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“Dialoghi sinfonici - La musica si racconta”

La musica da sempre è il racconto di emozioni e storie attraverso i suoni che provengono da una partitura. Capita spesso che, presi dall’ascolto del brano nel suo complesso, sfuggano quelle piccole sfumature particolari ed interessanti che insieme compongono la trama e le danno valore. Domenica 18 Gennaio si è svolto all’interno del Roma Convention Center La Nuvola un concerto finalizzato proprio a far comprendere a chiunque la bellezza dei dettagli di un’opera.


Germano Neri

Il maestro Germano Neri dirige l’orchestra Europa inCanto ed insieme raccontano al pubblico le origini e la storia delle opere scelte, per poi scomporle in micro-sequenze che verranno eseguite da un singolo o da un gruppo di strumenti. Il maestro si presenta al pubblico con entusiasmo e carisma, raccontando in maniera semplice ed efficace la nascita e lo sviluppo di quella che sarà la prima opera, il Capriccio spagnolo Op. 34 di N. Rimsky-Korsakov. Il Capriccio ha il medesimo potere emotivo del Flamenco, ma un’elaborazione differente. Il secondo, nasce tra il XI ed il XVI secolo, successivamente all’arrivo del popolo gitano in Andalusia. Questa musica infatti deriva dall’intreccio con la cultura araba, ebraica e popolare presente ai tempi in quel luogo. La volontà del Flamenco è quella di esprimere tutto il dolore, l’orgoglio ed il valore legato alla tradizione di un popolo che è stato ai tempi emarginato e perseguitato attraverso leggi repressive.


Germano Neri

I gitani non si adeguavano agli usi del territorio, portavano con sé una cultura itinerante, la propria lingua e la propria religione così come i costumi. Il maestro racconta come la musica, insieme anche alla danza ed a movenze ben precise, descrivesse l’arrivo ed il percorso dell’eroe che cammina a testa alta, fiero di ciò cherappresenta. La differenza con il Capriccio è che quest’ultimo è una forma musicale più elaborata, nata nell’800, finalizzata ad un pubblico più elevato ed internazionale. La figura dell’eroe viene introdotta dall’arpa in sostituzione della chitarra, poi vengono scomposti violini, violoncelli, strumenti a fiato e percussioni permettendo allo spettatore di comprendere ogni significato, ogni colore e sfumatura nelle varie parti della trama. Risulta assolutamente straordinaria la capacità del maestro Neri che quasi sotto forma di gioco richiama gli strumenti che vuole raccontare ed anche quella dei musicisti di eseguire e fermarsi in pochi secondi con tale bravura da farlo quasi apparire un lavoro semplice.


Germano Neri

Al termine della spiegazione completa dell’opera, svolta in modo dinamico e totalmente coinvolgente, il maestro Giordano Neri dirige l’orchestra Europa inCanto nell’esecuzione del brano, trasportando lo spettatore all’interno di un viaggio magico attraverso il suono della musica.


Durante la seconda parte, si entra nel vivo del senso del ritmo. Per far comprendere la complessità del mantenere una base durante l’esecuzione dell’intero brano, il maestro fa una sorta di esperimento con ilpubblico, un esercizio. La platea viene divisa in tre fazioni per eseguire rispettivamente battere, levare e pausa, il risultato è stato divertente e soddisfacente, d'altronde non è semplice coordinare più di mille persone che non sono del mestiere, non è sicuramente una cosa da tutti!


Germano Neri

La seconda opera è molto diversa dalla prima, parliamo infatti di estratti da L’Arlesienne di G. Bizet. Quest’opera nasce inizialmente come accompagnamento della pièce teatrale scritta da Alphonse Daudet che non ebbe successo, risultando noiosa e poco interessante per il pubblico dell’epoca. In seguito però ad una recensione positiva riguardo il lavoro di Bizet, il compositore decise di arricchire ed impreziosire quattro pezzi, creando così quella che poi sarà nota come la Suite de l’Arlesienne.


L’opera è assolutamente drammatica, ma il maestro Neri riesce con la sua simpatia a renderla leggera, raccontando la storia di un amore sofferto che porterà il protagonista ad una triste decisione: “lanciarsi nel buio”.


Germano Neri spiega con l’accompagnamento dell’orchestra le varie fasi del percorso del personaggio: abbiamo le regole ferree che la società del tempo imponeva, insieme all’amore ed al conflitto interiore del protagonista; poi c’è la disperazione per un amore impossibile, in seguito il tentativo di dimenticare ed infine il tragico epilogo.


Il salto nel buio di cui parlavo prima ha addirittura un effetto speciale che però non vogliamo spoilerare.


Assistere ad un concerto del genere è sicuramente un’esperienza unica. Lo spettatore di norma ascolta l’opera ma può comprenderla soltanto in base a quella che è la sua preparazione personale. Grazie a questa iniziativa, chiunque tra il pubblico, al di là che già conosca e comprenda l’opera o che approcci a questo ambito per la prima volta, può godere a pieno del suo significato scoprendo un mondo legato al senso che ogni strumento ha sul palco in quel determinato modo e momento.


