Esistenze e anime allo specchio nelle opere di Mauro Molle

Aggiornamento: 26 ott

Venerdì 7 ottobre, nell’ambito della Diciottesima Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI, la galleria Edarcom Europa ha inaugurato la mostra “Specchio riflesso”, personale di Mauro Molle a cura di Francesco Ciaffi e Alice Crisponi.

Distribuiti su tre formati differenti, i quadri di Mauro Molle sono sintesi di un percorso nella figurazione che lo vede spiccare come portatore di un’estetica forte e vibrante incardinata e costruita su una solida gestualità. Al di là dei “concetti”, Molle è un esteta. Nell’armonia delle forme sopravvive, anzi permane un respiro michelangelesco che da solo definisce il canone della sua estetica. Ma l’artista è figlio del suo tempo, una concomitanza che appare evidente nel “montaggio” dei suoi lavori, che se fossero anche materici, faebbero di Molle l’anello di congiunzione tra Rotella e Picasso. Dell’uno recupera la tensione al Pop e al collage, che non solo costituisce materialmente i bozzetti preparatori ma è concettualmente nella tela, del genio del Cubismo recupera la scomposizione, la visionaria relazione con l’onirico, la capacità di far coesistere elementi tra loro estranei. Più e meglio di entrambi però è il segno, che rimane il valore aggiunto di un pittore che è innanzi tutto e ostinatamente tale.

Le tele di Molle sono straordinariamente piene. Un sovraccarico di simboli, soggetti, oggetti, animali che disposti nello spazio in un gioco di pesi e contrappesi, si presentano come un amalgama perfettamente armonizzato in cui ogni elemento è esattamente dove deve stare. Fino a che punto il processo sia volontario e dove sia invece l’effetto di un flusso istintivo non è dato sapere ma il risultato è strabiliante. Esaltate da pennellate così liquide tanto da sembrare acquarelli ma omogenee, sezioni di corpi (evoluzione forse definitiva delle sue Decostruzioni), si plasmano con altri elementi apparentemente casuali. Queste figure sono poi completate e sormontate da animali incombenti proiettati fuori dalla tela come spiriti guida che evocati sembrano richiamarci a qualcosa di più primordiale. Sembrano voler sollecitare la parte meno civilizzata e sottrarci alla sfera più omologata, anestetizzata, etichettata dei nostri esseri. Se ancora c’è.


Quindi dalla decostruzione dei corpi alla destrutturazione delle anime, delle coscienze e come effetto “riflesso”, delle esistenze. D’altro canto il titolo della mostra è di per sé duale, quasi beffardamente, duale. Lo specchio riflesso è quella scappatoia canzonatoria che si fa quando si rimanda al mittente un pensiero non propriamente lusinghiero, e se questo è il gioco, Molle lo porta alla sua massima espressione, usa gli stilemi della Pop Art (colori vivacissimi, scritte, sovrapposizioni d’immagini) e classicismo formale, dando vita a un’esperienza sensoriale che diverte e trascende dalla mera esposizione, un gioco di enigmi in cui si è trascinati nel tentativo vano di decifrare il decifrabile. O forse, no. Forse il senso sta nel prestarsi più che nella decodifica.

In ogni caso, conosco Mauro Molle da oltre un decennio per questa ragione ho inteso non parlare con lui prima di visitare la sua imperdibile mostra. L’idea era quella di pormi di fronte a questo lavoro scevro da presupposti condizionanti, una visione neutra che lasciasse la parola alle sole opere.

In fondo se un quadro ha qualcosa da dire, lo dirà senza troppi testi o parole.

MOSTRA: Mauro Molle | Specchio riflesso

PERIODO: fino al 22 ottobre 2022

INDIRIZZO: Via Macedonia 12, Roma (San Giovanni – Appio Latino)

ORARIO MOSTRA: da lunedì a sabato ore 10:30/13:00 e 15:30/19:30

INGRESSO MOSTRA: Libero nel rispetto delle vigenti norme di igiene e sicurezza.

INFO: 06.7802620 – www.edarcom.it

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