Teatro - Tributo a Gigi Proietti

Aggiornato il: gen 25


Quella chiave della porta del sogno-ricordando Gigi Proietti


Succedono cose non prevedibili, come l'inizio di una collaborazione giornalistica con un amico di una vita, e la scomparsa di una figura unica nella propria esistenza. Una guida, un riferimento e un Maestro. I due eventi che non potrebbero essere più diversi, tanto uno è gioioso quanto l'altro è profondamente doloroso, sono coincisi, sovrapponendosi, mi è parso quindi inevitabile aprire questo percorso professionale parlando di colui che ha rivestito un ruolo così determinante nella mia esperienza di attrice e di vita. In queste righe, altre al mio, ho voluto fissare il pensiero di alcuni degli allievi e collaboratori di Gigi Proietti, a cominciare da quello di Loredana Piedimonte, napoletana di nascita che come numerosi artisti, da anni ha scelto di risiedere a Ladispoli.


Torniamo indietro di trent’ anni per un istante:

“Papà mamma io vado a vedere Gigi”

“Ancora?”


Ecco, a casa mia questo era una specie di ritornello, sì perché io andavo SEMPRE a vedere, anzi a rivedere, Gigi; qualunque cosa facesse io andavo!


Così, quando su quella lista appesa sulla porta degli uffici di via Paolo Emilio apparve la scritta AMMESSA, io, dapprima caracollai, poi ebbi come la percezione che la mia vita sarebbe cambiata, perché, diciamoci la verità, essere presi al laboratorio di Arti Sceniche diretto da Luigi Proietti, un po’ la vita te la cambia.


Su quel pezzo di carta appeso su quella porta, c’ erano i nomi di venticinque giovani aspiranti attori che il destino stava per unire per poi far loro trascorrere insieme quelli che sarebbero stati, per dirlo alla Renato Zero, i migliori anni della nostra vita!

Ci ha consegnato le chiavi della porta dei sogni: qualcuno l’ ha aperta ed è entrato, qualcuno è entrato solo per un po’ e poi è tornato indietro, qualcuno si è solo affacciato, qualcun altro non l’ ha aperta proprio, ma non è importante... la cosa importante era che Gigi, comunque, la chiave ce l’aveva data, poi, si sa che i sogni possono essere tanti e diversi, così, di conseguenza, le scelte!


Venticinque ragazzetti provenienti da tutta Italia si preparavano a questo cambiamento di vita!


Eh già, perché per molti fu materialmente un vero e proprio cambiamento:

Una città nuova e per niente facile come Roma, la ricerca di una casa, dividerla con qualcuno per alleggerire l’affitto da pagare, un’organizzazione nuova, mandare avanti tutto senza l’aiuto dei genitori... insomma bisognava diventare grandi, ma diventare grandi col sogno di poter fare un mestiere che ti farà giocare e rimanere un bambino per sempre è più semplice ed è un privilegio riservato a pochi fortunati!


E dopo trent’anni noi ancora ci sentiamo così: fortunati e privilegiati, al di là di come poi sia andata la nostra carriera o la nostra vita!

Ho raccolto i pensieri di alcuni di quei ragazzi del quinto ed ultimo Laboratorio di Gigi, ora, nel tempo che segue la sua scomparsa dolorosa, per ricordarlo, ma soprattutto per ricordare ai giovani che Lui è stato il più grande Maestro dell’arte della recitazione a tutto tondo! Certo, per carità, bravi attori ce ne sono stati tanti, ma essere anche un bravo maestro è un’arte quasi magica, fine, delicata e talmente sublime che non tutti i talenti posseggono... lui si, la possedeva, oltre a possedere tutto il resto, lui possedeva quel tutto inspiegabile, meraviglioso e misterioso che fa la differenza quando si sale su un palcoscenico!


Il pensiero di Loredana Piedimonte, attrice napoletana, collega e mamma di due splendidi ragazzi, vive da molti anni a Ladispoli, vicino Roma, ed è la protagonista donna della piece teatrale “La Signora della Camelie” dove Gigi Proietti interpreta un buffo attore smemorato che trasforma i suggerimenti in esilaranti spunti comici, piece che, per il grandissimo successo ottenuto, è stata trasformata in un episodio cinematografico nel film di Carlo Vanzina “ Un’ estate al mare” mietendo altrettanti successi!


Loredana scrive: "Non smetterò mai quando saró dietro le quinte, prima di entrare in scena, di pensare a te. Ciao Gigi e grazie”.


Pensiero di Fulvia Lorenzetti, attrice romana e collega che con Gigi ha condiviso molti spettacoli.


Fulvia scrive: “Con Gigi c’era sempre una chitarra: in scena, in camerino, al ristorante, alle feste a casa di amici...con Lui era un’esplosione di arte e risate continua!”.


Annalisa Favetti attrice romana: "Se l' arte ha il compito di trasmettere la bellezza divina, tu ne sei stato il portavoce più ' grande!!!!"


Nadia Rinaldi nota attrice romana: "Me feci un bell’insogno l’altra notte.... eri partito per un lungo viaggio ..... forse a dirigere un grande spettacolo!. Mi piace pensarti così, nella memoria conservo le tue parole, i consigli, le risate.....e le emozioni che fanno battere forte il cuore. E fino a quando non si fermerà quel ticchettio.... tu sarai sempre vivo....Core mio!!!! Ciao Gigi.....ti voglio bene sempre, per sempre e nel sempre!"


Per finire ecco il ritratto che gli ha dedicato l'allievo Antonio Carano e il pensiero di Marco Simeoli che, negli ultimi anni, oltre a lavorarci insieme, era diventato un amico prezioso per Gigi.


Marco scrive: "Quando Gigi venne a vedere a ottobre 2019 il mio nuovo spettacolo “Manca solo Mozart” in cui racconto una storia di famiglia e parlo anche di mio padre, alla fine ci abbracciammo commossi, dopo averlo ringraziato per essere venuto e presentato come il mio “papà artistico”. Fu una serata memorabile x me ma anche x il pubblico di quella sera."

Grazie per le chiavi Gigi, da parte di tutti noi.

Ci mancherai!

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