Angelo Sorino, da attore a scrittore con un libro dedicato a Rino Gaetano

Aggiornamento: 7 gen

Domenica 19 settembre 2021 nella splendida cornice di Valle Giulia, al “Satyrus caffè” sotto un cielo sempre più blu, Angelo Sorino (attore, doppiatore, regista) ha presentato il suo libro “Rino Gaetano e il Regno di Salanga. Una biografia in autostop”. L’evento è stato presentato dalla giornalista ed attrice Francesca Rasi, sul palco si è esibita la “Io verso Rino Band” e tra una canzone e l’altra tanti sono stati gli amici di Gaetano che hanno raccontato al pubblico presente episodi ed aneddoti sul cantautore crotonese.

Noi abbiamo fatto una chiacchierata con l’autore Angelo Sorino per farci raccontare quale è stato il percorso che lo ha condotto a scrivere proprio un libro su Rino Gaetano a quarant’anni esatti dalla sua scomparsa avvenuta il 2 giugno 1981.


Angelo il grande pubblico ti conosce come attore di tante Fiction di successo come “Il Maresciallo Rocca”, “Il Paradiso delle Signore”, ma tu sei anche un cantautore ed hai vinto recentemente il Premio della Critica a Sanremo Rock 2020 con il pezzo “Sogno Criminale”, da dove nasce questa tua passione per la musica?

E’ una passione che nasce da piccolo, con la prima paghetta infatti ricordo di aver acquistato in edicola un disco Jazz, sono stato sempre un grande ascoltatore di musica, ma solo verso i trent’anni quando mi sono ritrovato a scrivere delle canzoni per una commedia teatrale, ho capito che avevo qualcosa da dire ed ho iniziato a scrivere i miei pezzi fino ad arrivare a “Sogno Criminale”, che tratta un problema ancora molto attuale, cioè le morti sul lavoro, ed ho cercato di farlo a modo mio usando il rock e la provocazione per far riflettere chi ascolta. Ho voluto dedicare il brano ai tanti medici che hanno perso la vita quando è scoppiata la Pandemia di Covid-19, come ricorderete infatti all’inizio del 2020 non si sapeva ancora bene con quale “mostro” avessimo a che fare, tanti medici si sono ammalati e sono morti in quanto non hanno avuto modo di adottare le precauzioni giuste, soprattutto per la carenza dei dispositivi di protezione individuale. Non pensavo però che il brano potesse andare così bene, sta avendo successo anche all’estero, poi il premio della critica a “Sanremo Rock” è stata una vera sorpresa.


A proposito di Sanremo, Rino Gaetano si fece conoscere al grande pubblico proprio durante l’edizione del 1978 quando si presentò con la canzone “Gianna”, in quell’occasione era accompagnato dal gruppo dei “Pandemonium”, che tu hai avuto la fortuna di conoscere vero?

Apprezzo molto la canzone “Gianna”, anche per gli arrangiamenti, soprattutto il pezzo del brano cantato con i “Pandemonium”, conosco da quasi vent’anni Gianni Mauro e Angelo Giordano componenti del gruppo e sono stati proprio loro a raccontarmi moltissime cose su Rino; dagli spunti che mi hanno dato è nata poi la mia voglia di andare sempre più a fondo, per conoscere questo incredibile artista in tutte le sue sfaccettature. Pensa che il finale di “Gianna” originariamente durava molto di più ed i “Pandemonium” chiesero a Rino di abbreviare il finale della canzone perché troppo lungo e difficile da cantare, lui acconsentì tranquillamente, questo solo per dire che era una persona umile e disponibile con tutti anche sul lavoro.


Quindi da attore a cantautore, fino a diventare scrittore. Hai fatto un grandissimo lavoro di ricerca, hai raccolto testimonianze di tanti amici di Rino, quanto tempo ti ci è voluto per mettere insieme tutto il materiale raccolto?

