Abruzzo: scontro tra Istituzioni

Aggiornato il: 11 dic 2020

INTERVISTA ESCLUSIVA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE MARCO MARSILIO




Alla guida dell’Abruzzo dal febbraio 2019, è stato raggiunto da una diffida successiva all 'ordinanza n.106 del 6 dicembre 2020 con cui ha anticipato il passaggio della Regione da zona rossa ad arancione. E intanto, la ripresa passa anche attraverso il rilancio dello spettacolo.


Buongiorno Presidente, può illustrare ai nostri lettori i contorni della querelle che il governo ha acceso con la sua amministrazione circa i colori della quarantena?


Così come mi ero assunto la responsabilità di anticipare l’applicazione della disciplina più restrittiva prevista dalle norme nazionali, con l’obiettivo di iniziare senza indugi la cura necessaria a riportare l’Abruzzo in sicurezza, a fronte dei dati epidemiologici confortanti dei quali ha preso atto anche il Comitato Tecnico Scientifico regionale, ho deciso di portare la Regione in zona arancione per dare la possibilità alle attività economiche e in particolare al commercio di sfruttare le festività dell’Immacolata contemperando l’esigenza – che rimane prioritaria – di salvaguardare la salute pubblica, con quella di garantire la tenuta sociale ed economica di un sistema già profondamente minato. Francamente la reazione del governo è stata eccessiva, l'accusa di irresponsabilità e di mettere in pericolo la salute dei cittadini è irricevibile. L'Abruzzo è stata, insieme all'Alto Adige, l'unica Regione che ha avviato uno screening massivo per individuare asintomatici e spegnere focolai sul nascere, mentre da metà novembre a oggi abbiamo aumentato di alcune centinaia i posti letto complessivamente messi a disposizione del Covid. Il governo, al di là delle minacce e dei ricorsi, non potrà che prendere atto dei numeri.


Non spetta alle singole regioni legiferare su temi come la sanità?


Di fronte a una pandemia mondiale occorre evidentemente buon senso e collaborazione tra istituzioni. Non è utile ad alcuno disquisire di competenze o fare rivendicazioni di principio. L’interlocuzione con il Ministro Speranza, che è stato informato prima dell’adozione del provvedimento, si è svolta sempre all’insegna della reciproca correttezza e leale collaborazione. Tuttavia, ho ritenuto di assumermi la responsabilità di evitare che un’applicazione letterale delle norme vigenti provocasse all’Abruzzo un trattamento sproporzionato e dannoso. Appena dopo l’emanazione della mia ordinanza, il governo si è affrettato a dire che saremmo comunque entrati in zona arancione soltanto due giorni più tardi, ma la verità è che solo nei fine settimana si svolge la cabina di regia nazionale e si rischiava di far perdere all’Abruzzo, dopo i sacrifici fatti, ancora molti giorni.

Esattamente qual è la situazione dei contagi?

I dati sono in calo, in media con i numeri della scorsa settimana e scende anche il ricorso ai ricoveri, sia in area medica che in terapia intensiva. Giorno dopo giorno, i dati sull’emergenza sanitaria fotografano una situazione in lento ma costante miglioramento. Il tutto in un quadro in cui gli indicatori principali pongono l’Abruzzo sempre perfettamente allineato alle medie nazionali e con un rischio complessivo classificato come ‘moderato’. La scelta, assunta dalla Regione Abruzzo, di anticipare l’ingresso in zona rossa si è dimostrata tanto più utile perché presa con la necessaria tempestività. I dati di due successivi report della Cabina di Regia nazionale e quelli dell’ultimo fine settimana dimostrano che l’obiettivo è stato raggiunto e, come auspicato, in tempo utile a riaprire le attività commerciali per l’inizio della stagione natalizia.


Con quindici regioni a guida centrodestra contro cinque, il Conte bis è in buona sostanza un governo d’opposizione, tuttavia vedendo anche i continui contrasti con De Luca ed Emiliano, circoscrivere il conflitto ad un mero fatto di schieramenti è riduttivo. Come lavora coi suoi colleghi di fronte avverso?


Tra le Regioni c’è sempre stata sintonia, perché al di là delle appartenenze politiche ci troviamo ad affrontare problemi comuni. Alle riunioni con il governo ci siamo sempre presentati offrendo proposte unitarie, ragionevoli e sensate. Le Regioni hanno il polso delle situazioni locali, ma in più occasioni abbiamo dovuto prendere atto che il governo fa il contrario di quello che noi Regioni avevamo proposto. In sintesi possiamo dire che veniamo consultati ma poco ascoltati.


Il governo non passa la mano per: 1) non consentire al centrodestra di vincere ed insediarsi 2) per eleggere il Presidente della Repubblica 3) per tirare a campare fino al 2023, portare a casa il recovey fund e con quello tentare un rilancio


In questo periodo la mia principale preoccupazione è quella di portare la Regione fuori dal guado della pandemia. In qualità di presidente della Regione Abruzzo ritengo doveroso concentrarmi sull’emergenza sanitaria e programmare con la mia squadra di governo e la mia maggioranza tutte le iniziative necessarie a rilanciare il nostro sistema economico.


