Coronavirus, "la variante inglese"

Aggiornato il: 29 dic 2020

Primo caso a Roma, il paziente arrivato dalla Gran Bretagna


"Un paziente e il suo convivente" - questa la lapidaria descrizione del ministero della Salute nella sua comunicazione ufficiale - posti in isolamento dopo che i medici dell'ospedale militare del Celio di Roma hanno sequenziato il genoma della nuova versione del Covid che, nell'arco di un pomeriggio, gettato nel panico mezza Europa.

Per ciò che attiene la Capitale, il positivo era arrivato proprio domenica dal Regno Unito. Una donna appena rientrata da una città inglese, e il compagno, anche lui in isolamento ma al momento "solo" contagiato dal Covid-19 così come lo abbiamo conosciuto fino a oggi, non sarebbero in gravi condizioni. Secondo le prime informazioni, però, la donna avrebbe una alta carica virale.

Ora l'Inmi sta lavorando, attivando così la procedura per l'isolamento della sequenza del virus per verificare la cosiddetta “variante inglese”, come ha spiegato l'Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio.

Nelle ultime ore, infatti, un nuovo caso sospetto è stato ricoverato presso lo Spallanzani. Dall'Istituto Spallanzani comunicano che "i virus mutati sono una evenienza che si è già verificata in questa pandemia. Ad esempio, subito dopo l'estate il ceppo predominante in Europa, compresa l'Italia, è stata una variante probabilmente introdotta dalla Spagna".

Risulterebbe un nuovo caso sospetto a Roma. A dirlo è l'Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio, scattati i controlli all'aeroporto di Fiumicino per i passeggeri di rientro dal Regno Unito: 351 passeggeri, di cui uno confermato positivo al tampone molecolare. È stato immediatamente posto in isolamento e si è avviata, presso L'INMI Spallanzani di Roma, la procedura per l'isolamento della sequenza del virus per verificare la cosiddetta variante".

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