Sissi l’imperatrice al Teatro India, dal 27 gennaio al 1° febbraio
- La redazione
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La vita inquieta e tormentata dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria si anima sul palcoscenico del Teatro India dal 27 gennaio al 1° febbraio con Sissi l’imperatrice, spettacolo scritto e diretto da Roberto Cavosi. A vestire i panni di Sissi, Federica Luna Vincenti, in un ritratto generale che man mano che si compone mette in luce una donna tanto anticonformista, quanto profondamente frustrata dalla rigidità e spietatezza della corte viennese, e anche la grande poesia e la voglia di libertà di una creatura che si riteneva eternamente “chiusa in gabbia”.
Anoressica, in eterno lutto per le morti assurde di due dei suoi figli, sviluppa una sensibilità dolente e rabbiosa al tempo stesso, ma tutt’altro che astratta, rivolta infatti anche verso le più delicate questioni sociali: dalle sofferenze delle minoranze etniche, ai soprusi subiti dal proletariato. Antimperialista e disgustata dalle atrocità delle guerre che divampano intorno a lei, Sissi si dedica maniacalmente alla cura del suo corpo, della sua acconciatura, alla scelta delle scarpe, una barriera contro il senso di morte che aleggia intorno a lei. Profeta dell’imminente crollo dell’impero asburgico, l’imperatrice ci mostra quel mondo come paradigma del nostro mondo, di un presente in cui le piaghe della sopraffazione, del razzismo e della guerra sono più virulente che mai.
Sissi l’Imperatrice è un testo che si snoda in vari quadri, ognuno dei quali prende in esame alcuni aspetti del carattere e del pensiero dell’Imperatrice: dalla filosofia al sesso, dalla politica all’arte. Ne emerge la figura di una donna sfortunata, irripetibile, la cui sensibilità ferita parla a tutti noi, alle nostre ferite. Una personalità incredibilmente sfaccettata e instancabile nella continua e contraddittoria ricerca di cosa poter fare per migliorare il mondo ed allo stesso tempo di come evadere dalla realtà. Forse la sintesi di questa suo duplice aspetto sta nella sua ultima volontà, devolvere ai rifugiati politici ed alle loro famiglie il frutto della vendita postuma dei suoi diari, delle sue poesie, affidando ad una ipotetica anima del futuro tale compito, ma non prima di sessant’anni dal 1890.

Un testamento spirituale che, censurato a lungo per le aspre critiche alla corte viennese, ha trovato il suo compimento soltanto nel 1980, quando, al momento della prima pubblicazione, i diritti d’autore vennero devoluti al Fondo di Soccorso dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati e i proventi nell’edizione successiva vennero donati ad Amnesty International, rispettando così la volontà dell’Imperatrice.
Un percorso dove, senza reticenze, Sissi ci parla di sé, della sua Weltanschauung, in quel suo modo crudo, cinico e pieno di dolore con cui si esprimeva – “Le vere lacrime non si possono versare, e quelle che si versano scorrono tutte invano”, ripeteva spesso. Si sentiva abbandonata, sola in un mondo crudele dove le guerre erano una condanna per tutto il genere umano. Fino al momento della sua morte ha sempre covato dentro di sé un feroce senso di colpa per quella dei suoi figli, un senso di colpa che, anche se nei fatti non aveva alcun fondamento, per tutta la vita l’aveva sempre divorata portandola a veri e propri vaneggiamenti, nei quali versava parole piene d’acidità nel disprezzo di tutto e tutti, anche dell’Imperatore stesso: “Marito mio dove sei? Che uomo sei se neghi a tua moglie la possibilità di essere una donna?”.

«Sissi l’imperatrice, è un testo dove alte si fanno le “grida” della sfortunata Sissi, imperatrice suo malgrado, ma donna irripetibile, il cui animo sembra però parte di tutti noi – commenta l’autore e il regista Roberto Cavosi – Un’immagine molto lontana dal ritratto di donna solare che normalmente abbiamo dell’Imperatrice. Ancora oggi quando cerco di dare un volto a quei sentimenti non posso fare a meno d’associarli a lei. Anni fa, poi, mi sono casualmente “imbattuto” in un interessante saggio dal titolo “Le Indomabili” a firma di due psicologhe francesi: Ginette Rainbault e Caroline Eliacheff. Nel saggio venivano esaminate come anoressiche le figure di Antigone, Simone Weil, Caterina da Siena ed Elisabetta d’Austria. Studiando più a fondo l’anoressia, la caratteristica che più mi ha colpito è senz’altro l’indomita forza che scaturisce da chi ne soffre, una forza sprigionata da una ricerca spasmodica di purezza, di libertà. Energia ribelle, rivoluzionaria, sovversiva in quanto paradossalmente alimentata dall’eliminazione sistematica del cibo. Una contraddizione che alle massime conseguenze porta il malato a non avere via di scampo, considerando sporco e letale tutto ciò che ingerisce. Elisabetta viveva oltretutto in una Corte i cui codici erano per lei insopportabili ancor più del cibo. Ecco quindi delinearsi in me una figura sorprendente, fortissima e debolissima al tempo stesso. Un’anima la cui sofferenza diventa ribellione, il dolore sovversione, la melanconia riscatto e l’astinenza coraggio. Prerogative così spiccate in lei che hanno segnato anche i suoi ideali sociali e politici facendone una donna dal pensiero modernissimo, sicuramente avanti coi tempi: dalla sensibilità verso le minoranze etniche, fino al più acre disgusto verso la crudeltà di qualunque guerra e di ogni imperialismo. E nei tempi in cui viviamo, così voraci di tutto questo, non potrei avere “Personaggio” migliore da portare sulla scena.»
Abbiamo raggiunto la protagonista della piece, Federica Luna Vincenti, queste le sue parole:
“Ho scelto di portare in scena questo spettacolo perché Sissi non è solo un’icona, ma una donna radicalmente moderna. Carismatica, libera, fuori dagli schemi, ha usato il proprio ruolo e i propri privilegi per prendere posizione, rifiutando la guerra e schierandosi dalla parte delle minoranze, di chi non aveva voce. È una figura che abita il nostro immaginario, ma che raramente viene raccontata nella sua verità più umana. In scena non celebriamo il mito, ma la forza di una donna che ha trasformato il dissenso in responsabilità”.
Sissi l’imperatrice
scritto e diretto da Roberto Cavosi
con Federica Luna Vincenti (Sissi)
e con Marco Manca (il dottore), Francesca Bruni Ercole (la limatrice),
Miana Merisi (la pettinatrice), Maria Giulia Scarcella (l’attrice)
costumi Paola Marchesin
light designer Gerardo Buzzanca
musiche Oragravity
foto Gianmarco Chieregato
produzione Goldenart Production, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Il Rossetti
orari spettacoli: 27 e 31 gennaio ore 21 I 28, 29, 30 gennaio e 1° febbraio ore 19.30










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