Riflessioni eretiche sulla pandemia

Aggiornato il: lug 28

I giorni che ti segnano nella vita arrivano senza avvisare, così quel giorno di Marzo del 2020, quando Conte ha annunciato a reti unificate che saremmo dovuti restare chiusi dentro casa a tempo indeterminato, nessuno di noi era preparato. Di lì a poco oltre ad imparare a fare il pane in casa, tutti noi saremmo diventati virologi, statistici, biologi ecc.

Chi vi scrive è un chimico, da due soldi per carità non un luminare, che ha lavorato 10 anni un’azienda farmaceutica (farmaci da banco non vaccini sia chiaro), si occupa di sicurezza sul lavoro ed è stata docente di rischio Biologico, insomma non una specialista ma una persona di buon senso con qualche competenza tecnica.

Credo però che proprio questo mio essere tecnica, ma non troppo, possa offrire qualche riflessione di buon senso su gli eventi che stiamo vivendo, in fondo per fare alcuni conti basta aver frequentato le elementari e avere un po’ di discernimento.

Credo così di essermi messa al riparo da tutti quelli che partiranno con il solito ritornello “sei medico?” “io mi fido della scienza!” ecco appunto la scienza, cominciamo col dire che la medicina non è una scienza ma un disciplina che si avvale delle scienze, qualche medico prosegue la sua carriera facendo studi di laboratorio, ma la maggior parte si dedica alla “pratica medica”; poi diciamo che un virologo è quello che si occupa di virus non necessariamente un medico, Crisanti per esempio è un Biologo e la Capua un veterinario, questo non li rende certo meno esperti, è una vita che studiano i virus, in particolare Ilaria Capua è esperta proprio della struttura dei virus, la sequenza genomica dalla quale sono composti, ma non sono medici, cioè l’impatto che un patogeno sul corpo umano non è affar loro, certo per carità, ne sapranno più di me ma non sono dei clinici. non ne sono sicura ma il medico che si occupa dell’impatto dei virus a livello clinico dovrebbe chiamarsi immunologo. Come si valuta uno scienziato? Ci sono degli indici per le valutazioni, gli indici non sono mai perfetti ma si prova comunque ad avvicinarsi, il più usato è l’H index quest’indice ci dice quante pubblicazioni scientifiche ha fatto un ricercatore e quale impatto hanno avuto, mi spiego meglio , sono sì un chimico da due soldi ma ho la fortuna di conoscerne qualcuno

migliore di me che le pubblicazioni le fa sul serio, in particolare ho un’amica che quando scrive un articolo lo fa leggere a me per vedere se fila, se si capisce qual è il punto, proprio perché ci capisco un po’ ma non sono una specialista, le piace avere un parere da “uomo della strada” ma non troppo; dicevo quindi, se uno scienziato vuole fare un studio su un argomento chiede ad una rivista del suo settore se vuole pubblicarlo, la rivista approva lo studio che deve essere fatto secondo alcuni criteri e deve essere interessante, cioè deve apportare qualche innovazione o miglioramento. Quando sarà inviato l’articolo, un comitato di scienziati lo valuterà ed eventualmente chiederà modifiche e correzioni fino alla pubblicazione; le riviste scientifiche (Focus non è una rivista scientifica, Focus è per la scienza quello che Gianfranco Funari è stato per la politica, ha avuto il merito di avvicinare a certi temi la gente comune e il demerito di semplificarli un po’ troppo, quando si parla di riviste scientifiche si parla di riviste per addetti ai lavori) hanno a loro volta un indice di impatto, cioè “quanto sono importanti” nel mondo scientifico quanto riescono ad influenzarlo; ecco la combinazione del numero di articoli pubblicati con l’impatto delle riviste sulle quali sono pubblicati da l’H-index. Ecco per esempio Bassetti, che prima di essere folgorato sulla via di Damasco (qualcuno direbbe la via delle case farmaceutiche ma a me questa dietrologia non piace) era uno dei più aperturisti, ha un H-index molto alto, eppure ho visto su Facebook raccolte firme per impedirgli di parlare, si avete capito bene, carpentieri, manovali, laureati in lettere e filosofia, tutti lavori più che onorevoli, volevano impedire di parlare ad uno con un H-index altissimo, ora ovviamente da quando Bassetti ha cambiato impostazione la stessa Platea lo applaude come un mito. E che dire di Montagner? Ha vinto un Nobel per la medicina e oggi mi è toccato leggere sempre su facebook uno che lo chiamava, in maniera dispregiativa, omeopata! Zangrillo, quello che ha detto che il virus è clinicamente morto (leggete bene dice clinicamente cioè non ci sono persone in ospedale) anche lui ha un H-index altissimo più alto del suo acerrimo nemico Galli, e non provate a dirmi che è “un sola” in quanto medico di Berlusconi, perché la mia risposta è “pensate che Berlusconi si farebbe curare da uno qualsiasi o sceglierebbe il meglio che c’è su piazza?”

