Lucca 2021: Le stelle si sono riviste. Ora manca la galassia.

Aggiornamento: nov 15

Dopo un anno di fermo il festival Lucca Comics & Games è tornato. Lucca Changes del 2020 è stato un modo testardo e coraggioso di tenere vivo il nome e lo spirito di Lucca, ma non è - e non dovrebbe essere - il futuro. Detto questo, tanto per far capire quanto ancora noi si preferisca la ciccia ai byte virtuali, chiariamo subito una cosa: Lucca Comics & Games 2021 è andata bene. E non era scontato. Assolutamente NON era scontato.

Siccome vogliamo (e DOBBIAMO) essere onesti è necessario ricordare che fin dalla tarda primavera 2021, quando Lucca Crea ha iniziato a diffondere la notizia che “Lucca Comics 2021 si sarebbe fatta”, nel mondo social del fumetto italiano non erano poche le voci di chi, autori ed editori, affermava che era uno sbaglio e che una condotta più “responsabile” avrebbe dovuto portare alla decisione di saltare anche quest’anno e puntare direttamente al 2022.


Oltretutto quando la Bonelli e la Panini/Disney hanno diramato i comunicati secondo cui non sarebbero venute a Lucca più di uno ha esclamato: “Lucca è morta! Inutile farla se mancano loro”. Beh, Panini e Bonelli hanno sbagliato a non venire, e chi ha deciso che Lucca era morta se non venivano loro…beh, c’è libertà di parola, e anche di dire sciocchezze

Che queste cassandre abbiano avuto torto è una cosa positiva. Ovvio, è stata un’edizione ridotta, sia come presenze, che come spazi (in questo senso la più penalizzata è stata la sezione Lucca Games), e forse per compensare questi confini imposti c’è stata una certa bulimia di eventi, sia in presenza che online.

Ma perché è andata bene? Per spiegarlo ecco a voi….


Il momento della Bot-Teoria sociale!

Le persone vengono da 18 mesi di compressione della socialità. Dal 9 marzo 2020 fino a settembre 2021 gli spazi per condividere eventi, esperienze, per stare assieme e anche solo per cazzeggiare e perdere tempo, ma assieme, sono stati aboliti. Ognuno di noi ha vissuto un vuoto. Se l’uomo è un animale sociale (e lo è) la pienezza dell’essere uomo si ha comprendendo la dimensione sociale. Toglila e si crea un vuoto. Siccome, come insegna Aristotele, la natura aborre il vuoto le tensioni a riempire questo vuoto più passa il tempo più sono crescenti, e alla fine la vita vince. Ecco perché anche le manifestazioni che si sono svolte prima di Lucca (Rimini Comix, Ostia Comix, Romics, Cassino Fantastica, Il Salone del Libro di Torino, e tutti gli altri festival) sono andati bene. Perché le persone hanno fame di socialità, fame di stare assieme, desiderio e necessità di vivere come esseri sociali, e non come monadi incollate allo schermo in DAD o in Smart Working. Il vuoto che ognuno di noi avverte viene saziato da questi eventi che riprendono, e è presumibile ritenere che il trauma vissuto e la voglia di vivere farà sì che almeno fino all’estate 2022, probabilmente per Rimini Comix 2022, tutti i vari eventi fumettistici che avranno luogo vedranno una presenza sostenuta e, cosa ancora più importante, vendite e incassi alti.


La gente ha voglia di rivedersi, e la gente ha voglia di spendere. Basta Amazon, basta eBay, basta comprare online. Stand, firme, parlare con persone che vendono, girare per gli stand. Questo è il futuro ipotizzabile. Troppo ottimistico? Forse, ma se come dice Scotland Yard “Tre indizi fanno una prova” ad oggi abbiamo almeno SEI indizi.

Ci sono poi anche prove. Girando per i padiglioni di Lucca e chiedendo a molti espositori come stessero andando le vendite il 99% hanno detto “bene”, cosa che nello standese (il linguaggio degli standisti) va tradotto in “Me sto’ a venne pure le mutande”.

È vero. Le presenze erano contingentate: 22.500 al giorni per 4 giorni, quindi circa 90.000 biglietti possibili, che sono circa un terzo del normale. Ma gli incassi non sono stati un terzo del 2019. In percentuale sono stati quasi la metà del 2019, quindi in proporzione si è venduto e incassato di più. Poi se non ci credete, chiamate gli standisti uno a uno, e chiedeteglielo.

