L’On. Maria Teresa Bellucci commenta il momento politico, sociale e dell’informazione in Italia

Aggiornato il: mar 5

Raggiungiamo telefonicamente Maria Teresa Bellucci, deputato della Repubblica iscritta al gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia. Laurea in psicologia, specializzazione in psicoterapia sistemico-relazionale e familiare, Master interuniversitario di II livello in organizzazione e funzionamento della pubblica amministrazione; psicologa, psicoterapeuta. Siamo partiti dagli studi, professione e titoli accademici per inquadrarne il ruolo come membro della XII Commissione (affari sociali) e della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. Sono giornate campali e i temi sul tavolo sono parecchi, le contraddizioni del nuovo governo, il sempre più indifendibile Arcuri e non da ultimo, l’aggressione verbale ai danni di Giorgia Meloni.


Buongiorno On., FdI non ha preso parte alla costituzione del terzo governo dell’attuale legislatura, dimostrando nei fatti una coerenza che ha suscitato ammirazione generalizzata. Sotto quali auspici nasce un’alleanza che va da LeU alla Lega?

Abbiamo sempre riconosciuto la competenza e lo spessore internazionale del Presidente Draghi, ma questo non ci ha impedito di avere la lucidità necessaria ad analizzare la situazione. La maggioranza che lo sostiene è vasta quanto variegata con posizioni che, su temi specifici, appaiono inconciliabili come nel caso della giustizia, delle politiche per la famiglia, della droga, dell'immigrazione o della riforma fiscale. L'Italia ha bisogno di un Governo con un programma chiaro e condiviso, di una maggioranza coesa, forte, capace di portare a compimento, e senza tentennamenti, le riforme necessarie. Il compromesso a tutti i costi - che si palesa anche dalla riconferma di Ministri del Governo Conte Bis come Speranza, Di Maio e Lamorgese - non garantisce il benessere di un'intera Nazione, soprattutto in questo momento storico che ci vede impegnati a fronteggiare la pandemia da COVID-19 e che necessita di un’azione politica tempestiva ed estremamente competente.

È sulla base di tali riflessioni che si fonda la scelta di Fratelli d’Italia di porsi in opposizione; saremo un’opposizione responsabile, patriottica e competente, sosterremo i provvedimenti a favore dell’interesse nazionale e ci opporremo con forza a quelli che tradiranno la tutela del benessere degli italiani, delle famiglie, dei più fragili e del diritto al lavoro di ciascuno.


Salvini ha già messo nel mirino Lamorgese e Speranza. La prima, per ragioni antitetiche, il secondo per una gestione della pandemia a dire poco, discutibile. E a proposito di Speranza, pochi giorni avete chiesto la testa del commissario Arcuri, questa delle Primule è una vicenda a tinte opache, un attestato d’improvvisazione e incompetenza o un surplus di egocentrismo pagata a caro prezzo con soldi pubblici?

La bocciatura sull'operato di Arcuri è inappellabile e dovrebbe essere unanime visti gli innumerevoli ritardi, come il bando sul potenziamento delle strutture sanitarie e la vergognosa vicenda legata alle mascherine rivelatesi inidonee o acquistate a un costo sproporzionato. Una vicenda con tanti lati oscuri, sulla quale auspichiamo un rapido approfondimento della magistratura in merito all'esistenza di presunte azioni speculative. Il Commissario all'emergenza, in realtà, è stato a sua volta un fattore capace di produrre emergenze del tutto evitabili. Arcuri è parte del problema nella gestione della crisi sanitaria; con il passare dei mesi, invece di imparare dai suoi errori, il Commissario non fa che aggiungere sbagli come gli ultimi sulle siringhe, assenti in molte Regioni, o l'assurda vicenda delle costose quanto inutili primule. Complesse tensostrutture, quest’ultime, che alla “modica” cifra di 409.000€ l'una avrebbero dovuto svolgere la funzione di centri vaccinali; per Arcuri era necessario sprecare milioni di euro per fare ciò che all'estero viene fatto in edifici pubblici, in tensostrutture già in dotazione della protezione civile o di società di organizzazione di eventi che sono ferme da mesi. Il suo operato è un misto di protagonismo, arroganza e comprovata incompetenza, aspetti inconciliabili nella normalità figurarsi nel bel mezzo di una pandemia. A fronte di tale plateale fallimento del Commissario all’emergenza, ci aspettiamo la sostituzione di Arcuri e una svolta degna di questo nome, altrimenti è come aver cambiato tutto così che nulla cambi.

Tornando al no a Draghi, ha avuto una portata tale da scatenare una reazione tanto scomposta quanto deprecabile nel programma Bene bene male male, durante il quale il prof. Gozzini e Van Straten hanno offerto uno spettacolo tanto indecoroso quanto disgustoso. Sembra quasi che si stia affermando un clima d’impunità che sembra essere garantita se insulti donne come Giorgia Meloni. Un suo commento...


Quanto accaduto è un esempio di odio politico e misoginia, frutto di un’ingiustificabile violenza verbale. È vergognoso che un uomo, un professore universitario che si dovrebbe occupare dell’istruzione universitaria delle giovani eccellenze italiane, usi parole di intollerabile disprezzo e violenza contro una donna, il nostro presidente Giorgia Meloni. Parole indegne animate da un astio politico che ben rappresenta il volto peggiore di quella presunta superiorità morale della sinistra, sempre più di frequente negata dai comportamenti tenuti. Il Prof. Gozzini dovrebbe essere licenziato dall’Università di Siena e rispondere in tutte le sedi delle parole d’odio e disprezzo usate. In questo caso, le sue sole scuse rivolte a Giorgia Meloni non possono bastare. Inoltre, ad aggiungersi alle evidenti frasi violente di Gozzini, seppur poco attenzionato, vi è il comportamento parimenti vergognoso e istigatorio di Van Straten. Peraltro, gli incarichi conferiti a quest’ultimo nel tempo, avrebbero dovuto essere garanzia di alto valore etico e morale. È inaudito che un famoso scrittore, membro del cda della Biennale di Venezia, Direttore dell’istituto di cultura italiana a New York, Presidente dell’AGIS, Sovrintendente della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, membro del cda della RAI in quota Pd, membro nella giuria del “Premio Strega” e persona a cui è stata conferita l'onoreficenza dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, il più alto degli ordini della Repubblica italiana, abbia potuto nel contempo dimostrare così tanta pochezza d’animo e viltà. Modalità comportamentali simili sono ingiustificabili, con buona pace di chi, forse in cerca di visibilità, sta provando a costruire delle assurde argomentazioni per non solidarizzare con la Presidente di FDI. La violenza va sempre combattuta e solidarizzare con la vittima è un dovere imprescindibile di tutti.

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