È particolarmente attivo sul fronte del sostegno del cinema, si registra la neonata Abruzzo Film Commission, quali risultati vi attendete anche in termini di ricaduta sull’occupazione e quali fondi e servizi metterete a disposizione delle case di produzione, registi, sceneggiatori?

L’Abruzzo Film Commission è entrata a far parte del Coordinamento delle Film Commission d’Italia ed ha partecipato, lo scorso anno, a tutte le convocazioni del Coordinamento nazionale promosse e coordinate dalla Direzione Cinema del MIBACT. Ha fornito assistenza operativa a una dozzina di produzioni cinematografiche e fiction sul territorio regionale. Abbiamo progettato, realizzato ed avviato il sito web della Film Commission d’Abruzzo. Altro aspetto importante è stata la realizzazione di una banca dati dove reperire professionalità e maestranze abruzzesi proprio del settore, a disposizione di case di produzione interessate a girare in Abruzzo. Sul sito della FCA, unico progetto del suo genere in Italia, abbiamo reso disponibile la possibilità di reperire testi e informazioni su personaggi, tradizioni, storie relativi alla regione, ad uso di registi, sceneggiatori, artisti, location manager, mettendo in rete tutte le informazioni bibliografiche presenti presso le Biblioteche e le Agenzie regionali coniugando in questo modo l'aspetto turistico e culturale. In aggiunta, su richiesta del Ministero, abbiamo inserite sul portale nazionale Italy for Movies, testi e foto relative a 45 location suggestive della regione Abruzzo. Evento apice di promozione, è stata la presentazione della Film Commission e dell’Abruzzo come location cinematografica a Los Angeles durante l’American film Market, ossia il più importante evento mondiale di settore. Questa vetrina è stata occasione per l’avvio dell’Advisory Board North America della Film Commission d’Abruzzo costituito da professionisti del settore cinematografico Americana di origini Abruzzesi. Infine proprio nei primi mesi del 2020, prima dell’interruzione a causa dell’emergenza sanitaria, oltre ad aver promosso un incontro con il Presidente di Cinecittà per future collaborazioni, erano in gestione da parte dell’assessorato e della Film Commission ben quattro richieste di case di Produzione di Film da girare in Abruzzo, promuovendo due specifici incontri con Enti ed operatori dei territori interessati alle possibili produzioni. Un lavoro che riprenderemo appena possibile, come il primo Bando di sostegno alle produzioni cinematografiche.

Dal cinema al teatro, si è da pochi giorni insediato il nuovo vertice del Teatro Stabile. La presidenza è stata affidata a Pietrangelo Buttafuoco e la direzione artistica a Giorgio Pasotti: un commento su entrambi.

Si tratta di due personaggi di alto spessore culturale e di assoluto prestigio nazionale, di due scelte estremamente qualificate ad affrontare un momento particolarmente difficile quale quello che stanno vivendo i teatri, costretti alla chiusura dalla pandemia. Pietrangelo, oltre alla sua vastissima produzione letteraria e saggistica, è anche apprezzato autore televisivo e teatrale e in passato ha ricoperto con successo l’incarico di Presidente del Teatro Stabile di Catania. Giorgio Pasotti non lo scopriamo certo noi, è nel pieno di una straordinaria carriera cinematografica, televisiva e soprattutto teatrale. Si è presentato con grandi idee e fortemente motivato a rilanciare il TSA a livello nazionale e internazionale. Subentra a un altro grande professionista, qual è Cristicchi, al quale vanno riconosciuti grandi meriti per una direzione di grande respiro artistico nel segno dell’anticonformismo. Con la presidenza di Buttafuoco e la direzione di Pasotti sono certo che il Teatro continuerà ad esprimere grande vivacità progettuale e a porsi nuovi e più ambiziosi obiettivi, potendo contare sul sostegno convinto del Comune dell’Aquila e dal 2019 della Regione, due istituzioni consapevoli dell’alto valore della cultura in termini di crescita sociale e quale attrattiva strategica nello sviluppo economico del territorio, sopra tutto in ambito turistico.


Lei, che è stato consigliere d’opposizione per due amministrazioni capitoline, che impressione ha dell’imminente elezione romana? Chi prevede o auspica che possa essere il candidato del centrodestra e cosa scommetterebbe su una sua affermazione.

Non amo scommettere, ma sono convinto che uniti si vince. Credo che il presupposto per la vittoria elettorale del centrodestra sia quello di scegliere in armonia la persona che possa fare sintesi tra le diverse componenti della coalizione. La disastrosa esperienza della Raggi ha riportato Roma indietro di decenni, il centrodestra ha il dovere morale prima che politico di assumere la guida della città e restituirle la dignità di capitale italiana.

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