Ci sono state novità? Ovvio. Moltissime, e la polemica è sempre la stessa: “Gli editori portano le novità in anteprima a Lucca, e poi le mandano ai negozi”. Vero (in alcuni casi, in altri no), ma Lucca è l’occasione in cui TUTTI incassano per mettere fieno in cascina per l’inverno, anche gli editori. Così è stato, e così sempre sarà.


I premi Lucca Comics 2021 sono stati equamente divisi tra Italia e resto del mondo, ma la sensazione è che in linea di massima si sia trascurato il fumetto popolare a favore di un fumetto abbastanza cervellotico e che leggono in pochi. Chiaramente se leggiamo la lista dei vincitori c’è la foglia di fico del premio dato a Shockdom per le riviste umoristiche da edicola gestite da Sio, e quindi “abbiamo premiato anche il fumetto da edicola!!”, ma la realtà è ben diversa. Le giurie sono sempre sovrane, ci mancherebbe, ma forse sarebbe il caso che guardassero meno ai loro ombelichi.


Girando per la città il numero contingentato si vedeva e si sentiva. E se uno legge i commenti e le reazioni degli autori sono tutti felici. “Dovrebbe essere sempre così’!” “Perché non mantenete il numero chiuso!!”. Beh, questa è una posizione snob, che conferma il segreto peggio custodito al mondo: I fumettisti e i lettori di fumetti in linea di massima odiano i cosplayer, perché ingombrano, danno fastidio, abbassano il tono culturale del fumetto, puzzano e in sintesi “Meno ce ne sono in giro meglio è”. Questo da sempre. Da quando Expocartoon nel 1994 decise che i cosplayer potevano entrare gratis. L’addetto ai lavori medio, ormai sulla quarantina, vede male i cosplayer perché gli ricordano una cosa molto semplice: c’è gente che con i fumetti ancora si diverte, e non sta a sminuzzare le vignette in 345 parti per cogliere i significati nascosti, e scriverci articoli o saggi pallosissimi che nessuno legge al di fuori della cerchia degli illuminati.


Allora come è stata Lucca 2021? Bella. Esserci è stato un piacere, e si può dire tranquillamente che la scommessa è stata vinta.

Ma non basta.

Lucca deve tornare ad essere quell’affollata e debordante kermesse che tracima per le strade, perché è QUELLA la sua cifra unica al mondo. Nemmeno San Diego e il Comiket sono così. Solo Angoulême, in parte, ci si avvicina.

Perdere questo unicum di folle e tracimante umanità perché “non siamo comodi” sarebbe davvero sciocco, e rivelerebbe la mentalità pigra del mondo del fumetto.

È vero, abbiamo rivisto le stelle, ma la galassia è immensa e quella ci manca ancora.

Lucca è un calderone. Se il calderone non ribolle la zuppa è stantia.


In appendice i premi Lucca Comics 2021 e due video. Un’intervista a Dario Guida, Project Manager di Lucca Collezionando, e un commento flash di Gian Marco di Francisco, autore e direttore della scuola del fumetto Graphite di Lecce/Bari/Taranto.



Premi Lucca Comics 2021


Gran Guinigi

Miglior fumetto breve: A.M.A.R.E. antologia redatta da Amanda Vähämäki, Martina Sarritzu, Alice Socal, Roberta Scomparsa, Eliana Albertini a cura di Liliana Cupido e Roberta Colombo (Canicola).

Miglior serie: Asadora!, di Naoki Urasawa (Panini Comics).

Miglior disegno: Werther Dell’Edera per Something Is Killing The Children (Edizioni BD).

Miglior sceneggiatura: Lee Lai per Stone Fruit (Coconino Press – Fandango).

Iniziativa editoriale: Le Riviste Di Fumetti Umoristici a cura di Sio (Shockdom).

Miglior esordiente: Miguel Vila per Padovaland (Canicola).

Premio speciale della giuria: Penss e le Pieghe del Mondo di Jérémie Moreau (Tunué).


Yellow Kid

Fumetto dell'anno: Rusty Brown di Chris Ware (Coconino Press – Fandango).

Autore dell'anno: Marco Galli per “Dentro una scatola di latta” (Eris Edizioni).

Maestro del Fumetto 2021: Lorenzo Mattotti



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