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Pomezia ha voltato pagina. Visione progetti e strategie del nuovo Sindaco, Veronica Felici

Aggiornamento: 20 ago 2023


Nomen omen è la locuzione latina per dire che i tratti caratteriali e finanche il destino sono riposti all’interno del proprio nome. Se è così, il neo sindaco di Pomezia era destinato a prevalere sul suo avversario pentastellato, perché Veronica etimologicamente è Portatrice di vittoria. In realtà a vincere è stata la città perché dopo una stagnazione lunga 17 anni tra il PD di De Fusco e l’alternanza dell’uno vale uno o uno vale l’latro, l’elettorato ha massicciamente indicato come non ne potesse più di logiche opache  e dell’immobilità mascherata per trasparenza. Con gli onori arrivano anche gli oneri, per questo più che affidandosi al destino racchiuso in un nome, Veronica Felici ha studiato. Si è preparata per un intero decennio, ed è stata assessore ad Ardea, perché la macchina amministrativa va osservata dal suo interno. Nella lunga chiacchierata parla della necessità-opportunità di corroborare una rete tra le imprese, perché se un produttore di birra locale non sa che sul suo territorio c’è il produttore di macchinari che gli possono servire (ma il ragionamento vale anche al contrario), vuol dire che il Comune ha disatteso una delle sue prerogative. In ogni caso, la città che è stata il secondo polo industriale italiano e ha goduto di stagioni floride in cui i Matia Bazar suonavano in piazza e i ragazzi alternavano il mare alle quattro piscine sparse sul territorio, andavano al cinema, e trascorrevano serate in discoteche, ha dato un segnale eloquente, in linea con la tendenza nazionale e regionale. Due punti di forza che sicuramente colei che porta alla vittoria saprà triangolare sul territorio. Nel salire chiedo a un dipendente del Comune che tipo sia, mi risponde che non la conosce bene perché è lì da poco  “…Ma sembra in gamba. Parla con tutti. Ascolta tutti.  Una cosa inusuale per Pomezia, a cui dobbiamo ancora abituarci.  il predecessore non parlava con nessuno.”.  La incontriamo. 

 

In che stato di salute ha trovato la città?Non vorrei iniziare questa intervista con una polemica aperta nei confronti dei miei predecessori…

Sicuramente, nel momento in cui ho deciso di candidarmi a Sindaco di Pomezia la situazione in cui versava la città era ben nota a tutti i cittadini: dopo anni 17 anni in cui abbiamo visto succedersi governi di altri schieramenti, come coalizione di centro destra eravamo consapevoli che avremmo trovato Pomezia in gravi condizioni di salute sia per quanto riguarda il Bilancio, sia per la vivibilità della città stessa.I cittadini ci hanno scelto e votato proprio perché erano stanchi di questo continuo mal governo e hanno deciso di darci la possibilità, premiando la nostra coerenza e il nostro programma, di fare qualcosa di buono per Pomezia.

Quello he è stato prima ben lo conosciamo; quello che ho a cuore ora è il futuro della nostra citta, al netto delle polemiche.

 

Cosa si attendono da lei i pometini?

Il rilancio della città…I temi fondamentali sui quali lavorare li abbiamo fatti presente ai cittadini sin dalla campagna elettorale: la sicurezza, la lotta al degrado e soprattutto riportare Pomezia ad essere una città attrattiva sul territorio della Regione, per turismo e per risorse economiche.Quello che ci impegniamo a fare in questi 5 anni è far diventare la nostra città punto di riferimento, per il territorio e per chi Pomezia la vive tutti i giorni.


Territorio con due anime: quella industriale e quella turistica, quali provvedimenti intende mettere in campo?

Sono i “talenti” che ha Pomezia, le sue potenzialità e come amministrazione comunale lavoreremo per valorizzarle al meglio.Di queste due “anime”, l’una non esclude l’altra: anzi, si vanno a integrare e a supportare perché Pomezia possa essere, come dicevo prima, un polo attrattivo ad ampio raggio.

Il nostro territorio ha la risorsa di Torvaianica come meta turistica di prossimità, che però non deve limitarsi al periodo estivo, ma diventare 12 mesi l’anno una risorsa per l’intera città e l’intero territorio; e su questo lavoreremo portando eventi che creano aggregazione e potenziando i servizi per accogliere turisti e cittadini.