Non sono uno scrittore, ma scrivo per il cinema e il teatro, questa è stata un po’ un’avventura, ci sono voluti quasi cinque anni di lavoro, anche se all’inizio la mia idea non era scrivere un libro, più che altro le ricerche le facevo per soddisfare la mia curiosità, mi dedicavo a questo progetto nel poco tempo libero che avevo tra mille impegni lavorativi e familiari, a volte mi sono trovato a scrivere a notte fonda. Questa mia ricerca era destinata ad essere un auto-pubblicazione, ma grazie a Carlo Amatesi di Sagoma Editore, a cui il mio libro è molto piaciuto mi sono convinto a pubblicarlo.


In questi anni sono stati scritti molti libri da altrettanti autori sulla vita e sulla morte di Rino Gaetano, il tuo lavoro si caratterizza però nell’essere una sorta di diario di bordo dove a raccontare sono soprattutto le persone che lo hanno conosciuto. Qual è stata la testimonianza che ti ha colpito di più?

Ce ne sono molte, ma una in particolare ha un grande valore per me perché è legata ad una persona che purtroppo ci ha lasciato nel 2018, sto parlando di Enrico Gregori, bravissimo giornalista e grande amico di Rino; molti anni fa facemmo una lunga chiacchierata sulla carriera di Gaetano, ed ho voluto riportare per filo e per segno nel mio libro quanto ci siamo detti in quell’occasione, chi leggerà queste pagine comprenderà come Rino avesse un talento innato nel capire le persone, era dotato di una grande empatia. Tantissimi poi sono gli aneddoti raccontati dal cantautore e critico musicale Ernesto Bassignano riguardanti soprattutto i tempi del Folkstudio, poi c’è il racconto di Osvaldo Borghetti compagno di Rino alla scuola media di Narni e molti altri. Devo dire però che la vera “chicca” del libro riguarda l’intervista che ho fatto ad una persona che è stata con lui quella tragica sera fino a poche ore prima del fatale incidente. Oltretutto anche il titolo del libro “Il Regno di Salanga” è ispirato da un episodio che mi ha raccontato un suo amico che però è voluto restare nell’anonimato.


Puoi spiegarci meglio cosa vuol dire “Regno di Salanga”?

E’ legato ad un episodio che racconto nel libro, Salanga non sono altro che le iniziali del nome Salvatore (Sal) Antonio (An) Gaetano (Ga).


Rino all’inizio della sua carriera non era trattato benissimo dai critici musicali, basti ricordare le interviste con Gianni Boncompagni o con Maurizio Costanzo, le sue canzoni erano definite “non sense” o addirittura “canzoncine orecchiabili”, perché non fu capito?

Lui aveva un cruccio temeva di essere considerato, all’inizio, come il fratello povero dei cantautori, poi con il passaggio alla RCA di passare per quello che aveva bisogno della spinta di un autore (nella fattispecie Mogol) per crescere come cantante. Era dispiaciuto più che altro di non essere considerato alla stregua degli altri cantautori più famosi, ma ai suoi amici diceva sempre: “vedrete un giorno come mi osanneranno!!”.

Proprio in merito alle due interviste che hai citato, nel libro le ho trascritte parola per parola, un modo per far risaltare le risposte di Rino, che era assolutamente una persona capace di dire le cose che pensava in modo schietto, irriverente, dimostrando una grande capacità dialettica ed una profonda cultura.

Rino era una persona speciale e spero che chi ancora non lo conosce abbia modo di apprezzarlo leggendo il mio libro.


Angelo in conclusione tralasciamo un attimo la tua esperienza da scrittore e torniamo a quella di attore. Tu hai lavorato per tanto tempo nella fortunata serie Tv “Il Maresciallo Rocca”, potresti raccontarci del tuo rapporto con il grande Gigi Proietti?

Sin dal primo incontro avvenuto in produzione con lui ho avvertito subito un senso di familiarità, abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto, la sua scomparsa è stata un duro colpo per me. Gigi è stato e resterà sempre un monumento di Roma, gli ho voluto e gli vorrò sempre bene a livello di artista poi la sua carriera parla da sola. Come Rino Gaetano anche Gigi Proietti aveva una grande umanità, questa è davvero la cosa che mi piacerebbe far sapere alle persone.


Grazie Angelo per la bella intervista e complimenti per il tuo lavoro di attore, cantautore e da oggi con questo libro anche di scrittore!

Grazie a voi

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