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IL RITORNO DI ANNA DAI CAPELLI ROSSI

Aggiornamento: 21 dic 2023

I classici tornano sempre, prima o poi: e così anche quest’anno Italia 1 ha ricominciato a replicare Anna dai capelli rossi, ogni mattina dal lunedì al venerdì un po’ prima delle otto.

Una storia e un personaggio interessanti, indubbiamente, sotto tanti punti di vista, anche per il legame che c’è qui in Italia grazie all’anime, dietro cui c’era il dinamico duo Hayao Miyazaki e Isao Takahata, poi consacrati da un’imperitura fama giunta fino ad oggi e sopravvissuta alla dolorosa dipartita del secondo.

Anna dai capelli rossi

Il primo approccio con Anna per noi italiani fu durante la trasmissione Tam Tam sul primo canale della Rai, nell’aprile del 1979, dove furono fatti vedere alcuni spezzoni con i sogni della protagonista, tra ciliegi in fiore e elfi. Chi c’era si ricorda che fu intervistato Isao Takahata, già dietro al grandissimo successo di Heidi e che il sensei presentò Anna dai capelli rossi come una storia che sarebbe piaciuta a chi era stata bambina con la pastorella svizzera ed ora aveva qualche anno in più.

Dietro ad Anna, c’era il primo di una serie di nove libri, Anne of Green Gables, letteralmente Anna dai tetti verdi, scritto dall’autrice canadese Lucy Maud Montgomery, vissuta tra il 1874 e il 1942, incentrato su un personaggio di giovane eroina sognatrice e ribelle, un’orfanella che diventerà poi insegnante sull’Isola del Principe Edoardo, un luogo molto noto alla sua creatrice. Lucy Maud Montgomery guadagnò in vita una buona fama in Canada e nei Paesi di lingua anglosassone come scrittrice di romanzi per ragazzine, presentando delle protagoniste non per forza accomodanti, ma volitive, a tratti fuori dalle righe, capaci di inventare mondi fantastici con la loro immaginazione, in un’epoca in cui questo era poco consentito, meno che mai alle bambine e alle donne. Oltre a Anna, che compare come personaggio secondario in altri tre romanzi ambientati negli stessi luoghi, tra Avonlea e dintorni, Lucy Maud Montgomery scrisse altri libri e racconti, ideando anche le altre due interessanti ragazzine Emily dalla luna nuova e Marigold,. La prima fu trasposta in un anime della TMS nel 2007, mentre la seconda era uscita senza clamore anche in italiano anni prima dell’arrivo di Anna.

na dai capelli rossi cartoon

La RAI iniziò a trasmettere Anna dai capelli rossi nell’autunno del1980, preferendo acquistare questa serie alla lunghissima ma all’epoca di grandissimo successo Candy Candy, che spopolò sulle reti private, mentre la ragazzina canadese non ebbe i riscontri che ci si aspettava, troppo intimista e basata sui voli pindarici della protagonista.

Nonostante questo, Anna seppe conquistarsi uno spazio nel cuore delle fan, grazie alla sigla, composta da Luigi Albertelli e Vince Tempera, ancora oggi conservata nelle varie repliche e non sostituita da Cristina d’Avena, ed uscirono l’album Panini, un paio di novellizzazioni e soprattutto furono tradotti i libri in italiano, per Mursia prima e poi per vari altri editori.

Nel corso degli anni, grazie alle varie repliche, Anna dai capelli rossi è diventato uno di quegli anime classici, che unisce più generazioni, con un interessante racconto di formazione e un ritratto d’epoca azzeccato. A colpire è proprio la protagonista, a tratti un po’ petulante, non particolarmente avvenente, come un’altra grande eroina della letteratura, Jane Eyre di Charlotte Bronte, piena di immaginazione, con cui affronta le difficoltà piccole e grandi della vita, costruendo un suo mondo interiore che migliora anche la vita di che le sta attorno. Una storia di formazione non straziante, anche se non mancano un paio di lutti, in cui una ragazzina cresce e si affaccia alla vita, dove si parla di relazioni umane, di affetti, amicizie, realizzazione personale, di trovare il proprio posto nel mondo e dell’importanza dell’immaginazione.

D’altro canto, in Canada la serie di Anna è un classico da oltre un secolo: negli anni Ottanta ci fu una miniserie, con come protagonista l’allora giovanissima Megan Follows, poi Caterina de Medici in Reign  a cui ha fatto seguito nel 2017 il serial Netflix Chiamatemi Anna, che ha rinverdito un po’ in tutto il mondo l’interesse per la storia e il personaggio e che resta a tutt’oggi uno degli adattamenti più amati insieme all’anime.

Il cinema si era interessato ad Anna tra il muto e gli anni Trenta ed è tornato ad occuparsene nel 2016 con tre pellicole per la la televisione, mentre in Giappone il personaggio è piaciuto molto anche a Yumiko Igarashi, già autrice di Candy Candy e Georgie, che ha realizzato un adattamento manga della storia, edito solo in parte qui in Italia.

Nel 2008 in Canada è uscito un prequel scritto dall’autrice Budge Wilson, Before Green Gables, tradotto da noi come Sorridi, piccola Anna dai capelli rossi, se vogliamo molto più melodrammatico della storia originale e più simile ai romanzi ottocenteschi tutti peripezie e drammi. Il libro è diventato sia una serie TV dal vivo nel 2008 che un anime nel 2009 per la Nippon Animation, più volte visto anche qui in Italia.

Anna dai capelli rossiè un anime che da ragazzini colpisce, ma che forse è ancora più interessante da vedere da adulti, quando si è capito l’importanza dell’immaginazione nella vita e del conservare il proprio io interiore che vede mondi nascosti dietro il grigiore dell’esistenza. Forse anche per questo è di nuovo bello per un po’ iniziare la giornata dietro a questa buffa ragazzina e alle sue peripezie sulla strada per diventare adulta.

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