 

I nostri lettori sono particolarmente attenti  alletematiche ambientali, turistiche e culturali, ci dia anticipazioni sul programma

Non è tanto quello di anticipare ma tanto di leggerlo, parlava chiaro già in campagna elettorale.

Quando parliamo di ambiente e salute ci sono degli aspetti che non possono essere trascurati: come il controllo e monitoraggio del territorio e la gestione dei rifiuti, uno degli elementi più importanti nella tutela ambientale.  

Tra le proposte che abbiamo nel programma politico c’è  inannzitutto l’opposizione ai progetti di impianti di trattamento dei rifiuti in corso… Tema più che mai caldo: proprio la scorsa settimana sono scesa in piazza con colleghi sindaci, associazioni e cittadini per dire NO al termovalorizzatore a Santa Palomba che il Sindaco Gaultierivuole costruire. NO perché la salute dei cittadini viene prima di tutto, NO perché la tecnologia è obsoleta, NO perché la viabilità del territorio verrebbe gravata pesantemente e NO perché Santa Palomba è già di per sé un zona disagiata e fragile.

Nel nostro programma abbiamo poi interventi come la mappatura delle coperture in eternit sul territorio e l’ incentivazione alla rimozione e bonifica dei medesimi; la richiesta all’ARPA di stazioni fisse di Misura Strumentale Continua della qualità dell’aria nelle zone a maggior intensità di traffico e indagini periodiche sulla qualità delle Acque dei fossi in ingresso sul territorio e sullo sbocco a mare;  il potenziamento di una squadra di Polizia Municipale Ambientale adeguatamente attrezzata e con requisiti specifici, la maggior frequenza nella raccolta dell’umido e dei rifiuti maleodoranti e un incremento del numero e della diffusione di isole ecologiche sul territorio.

Per quanto riguarda la cultura, ll nostro punto di partenza è riformare un tessuto fertile su cui si possa sviluppare e migliorare l’offerta di eventi popolari e l’aggregazione sociale ad essi connessa, promuovendo le identità aggregative culturali.

Gli eventi creano aggregazione sociale, partecipazione civica, inclusione, sviluppo socioeconomico e promozione turistica, sviluppare una cultura degli eventi popolari significa sviluppare anche una sana aggregazione sociale e rafforzare l’identità di appartenenza a una comunità e al territorio.

Territorio inteso come un vero e proprio prodotto turistico basato sul rapporto tra comunità residenti e turisti, in piena sinergia con tutti i soggetti di politica territoriale: urbanistica, ambiente, beni culturali, viabilità, trasporti.  

Questi principi animano il Turismo Responsabile che sempre di più deve diventare anche Turismo sostenibile.  

ll vero cambiamento che cercheremo di portare consiste nell’affermare i nostri luoghi come nuove destinazioni turistiche, ovvero come sistemi integrati che mettono insieme le risorse e le attrattive, nei quali giocano un ruolo fondamentale le amministrazioni locali e le aziende che forniscono un servizio ai turisti.  

Il Turismo Responsabile ha un ruolo chiave nel contribuire alla crescita economica, alla creazione di posti di lavoro, all’aumentare la produttività e il reddito.

 

Tema sicurezza: cosa intende mettere in atto?

La sicurezza era uno dei temi fondamentali del nostro programma, già in campagna elettorale.

Vi posso dire che, già durante il primo incontro avuto in Comune con gli esponenti dei Comitati di Quartiere (avvenuto nella prima settimana del mio mandato) abbiamo ascoltato disagi e problemi che zone in difficoltà della nostra città vivono; e già da quel primo incontro, il Comandante dei Vigili di Pomezia ha preso l’impegno di rafforzare, soprattutto, nei quartieri più problematici la presenza della polizia locale: un primo segnale concreto che l’amministrazione comunale è al fianco dei cittadini per risolvere con atti reali ciò che si può risolvere.

E’ un primo passo, e altri strumenti verranno messi in campo, zona per zona della città, per rendere Pomezia più sicura.

 

Il governo vede a capo una donna per la prima volta nella storia della repubblica, a Pomezia c’è una donna. La destra è più progressista della sinistra?

Nel centro destra non si mai ragionato sul far ricoprire un ruolo politico a una donna, in quanto donna; ma si è sempre data la pari dignità e le pari possibilità di concorrere all’interno della partito o della coalizione a chiunque lo meriti.

 

Non siamo appassionati di quote rosa, quanto di pari competenze. Si parte tutti dallo stesso punto, chi merita di più arriva, sia esso uomo o donna.

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