C’eravamo tanto amati

Aggiornamento: 12 lug


L’intenzione era quella di scrivere su Giorgia Meloni che urla al comizio di VOX quando Gigino noto come "Il Bibitaro" ha pensato di riprendersi la scena: basta Giorgia, che è pure fascista, brutta, cattiva e ha un sacco di elettori, ora è Gigino la persona di cui parlare.

Eccolo la, con il suo viso eternamente abbronzato, davanti alle telecamere, con la gestualità da politico consumato, forse un po’ troppo per sembrare naturale, a fare la sua abiura, e se per essere al centro dell’attenzione toccava abiurare transeat.

Un discorso terribilmente retorico, stucchevole, si da un bel da fare per indorare la pillola, ma il fatto rimane: Luigi Di Maio rinnega ognuna delle cose per le quali i suoi elettori lo avevano mandato in parlamento. Rinnega se stesso dunque, poco male, non c’ha mai creduto nemmeno lui, furbetto si, intelligente è da vedere.


Arriva ad affermare che “uno non vale l’altro”, noi da quel di che lo diciamo, dimentica però di segnalare che se non fosse stato per quel “uno vale uno” e una manciata di voti sulla piattaforma Rousseau, uno come lui il parlamento lo avrebbe visto forse durante una visita guidata del dopolavoro, invece fa il Ministro degli Esteri in uno dei momenti più delicati della storia mondiale. Come ministro degli esteri si è distinto per aver criticato i ricevimenti dell’ambasciata russa e per aver dato dell’animale a Putin, una gran bella performance per uno che dovrebbe essere a capo della diplomazia italiana!


Qui si apre un altro argomento, si perché il presidente del consiglio, Super Mario Draghi, come con Speranza, anche con Di Maio, è molto comprensivo, ogni errore evidente, parliamo di errori con effetti gravissimi, soprattutto nelle posizioni di questi due geni, viene minimizzato e assolto da San Mario, che quasi li coccola entrambi, ci sarebbe da chiederci, come mai un Paese con un presidente del consiglio che fa di mestiere l’economista, sia riuscito ad arrivare con lo spread quasi a 300, se ci si pone questa domanda allora si capisce il perché di tanta indulgenza, due teste di legno da usare a piacimento, costano un po’ ma pazienza vale la pena.

Poi continua il Bibitaro “bisogna avere il coraggio di dire la verità su quello che si può e non si può fare” cioè quindi cosa stai dicendo? Che fin ora hai mentito? Che ti sei fatto eleggere dicendo che avresti aperto il parlamento come una scatoletta di tonno e invece non si può fare??


A quel punto lancia una frecciatina a “chi diceva di essere a favore della scienza e poi strizzava l’occhio a novax, chi diceva di essere per la sicurezza ma poi era contrario al greenpass” (ce l’ha di nuovo con Giorgia Meloni), a parte il fatto che non c’è bisogno di essere complottisti per domandarsi “MA CHE C’ENTRA???” La rottura con i 5 stelle non stata generata dall’invio di armi in Ucraina? Ma soprattutto a questo punto dovrebbero intervenire tutti I David Puente e fact ceckaroli vari perché dentro a quella frase ci butta dentro ben 2 fake news, la prima è che se credi nella scienza devi essere pro-vax sconfessando il primo assunto della scienza IL DUBBIO; la seconda è che il greenpass limiti il contagio, cosa per la quale non vale nemmeno la pena di sforzarsi a smentire. Ci hanno pensato i fatti oltre che l’ISS. Conclude con “far parte del governo Draghi è per me motivo di vanto”... avesse potuto gridare “Mario ti amo!” lo avrebbe fatto, ma la situazione era troppo istituzionale e lui, lo abbiamo detto, è diventato grande, ha studiato da politico.

Si chiude fra applausi e strette di mano, si porta via la competenza (???) della Castelli e di Spadafora, se li fosse portati via pure dal parlamento nessuno ne avrebbe sentito la mancanza!


C’è poi una questione squisitamente politica: ma un governo in cui il primo partito non è più primo partito (ce lo ricorda il ministro degli esteri non senza una certa soddisfazione) è ancora legittimo?

A Draghi non importa, Re Mario fa come vuole, e può contare su un esercito di nani ballerine e altre stranezze per continuare a massacrare l’economia.


E Giorgia dalla quale eravamo partiti? Su Giorgia voglio dire solo una cosa: tutti a criticarla perché urlava troppo in Spagna, chi scrive la critica perché dovrebbe urlare di più qui da noi!

81 visualizzazioni0 commenti