Germano Neri

Dialoghi Sinfonici” è un titolo totalmente fedele a ciò che avviene in sala durante l’esecuzione. Il maestro comunica con il pubblico con semplicità e con un’innata capacità da performer, facendo sentire lo spettatore parte integrante dello spettacolo, permettendogli di comprendere il potere emotivo di quel racconto, lo stato d’animo del compositore o della realtà dalla quale nasce il brano e dando vita così una vera e propria lezione d’arte e di umanità per chiunque stesse ascoltando. L’atmosfera è familiare, il talento e la professionalità di ogni elemento dell’orchestra insieme alla simpatia esplosiva del maestro e alle sue doti direttoriali creano un risultato straordinario fatto di energia, coinvolgimento e stupore generale. Scomporre un’orchestra composta da G0 elementi in live non è un lavoro da prendere alla leggera, richiede tecnica e precisione da parte sia del maestro stesso che dell’orchestra intera che è sempre in ascolto, pronta ad assecondare le sue richieste con naturalezza. Avere l’opportunità di comprendere la musica in un contesto del genere e con professionisti di questo livello è sicuramente un privilegio.


Come il maestro Germano Neri ha già dichiarato a Plusnews in un’ intervista precedente, l’opera non tratta argomenti del passato bensì esprime attraverso la musica e la storia collegata ad essa dei temi di profonda attualità in cui il pubblico può identificarsi. In tempi come questi, dove i conflitti sono all’ordine del giorno e la discriminazione è un tema molto dibattuto in diversi contesti, da quelli social a quelli televisivi, per esempio, il Capriccio risulta contemporaneo, pur parlando di un popolo che tutt’ora esiste ma ha sicuramente un percorso di verso rispetto a quello dell’epoca trattata nell’opera. Basta soffermarsi sulla situazione generale per comprendere come le culture e le realtà diverse spaventino ancora ad oggi e portino i popoli a ribellarsi e manifestare il dissenso verso le violenze subite e l’orgoglio verso la propria terra e la propria comunità. Anche ne l’Arlesienne troviamo argomenti contemporanei, basta in effetti parlare d’amore e tormento, gelosia ed ossessione.


Sono tutti sentimenti odierni seppur gestiti o espressi in maniera differente, per motivi diversi. Il viaggio del protagonista non è altro che il racconto di un uomo comune che si ritrova a fare i conti con un sentimento forte che però non vince contro il timore del giudizio della società che non permetteva allora, così come non permette oggi, di essere esenti dalle critiche e dalla cattiveria, portando spesso la persona vittima degli eventi a compiere scelte drammatiche, discutibili e persino estreme, in alcuni casi.


Una delle cose meravigliose che quest’evento crea, è l’unione di un pubblico di età differenti. Il potere della musica sta proprio nel fatto di avere un linguaggio universale che va oltre il tempo, lo spazio e le differenze di chi in quel momento ha il piacere di sedersi lì ad ascoltare. L’impresa di voler spiegare e condividere con tutti la profondità dell’arte è senza dubbio un grande atto d’amore da parte di chi, nel farlo, vi dedica il suo tempo con passione. Durante il concerto “Dialoghi Sinfonici - La musica si racconta”, questo amore arriva fin dal primo istante in cui il maestro e la sua orchestra mettono piede sul palcoscenico. La buona riuscita dell’iniziativa è il frutto di questa bellissima energia che si crea tra artisti e pubblico, un momento nel quale ci si sente uniti, in cui cade quel velo invisibile che divida il palcoscenico dalla platea, generando un’unica realtà in cui si dà e si riceve con calore ed affetto.


La risposta del pubblico assolutamente positiva dimostra come la voglia di ascoltare e comprendere sia tanta. Spesso sentiamo dire che ai tempi d’oggi non ci siano più la voglia e la pazienza di soffermarsi sulle cose e questo concerto, oltre a smontare i brani, smonta anche questa teoria. È la dimostrazione che un lavoro fatto bene, oserei dire impeccabilmente, può coinvolgere tutti e renderli felici di essere partecipi esattamente allo stesso modo. La musica è una delle prime forme d’arte tramite la quale l’uomo ha iniziato ad esprimersi e creare unione e questo non cambierà nel tempo, perché è parte di noi e della nostra natura. L’opera è una combo meravigliosa di note e poesia, di storia e teatro, di sentimenti e virtù, è qualcosa che ti entra nell’anima già solo all’ascolto e si sedimenta quando viene compresa.


Questa iniziativa merita di essere condivisa per l’insieme straordinario di elementi positivi che giocano a suo favore, per l’amore con il quale viene portata in scena e perché credo che sia esattamente ciò di cui il pubblico di oggi ha bisogno. Il maestro Germano Neri e l’orchestra Europa inCanto sono riusciti a compiere un’impresa che va ben oltre un’eccellente esecuzione, sono arrivati alcuore degli spettatori regalando loro qualcosa di nuovo che potranno portare con sé per sempre.

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