Il punto è, per me, che è lecito criticare, ovviamente con educazione, anche un premio Nobel vorrei però capire perché alcuni SCIENZIATI si possono discutere e altri no, hanno forse studiato in università diverse?

Io la scienza l’ho sempre amata, mi commuovo c’è una nuova scoperta, amo la sperimentazione e l’innovazione, ma la SCIENZA, quella vera è aprirsi al dibattito, valutare tutte le opportunità, quella che dite voi è Religione.

Basta aver studiato un poco di statistica (l’ho fatto), direi basta aver fatto le elementari, per capire che con un 50% di vaccinati i contagi sarebbero dovuti scendere, almeno un po’, per me ognuno è libero di fare ciò che vuole, vorrei che mi fosse concesso altrettanto, la storia del vaccino che si fa per il bene altrui non regge, perché il vaccino non protegge dal contagio, vorrei che uno dei virologi da TV mi spiegasse bene, con grafici disegnini e compagnia cantante in che modo il mio vaccinarmi difenderebbe il prossimo, ma purtroppo non lo fa, trovo invece tanti medici (di quelli che non fanno parlare in TV ma che hanno proprio come gli altri una laurea in medicina) che mi spiegano come un vaccino imperfetto favorisca le varianti, e che una delle regole da quando esistono i vaccini è “non si vaccina con un’epidemia in corso”.

Non mi dite poi che devo rinunciare alle cure se mi ammalo, lo farò, ma rinuncerò a pagare anche le tasse giusto? Quelle tasse con cui si pagano anche i vaccini vero?

Fra le tante cose che non sono, non sono nemmeno un giurista, ma mi pare evidente che ci sia un problema di privazione delle libertà personali. L’introduzione di un’assurda tessera verde che in sostanza certifica semplicemente se hai fatto il vaccino o no e in base a questo concederà alcune libertà in più, si perché l’alternativa è fare un tampone entro le 48 ore precedenti, ad un costo che promettono di calmierare, ma comunque a pagamento, mentre il vaccino è gratis, quindi se avete un figlio tredicenne o lo fate vaccinare (e persino Crisanti dice che i rischi sono più alti dei vantaggi per un ragazzo) o gli fate 3 tamponi a settimana o non lo mandate in piscina, con enormi ricadute in tutti i casi per la sua salute fisica e mentale, la cosa veramente assurda è che comunque per i benedetti dal siero (cit. Diego Fusaro) le libertà non saranno poi così tante, entreranno ad eventi con tessera verde ma dovranno comunque avere una distanza di un metro fra loro e tenere la mascherina. Credo che tutti proprio tutti, pro vax, no vax e via dicendo dovrebbero difendere la libertà invece di tirare fuori storie palesemente idiote come “serve una patente per guidare” perché oggi tocca a me domani chissà, e l’odio sociale non aiuta nessuno!


Concludo con la definizione di Salute presa dal Dizionario:

“La SALUTE è lo stato di benessere fisico e psichico di un organismo, che deriva dall’assenza di malattie e di disturbi e dal buon funzionamento di tutti gli organi e apparato” quanti danni al nostro benessere psicofisico deriveranno da dalla privazione delle libertà che stiamo vivendo?

Stay tuned

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