. Sono i numeri a dirlo. Quest'anno i risultati si stanno vedendo per quanto riguarda tutto il movimento pallavolistico femminile inclusa la nostra partita contro Busto Arsizio trasmessa su Rai Sport il 12 dicembre scorso. Nonostante si trattasse di A2, i numeri di ascolto hanno dimostrato che il volley è molto apprezzato e che ha un grandissimo seguito. Al di là del tipo di regolamento, penso sia questo il dato più rilevante. Sono proprio questi i risultati che dovrebbero dare la forza a tutto il movimento in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando tutti. Cosa puoi dirci dell'esperienza nel Flamenco? È stata un'esperienza tanto bella quanto formativa. Non sono certo mancate le difficoltà, però penso che siano quelle esperienze che consentono una grossa crescita sia da un punto di vista sportivo, ma soprattutto da un punto di vista personale. Mi ha arricchita molto e mi ha dato la possibilità di entrare a contatto con una cultura differente e, allo stesso tempo, di conoscere e instaurare rapporti con persone con cui tutt'oggi mantengo contatti quotidiani. È un'esperienza che rifarei e che invito a fare a chiunque abbia la possibilità di andare a giocare all'estero perché sono occasioni uniche che potrebbero non ricapitare più nella vita. Essere Capitano cosa comporta e come ti fa sentire? Essere il capitano è sicuramente un grandissimo onore così come anche un onere perché hai un compito che fa sì che tu non sia semplicemente un giocatore o una componente del gruppo, ma ti porta a tenere sempre un occhio aperto su tutto il gruppo e su tutte le dinamiche che avvengono all'interno di esso. Non è semplice, ma è un ruolo che mi piace molto e che mi dà la possibilità di trovare il modo migliore per poter aiutare le mie compagne o comunque risolvere il contesto di difficoltà in cui capita di ritrovarci. Poi quest'anno a Roma ho la fortuna di lavorare con persone con le quali mi trovo molto bene e con le quali riesco ad avere dei dialoghi costruttivi, motivo per cui sono molto contenta e orgogliosa di essere il capitano di questa squadra. Cosa ama fare Valeria Papa quando non tira giù i muri avversari? Passioni, passatempi... Almeno fino a questo momento visto che – se tutto va bene – a marzo mi laureo, quando non sono in palestra il mio tempo libero è principalmente impegnato nello studio. Mi piace molto rilassarmi leggendo e guardando film e serie tv. Al momento ho anche iniziato a studiare per un eventuale percorso da allenatrice. Insomma, non ci si annoia mai. Non vi auguro "in bocca al lupo" perché sarebbe un contro senso... allora buona trasferta, presto! (ride n.d.r) Giusto! A presto e un saluto ai lettori di Plus News. Seguiteci!!


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