Torna a nuotare la Balena bianca

Aggiornato il: gen 26


Tanto tuonò che piovve. Renzi a forza di abbaiare ha deciso di mordere. Finendo probabilmente nelle sue fauci. Renzi il giovanilista, per dirla col Clemente nazionale che era-sembrava provenire dalla DC cosa che invece, sempre l’inossidabile Mastella ha pensato bene di misconoscere. Niente patente scudo crociata per l’ex rottamatore e anatema, se possibile con damnatio memoriae. Vae victis, nel revival da Prima Repubblica non c’è spazio per il toscanaccio che voleva essere Fonzie.


Ma per uno che esce di scena senza l’onore delle armi, ecco che come per incanto sfilano in passerella, in un tripudio di immacolate bandiere di un bianco verginale, veterani, reduci, trasformisti, uomini per tutte le stagioni e schieramenti, scappati di casa, dai partiti e dall’ospizio per un nuovo, agognato giro di valzer in Parlamento, nelle tv e giocandosi al meglio i quattro assi serviti da un destino mai così scarsamente cinico e baro, finanche il Governo. Cirino Pomicino a colpi di Gerovital tiene banco nei salotti televisivi seguito a ruota da Mastella che ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.


Tabacci, cuce e ricuce, Franceschini è rivendicato all’unisono come alfiere della scuola di De Gasperi, Rotondi gongola, Casini pregusta e tutti insieme riconoscono a Conte di essere democristiano. Dentro. E pure fuori. Ora, al netto del fatto che fu indicato dal M5S, e che comunque uno cerca pragmaticamente visibilità dove la può ottenerne, la domanda sorge spontanea: ma l’elettorato digitalizzato che anelava scoperchiare il Parlamento lo sapeva? Mastella l’inesorabile, fa sapere che lui è un Responsabile e un Costruttore e che al posto di Conte c’è solo Conte. Non c’è futuro se non con l’avvocato del popolo. Senza di lui il diluvio. E allora ben venga la stagione della rediviva Balena bianca. Si rinnovino i fasti di un glorioso passato traumaticamente defenestrato dall’ira funesta di Antonio Di Pietro, veleggiando verso questo ventilato radioso futuro.


La DC sopravvive ai cambiamenti e pure agli armadi e in fondo, da Prodi in poi un suo uomo che emergendo dal cilindro venga formalmente a metterci una pezza, lo trova sempre.


Il potere logora chi non ce l’ha . Ma forse oggi il Divo Giulio non sarebbe contento di un potere disarmato. I figli del partito cattolico hanno negli anni abdicato nei confronti di tutto ciò che è congenitamente insito nella loro ragion d’essere: si sono fatti scippare le chiese al ritmo di Bella Ciao, hanno riposto San Giuseppe, la Madonna, il Bambinello, il bue e l’asino nell’angolo più buio delle loro coscienze, sì sono prestati a farse dialettico ideologiche come genitore 1 e genitore 2, hanno coperto le statue che pure furono volute da papi illuminati, per non turbare la sensibilità di Rohani, hanno sconfessato il diritto di nascere e la sacralità del matrimonio per non ribattere a chi sedendo in Parlamento sostiene che avere famiglia sia una vita di merda. Il che, al netto delle opinioni personali, fa inorridire quanto a mancanza di lealtà verso i propri ideali, latitanza di coraggio, pochezza dialettica, scarsa rilevanza politica ai limiti dell’ esistenza. La mitica Balena bianca ritorna nel suo eterno presente.


Ma è una balena sdentata.

Amen

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