Dreams – Le belle addormentate Al tearo Trastevere - Ultima replica

Aggiornamento: 29 mar

Breve ma intensa la piece al teatro Trastevere, di cui stasera si svolge l' ultima replica, ispirata ad una mostra dei quadri dipinti anni fa da Pasquale Nero Galante, in cui si raffigurano donne racchiuse in uno scrigno di oscurità e nella tranquillità del sonno. L' esposizione portava il titolo “ “Vieneme 'Nzuonno – Scetame” e ad ogni quadro era legata una canzone napoletana che si riferiva al sonno e al sogno ma anche allo svegliarsi.

Non è la prima volta che la pittura ispira altre arti: basti pensare a “Quadri in esposizione” di Mussorgsky al “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde e a innumerevoli scene di film opera di grandi registi. Giuseppe Convertini ha legato quelle immagini ad una storia vera accaduta in Puglia in quel drammatico periodo dell' ultimo dopoguerra in cui il nostro paese annaspava tra miseria e boom economico in cui il vecchio e il nuovo entravano in un conflitto a volte tragico e in cui il Sud, come sempre nelle crisi dell'Italia unita, ne faceva le spese.

Le tre signorine legate da affettuosa amicizia che animano questa storia, si recano ad una festa di carnevale dove una delle tre, Mimina, incontra un uomo ed è colpo di fulmine per entrambi. Ma il padre di lei, sconcertato e disgustato dai modi troppo moderni del giovane innamorato della figlia, si intromette e convince la ragazza a negarsi. Concetta e Rosaria, le amiche del cuore, sono incredule e cercano di capire ma Mimina, struggendosi in maniera lacerante, insiste, troppo debole per contrastare il volere del padre. L'infelice ragazza si chiude in se stessa e nei propri sogni, dai quali trae conforto finchè la realtà di aver perduto per sempre l'amore della propria vita non la fa crollare definitivamente.


L'opera ci regala emozioni forti, sottolineate dalla musica struggente delle più note e passionali canzoni napoletane. La storia è semplice, ridotta ai momenti più significativi, rivelandosi uno straordinario lavoro di sintesi. Le attrici hanno interpretato le loro parti con una presenza scenica di quasi immobilità anzi direi di pittoricità, a rimarcare il legame di quest'opera con le tele che l' hanno ispirata.

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