Intervista a Daniele Coletta che canta la nuova hit, Piove sulla Luna

Aggiornamento: 28 gen

“Diventiamo i direttori di un film dove vogliamo che tutto vada per il meglio”

“Viva il talento”, ci dice e il ventinovenne cantautore romano ne dispone in quantità industriale, il suo brano “Piove sulla luna” è un ottimo esempio di pop italiano. Ben scritto e superbamente cantato, esce sulla scia del successo riscosso la scorsa estate, in cui ha vinto il contest “Deejay On Stage” con il brano “Trastevere” premiato da Linus. Il brano, una ballad profonda e intima che esplora le emozioni contrastanti di una storia al capolinea, racconta la sensazione di vivere una storia disequilibrata e a senso unico e descrive la sensazione di perenne vulnerabilità di chi è disposto a farsi sempre calpestare per amore dell’altra persona.

Figlio del suo tempo, Daniele Coletta ne riflette lo spirito. Difende con orgoglio la sua identità, ci dice che grazie alla forza di questa storia d’amore è riuscito a sentirsi libero con sé stesso, con gli amici e la famiglia e dopo tanti anni a fare coming out.


Piove sulla Luna, titolo quasi metafisico…

“Piove sulla Luna” è una metafora. Tutti sappiamo che non è possibile. Se dovessi scrivere in una semplice frase il significato del brano citerei proprio l’ultima frase: “Non piove sulla luna”. A volte tendiamo a proteggere e ad idolatrare persone, storie che non lo meritano affatto. Diventiamo i direttori di un film dove vogliamo che tutto vada per il meglio e che ci sia sempre il lieto fine anche se basterebbe un minimo di lucidità per vedere la realtà, in questo caso molto più cruda e difficile da accettare.

Mi piace molto questo passaggio “Ogni errore che commettiamo è una medaglia al valore” è così?

Ogni errore che facciamo ci fa crescere e ci rende chi siamo nel presente. la frase "Continuo a sbagliare, come se ogni errore fosse una medaglia al valore". Qui voglio rafforzare il concetto espresso nella precedente risposta; quanti di noi hanno portato avanti e protetto una storia nonostante la consapevolezza che fosse un errore? Nel mio caso sono molto felice di aver sbagliato e come si dice a Roma "averci sbattuto la testa" più e più volte. Ho capito, imparato e sono cresciuto. Probabilmente non commetterei lo stesso errore adesso.


Hai fatto coming out, ti va di spiegarci il motivo che ti ha spinto a esternare qualcosa di tanto personale?

Il motivo per cui ho fatto coming out? È molto semplice: L'amore. Ero talmente innamorato e felice che non mi sono più preoccupato di ciò che la gente potesse pensare. Il mio unico pensiero era godermi quel momento, quella sensazione. È stato un processo molto naturale con i miei amici e la mia famiglia; le persone che ti amano lo fanno a prescindere dall'orientamento sessuale.


Facciamo un passo indietro, una quarantina d’anni fa non c’era un interesse pruriginoso per le dichiarazioni di Jimmy Somerville, per il semplice motivo che era percepito come un ottimo cantate e non come un cantante “gay” e nessuno si sentiva scandalizzato da Boy George o Ivan Cattaneo o Giuni Russo. Nella poesia svettava Dario Bellezza, omosessuale dichiarato e nella moda, Valentino non si è mai nascosto. Ferzan Ozpetek ha contribuito a creare uno spazio di riconoscibilità e accettazione sociale attraverso i suoi film, che ora per alcuni sembrano esempi di captatio benevolentia, ma che invece hanno meriti oggettivi. Oggi l’omosessualità non è più un tabù, ma non ti pare che si sia andati oltre? Ora che la pubblicità ha identificato il gay come un target non hai la sensazione che il passo da riconoscimento a cliché e etichette sia compiuto, compresi certi tardivi coming out di cantanti di mezza età?

Non sono nella posizione (e nessuno dovrebbe esserlo) di giudicare modi, tempi o maniere per cui un essere umano decida di fare coming out. Ognuno di noi ha la propria storia, i propri limiti, problemi e timori. La strumentalizzazione dell'omosessualità è sicuramente avvenuta ma nello stesso modo, per esempio, con cui è avvenuta negli anni 2000 la strumentalizzazione della sensualità delle ragazze. Sono dell'idea che affinché sia un modo di far conoscere e divulgare una normalità che fino a poco tempo fa non era considerata normale (e ancora oggi da tante persone) ben venga la divulgazione. Il razzismo è ancora molto presente nella società in cui viviamo, e non parlo solo di gay ma anche di razze, religioni e così via, per cui ben venga l'eccesso di film, o serie tv o pubblicità in cui il gay o la lesbica o il ragazzo di colore o asiatico o musulmano siano i protagonisti, magari gli ignoranti a forza di vederlo capiscono.

Rispetto il tuo punto di vista ma divulgare una condizione umana e fare coming out a colpi di comunicati stampa sono due cose, a mio parere, distinte, così come le strumentalizzazioni sono invariabilmente sbagliate, tanto le lolite anni 2000 quanto le nuove famiglie da Mulino bianco con arcobaleno fuori la finestra ma parliamo del tuo stile, hai un’estensione vocale invidiabile, quanto è dovuto al talento naturale e quanto allo studio?

Studio canto da quando avevo 8 anni e non ho mai smesso. Prima le lezioni private poi le accademie e oggi i palchi e i tour. Si può sempre imparare e modificare il proprio stile. Sicuramente ho sempre avuto una dote naturale e una conformazione fisica ben predisposta all'estensione vocale che ovviamente con lo studio ho potuto controllare e migliorare.


Hai 29 anni, come ti vedi a quaranta? Sei soddisfatto del percorso fatto finora?

Non mi sono mai posto questa domanda, vivo l'ora e adesso. Posso certamente affermare di essere soddisfatto del mio percorso personale e artistico, sono molto sereno. Se guardassi indietro a 10 anni fa non avrei mai immaginato tutte le cose che mi sono successe in questi ultimi anni. Ero una persona totalmente diversa. Una cosa però non è cambiata: il mio amore per la musica.


Parliamo della scena italiana, è una battaglia impari quella che giochi contro trap, pop ispanico, rap? Che ne pensi del fenomeno dei Maneskin?

Battaglia? Io non mi accanisco con il mercato. C'è spazio per tutti, soprattutto oggi che c'è internet. La musica poi come la moda ha i suoi momenti, in questo momento è così e ci sarà un motivo. Fino a un paio di anni fa si ascoltava solo musica Indie ovunque. La musica e i gusti delle masse variano spessissimo, ma una bella canzone rimane una bella canzone. I Maneskin sono fortissimi, li ho sempre ammirati. Da X- Factor a quando li ho visti live per la prima volta all'apertura del concerto degli Imagine Dragons qualche anno fa. Damiano ha un carisma unico e non mi sorprende che abbiano conquistato il mondo. Viva il talento.



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