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In attesa del verdetto di domani, il Napoli vince, la Juve frena, la Lazio piange

Il Napoli potrebbe chiudere a quota 99. Se così sarà, sarà un’impresa nell’impresa.

Il Napoli si è imposta sulla Juve. Nello scontro tra quadrupedi, l’asino scalcia meglio e nel farlo, ritrova un suo protagonista: Giacomo Raspadori, acquisto di lusso spesso messo in ombra dallo stupefacente Karaskelia. Spalletti sta coronando finalmente un sogno lungo una carriera. Tecnico eccellente ma dai nervi non proprio d’acciaio, ha saputo tirare fuori il meglio da una squadra che a luglio scorso destava perplessità. Dal canto suo la Juve non ha fatto in tempo a gioire del secondo posto che è caduta sotto il colpo mortifero di un Raspadori immalinconito  dal mal di panchina. Con questi tre punti mette anche lui la firma sul terzo scudetto dei partenopei. Uno scudetto che premia il coriaceo De Laurentis e che emancipa il Napoli e Napoli dall’incantesimo di Diego. Su De Laurentis sono stati versati fiumi d’inchiostro ma al netto delle sue umane contraddizioni, per Napoli e il Napoli è una manna. Durante la sua presidenza ha portato il meglio del meglio, basti citare Cavani, Higuain e Mertens, ha scovato Koulibaly, ha vinto trofei e rilanciato continuamente. È l’unico presidente italiano, Juve a parte, di un calcio globalizzato, e quest’estate ha acquistato giocatori sconosciuti e magnifici come Kim e il funambolico georgiano. Osimhen lo aveva invece preso tre anni fa. Strapagato ma a conti fatti, ci ha visto lungo. E la Lazio? La squadra di Lotito fa sorridere. Eliminata dalla Conference League dopo averla disprezzata imprudentemente, si era illusa di rimontare il Napoli. Il tifoso si sa, ha il diritto di illudersi. Amen.


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