Tutti i premi di Videocorto

Nella storica cornice del Forte Sangallo di Nettuno, in quel lembo di terra prospiciente il mare, in tre sere di fine estate, dal 27 al 29 agosto, si è svolta la 26 edizione del Festival Videocorto Nettuno, manifestazione organizzata fin dal suo esordio dagli inarrestabili Direttori Artistici Elvio Calderoni e Giulia Bartoli con il patrocinio del Comune di Nettuno e dell’Associazione ProLoco Le serate sono state precedute dal consueto salotto pomeridiano condotto dall'impeccabile giornalista e regista Lucilla Colonna: nel cortile aperto del Fraschetta Blues, in tandem con Alessandro Policreti, ha presentato la giuria del Festival dando vita quindi ad un incontro brillante con registi ed attori dei cortometraggi in concorso.

Giuria come sempre di qualità: Presidente di Giuria il regista Luca Lucini, che ha coordinato attori, scrittori e professionisti dello spettacolo quali Antonio Pisu e Tiziana Foschi, Andrea Bosca, Antonia Fotaras, Bianca Nappi, Anna Ferraioli Ravel, Paolo di Paolo, Michela Monferrini, Eros Razzano, Roberto Lucci, Gianmarco Vettori, Adriano Santucci e la già menzionata Lucilla Colonna. In particolare la bravissima attrice e comica Tiziana Foschi, già in giuria a Videocorto Nettuno lo scorso anno, così si è espressa su questa 26ª edizione : “Al contrario dello scorso anno, in questa edizione ho immediatamente capito quali corti mi avevano colpito. Nessuna incertezza e un paio di vere folgorazioni. Mi porto a casa anche degli ottimi spunti su cui riflettere, come lavoratrice di questo settore e come persona.”

Come inviati stampa abbiamo seguito le prime due serate, potendo così visionare tutta la selezione in concorso, 20 cortometraggi, apprezzandone la qualità cosi come l'estrema varietà delle proposte. Da temi sociali quali la terza età (il divertentissimo e sorprendente Slow di Giovanni Boscolo e Daniele Lozzi), l'eutanasia (l'intrigante e futuristico Adam di Pietro Pinto) e l'integrazione (il vincitore Come a Micono di Alessandro Porzio) a una social-attualità, che va dalle fake news (Feic-fonti eminenti inconfutabili confermano di Gianluca Manzetti, tecnicamente ben congegnato) all'ingerenza genitoriale a tutto tondo nella scuola (lo sfaccettato Buongiornissimo!1 di Leopoldo Medugno, che ad una lettura attenta affonda il colpo su più livelli), per arrivare al distopico e geniale Guinea Pig di Giulia Grandinetti e Andrea Benjamin Manenti, adattamento cinematografico del proprio spettacolo teatrale, con esseri umani alienati in una società che li usa come cavie. Il tema della pandemia, ma soprattutto dell'isolamento, viene accennato delicatamente da Emanuela Mascherini nel suo Durante (sebbene i palloncini rossi simbolo di libertà ricordino inquietamente It); di solitudine e volontariato ci parla invece con leggerezza Pietro Albino di Pasquale nel divertente La panna cotta, mentre di autoisolamento, dovuto ad una patologia tanto diffusa quanto semisconosciuta tra i giovani, l'Hikikomori, ci parla Francesco Falaschi nell'intenso e delicato al tempo stesso Ho tutto il tempo che vuoi, impreziosito dalla splendida e toccante interpretazione di Cecilia Dazzi (premiata come miglior attrice protagonista). La figura genitoriale ed il rapporto con i figli viene invece dipinta in toni da commedia nel divertente Gli atomici fotonici di Davide Morando (con un bravissimo ed ironico Giovanni Storti nel ruolo del padre) e con delicatezza intimistica da Jasmine Trinca nel suo Being my mom (con una inedita Alba Rohrwacher), mentre i rapporti di coppia danno vita a più letture: dalla dark comedy, quale Amore cane di Jordi Penner, in cui il tema della sincerità e dell’inganno assumono tinte noir, mentre la musica dei Bankrobber sottolinea perfettamente ogni azione e stato d'animo, intessendosi ad arte nella storia raccontata con estrema cura fin nei più piccoli particolari, alla divertente commedia new age Verdiana di Elena Beatrice e Daniele Lince, fino alla coralità espressa da Francesco D'Ignazio nel suo Il battesimo.Menzione a parte per Neo Kosmo di Adelmo Togliani (vincitore del premio per i migliori costumi) che ci porta in un futuro futuribile in cui la tecnologia cancella la nostra umanità, e per il karmico Baby bird di Antonio Passaro (menzione speciale della giuria al suo protagonista, Gerardo Caputo).

I premi del Festival: MIGLIOR FILM VIDEOCORTO D'ORO: Come a Micono di Alessandro Porzio VIDEOCORTO D'ARGENTO: Guinea Pig di Giulia Grandinetti e Andrea Benjamin Manenti VIDEOCORTO DI BRONZO: Feic-fonti eminenti inconfutabili confermano di Gianluca Manzetti

PREMIO DEL PUBBLICO: Ho tutto il tempo che vuoi di Francesco Falaschi Miglior Regia: Giulia Grandinetti per Guinea Pig Miglior Attore Protagonista: Enzo Sarcina per Come a Micono Migliore Attrice Protagonista: Cecilia Dazzi per Ho tutto il tempo che vuoi Miglior Attore Non Protagonista: Michael Schermi per Guinea Pig Migliore Attrice Non Protagonista: cast di Buongiornissimo!1 Miglior Colonna Sonora: Amore Cane Miglior Sceneggiatura: Guinea Pig Miglior Soggetto: Feic-fonti eminenti inconfutabili confermano Miglior Fotografia: Adam Migliori Costumi: Neo Kosmo Miglior Scenografia: Guinea Pig Miglior Montaggio: Il branco Miglior Locandina: Slow Migliori Titoli di Testa e Coda: Buongiornissimo!1 Premio degli Artisti Troisi: Verdiana Premio Cineclub La Dolce Vita: Buongiornissimo!1 Premio Cineclub Lanterne Magiche: Guinea Pig Menzioni Speciali della Giuria:

Gerardo Caputo, protagonista di Baby Bird

Sofia Panizzi, protagonista di Il branco


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