Romics, un successo lungo ventinove anni

La ventinovesima edizione della storica rassegna sul fumetto e videogame, nonché seconda edizione post pandemia, è un concentrato di certezze. La prima riguarda sé stessa, è un punto di riferimento mondiale.

Una tappa fondamentale nel circuito delle grandi fiere e rassegne dedicate all’intrattenimento e divulgazione.


Il Romics, forte della sua leadership ha il pregio di non fermarsi, di non specchiarsi nella sua grandezza ma piuttosto di evolversi di rassegna in rassegna, confermandosi inestimabile anello di congiunzione tra offerta e pubblico. Per farlo propone sempre il meglio, basti dire che quest’anno era presente Gabriele Mainetti, punta di diamante del cinema fantastico italiano, ospite, insieme a Marco Valerio Gallo e Massimo Rotundo, per l’evento “La celebrazione del cinema attraverso le arti figurative” moderato da Andrea Mortati di Passion4Fun.com.

La seconda è l’affluenza. Il pubblico delle migliori edizioni certifica che il blocco psicologico da ansia da contatto è ormai alle spalle. I giovani sono tornati alle loro occupazioni e lo sviluppo non è più arrestato. La terza è che il fumetto come fenomeno di massa resta un grande catalizzatore di attenzione, anzi, non è un azzardo affermare che il suo valore suggestivo sia inversamente proporzionale al volume del consumo. la quarta è che i cosplayers, croce e delizia degli stendisti, sono sempre più al centro della scena.

Erika Eramo-Bat Girl PH: Roberto Di Vito

I cosplayers sono una sorta di animatori aggiunti. Essi stessi pubblico, sia pure alieno alla stragrande maggioranza di ciò che avviene all’interno dei padiglioni, portano pubblico, creano performance, esprimono una gamma di valori che vanno dalla creatività alla competizione, dalla ricerca di uno spazio personale alla conservazione e sollecitazione della memoria. A tutti gli effetti sono chiassose, coloratissime, fantasiose enciclopedie ambulanti.

La quinta: i videogiochi appartengono alla cultura di massa. Sono assimilati al libro, al film, al fumetto. L’affollatissimo padiglione dedicato al medium interattivo ne certifica la funzione ludico divulgativa una volta di più.

Oggi riveste un ruolo inimmaginabile quando quasi mezzo secolo fa si affacciava sui mercati dell’intrattenimento da bar, sala giochi e domestico. Con la possibilità di connettersi in rete, il videogioco surroga alla prerogativa dell’aggregazione.

Se ciò sia un bene è tutto da stabilire ma questa è oggi la realtà.


Frammenti di Romics:


Sempre nutrita, assortita e di profilo altissimo l’area firma copie. Presente il meglio del fumetto: tra gli altri, Sergio Algozzino, Maurizio DI Vincenzo, Edym, Luca Bonessi, Valerio Piccioni. Presi d’assalto da appassionati e curiosi, hanno risposto a domande su Dylan Dog, Julia, Dragonero, Dago, firmato copie e fatto mercato.

Yoshiko Watanabe è una leggenda. Autentica stella del fumetto che da anni ha scelto l’Italia come terra d’adozione è stata protagonista di una masterclass imperdibile incentrata su Astro Boy e Principessa Zaffiro ed è stata insignita del Romics d’oro XXIX ed.


Sabato 8 ottobre alle 16.10 Romics ha ricordato Luca Boschi, una delle figure più importanti e autorevoli nella storia del fumetto italiano a cavallo tra questi due secoli. Nell’incontro, moderato da Alessandro Bottero, gli interventi di Enrico Fornaroli, Pierluigi Gaspa, Giorgio Messina e Luca Raffaelli, hanno tratteggiato una figura di Boschi come esperto a tutto campo nel mondo del fumetto. Nato come redattore e disegnatore umoristico Luca Boschi ha collaborato con tutte le grandi case editrici del fumetto italiano, tra cui La Rocca, Comic Art, Walt Disney Company, Panini Comics, Hachette, sia nelle vesti di autore che di curatore di collane. All’incontro ha presenziato anche Sabrina Perucca, direttrice culturale di Romics.


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