Benzina: Rampelli, governo sterilizzi accise

Il rincaro di 1€ sulla benzina registrato nell’ultimo mese sta dissanguando i privati cittadini e sta mettendo in ginocchio interi comparti produttivi. Un aumento del tutto ingiustificato, attuato con l’alibi della guerra. Non tutti i politici però stanno cavalcando la tigre anche a scapito degli italiani.

"Il carburante venduto ai prezzi stellari oggi non è stato acquistato ieri, a guerra iniziata, ma almeno un mese fa. È 'di tutta evidenza quindi che sia in corso una speculazione sui prezzi di vendita da parte delle compagnie. Oltretutto ogni rivenditore ha l'obbligo di stoccare il 10% del carburante per questioni di sicurezza nazionale e anche questa riserva e' stata acquistata mesi e mesi addietro".

È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia che ha inviato un'interrogazione al presidente del Consiglio Mario Draghi, al ministro dell'Economia e Finanza Daniele Franco e al ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. "Il Governo ha due possibilità: o diminuisce l'Iva - sulla quale oggi l'Esecutivo alla luce degli aumenti sta introitando proporzionalmente all'andamento della speculazione rendendosi in qualche modo complice e beneficiario di questa speculazione - o azzera le accise alcune delle quali risalenti a guerre dell'inizio del secolo scorso". "Il Governo - ha concluso Rampelli - si occupi quanto prima di questa emergenza ricordando che il singolo cittadino può decidere di prendere i mezzi pubblici o la bicicletta, ma gli autotrasportatori, i tassisti, gli Ncc, i pullmann turistici non possono resistere a questa impennata di prezzi". Contro l'aumento vertiginoso del carburante il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia ha presentato un esposto al Garante del Mercato e della Concorrenza.

"L'Autorità è l'istituzione che meglio di chiunque altra ha dato prova di saper gestire questi colossi, come ha dimostrato l'inchiesta sulla concorrenza sleale di Amazon e la conseguente multa inflitta. L'aumento generalizzato da parte delle compagnie non è giustificato in quanto il carburante sul mercato oggi è stato acquistato più di un mese fa, quando ancora non era scoppiato il conflitto russo-ucraino con le conseguenti sanzioni a carico della Russia e i problemi relativi all'approvvigionamento. L'esposto alla magistratura è stato invece presentato dall'associazione "Campo Sud", per avviare un’indagine sul sospetto di aggiotaggio".

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