Giorgia Meloni, primo presidente del consiglio donna della storia della Repubblica Italiana

Aggiornamento: 2 nov

Modesto suggerimento non richiesto, agli amici e ai colleghi di centrosinistra. Prendete tempo e sospendete il giudizio su Giorgia Meloni. Perché risulta evidente che lei li leggerà e farà di tutto per smentirli. Dunque, calma e gesso… E aspettate i fatti. Anzi fate come fece lei, quando fondò Fratelli d’Italia. Usate questo tempo per concentrarvi su voi stessi e, dopo aver attraversato il deserto, ricostruite una sinistra degna del suo ruolo.

Quanto alla Meloni, se giocasse a pallone, sarebbe un fantasista. Uno di quelli che può dare l’impressione di essere fuori dal gioco, ma all’improvviso può mettere un compagno nelle condizioni di fare gol. La Meloni non si lascia incasellare, decide lei in quale zona del campo giocare e così facendo sta più di un passo davanti agli avversari.


È un caso di situazionismo in politica. Nessuna improvvisazione, ma profonda conoscenza dei fatti e delle circostanze, prima di dare prova di flessibilità e adattamento per raggiungere lo scopo. Per comprendere il successo della Meloni è necessario liberarsi dei pregiudizi che provengono dalle ideologie del secolo scorso e della presunta superiorità morale fatta propria da certa sinistra.


LA POLITICA COME PASSIONE

Dal 1994 esiste in Italia un blocco sociale che si riconosce nei partiti del centro destra, la cui coalizione a volte è stata maggioritaria, altre no. Un blocco sociale omogeneo che da allora ha sempre votato i partiti di quella coalizione, a prescindere dai suoi diversi leader, uno solo dei quali - Berlusconi - è arrivato fino ai nostri giorni. Al contrario degli uomini del centro sinistra, che hanno sempre rigettato questa analisi politica, la Meloni l’ha trasformata in una formidabile leva politica.

E’ dunque prevedibile che la Meloni svilupperà la sua azione di governo guardando agli elettori che hanno dato la maggioranza relativa al suo partito. Ma anche rivolgendosi a quel blocco sociale ed elettorale che spesso si è rivelato più maturo e meno conflittuale dei suoi leader. Perseguendo l’obiettivo di consolidarlo per aggiungervi aliquote di numerosi scontenti e disamorati della politica.


IL PRIMATO DELLA POLITICA

La Meloni ha saputo cogliere il momento, quand’anche esso non era positivo. Anzi. Potrà anche compiere degli errori - nessuno è perfetto - ma la sua elezione a Presidente del Consiglio, prima donna ad occupare questo ruolo è già un passaggio epocale, di quelli destinati a lasciare più di un segno nelle istituzioni repubblicane e nella politica del Paese. Con lei, il capo del Governo torna ad essere un eletto dal popolo e non un tecnico e ciò è un bene, perché ristabilisce il primato della visione politica.


A lei spetterà l’onore e l’onore di indicare chiaramente gli obbiettivi di governo, individuare i soggetti e le strutture capaci di attuarli, assegnando le risorse necessarie. Giorgia Meloni si confessa “secchiona” ed ha già mostrato di essere capace d’impegnarsi a studiare i dossier relativi ai problemi e alle cose che non conosce. Ora dovrà dimostrare di saper incidere nel processo di trasformare in realtà gli obiettivi stabiliti.


L’approccio sarà quello racchiuso nel modo di dire “l’intendenza seguirà”, come sosteneva Napoleone e dopo di lui il decisionista De Gaulle. Una frase che serviva a far capire che alle decisioni dei vertici della nazione dovevano seguire conformemente le fasi attuative. Su questo terreno la Meloni è destinata a giocare la sua più grande scommessa. In palio non c’è solo la conferma delle sue qualità, ma anche il futuro dell’Italia.

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