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"La notte dei lunghi coltelli" il nuovo lavoro letterario di Roberto Iacopini

Aggiornamento: 9 ago 2023

La sanguinosa epurazione dei vertici della SA da parte di Hitler ed i suoi segreti risvolti politici, sono stati al centro della presentazione del libro La Notte dei lunghi coltelli edito da Rusconi libri, che si è svolta presso il caffè letterario Horafelix di Roma, al quale hanno partecipato l’autore Roberto Iacopini e Pier Luigi Manieri.

La conversazione ha consentito di esplorare il tema della rivoluzione che mangia i suoi figli, soprattutto coloro che, esattamente come le Squadre d’Assalto di Ernst Röhm, la ritenevano ancora da compiere.

La notte dei lunghi coltelli è un saggio romanzato che approfondisce un episodio emblematico della scalata al potere del partito nazionalsocialista. Una vicenda nella quale esponenti politici di rilievo ed ex compagni di strada del neocancelliere Adolf Hitler furono assassinati poiché considerati ormai ingombranti dopo la trasformazione perbenista del movimento.

Avviando questa azione Hitler intendeva instaurare un sistema totalitario, ma con la complicità delle istituzioni e il consenso delle masse. Era l’attuazione di una strategia che preferiva avere per interlocutori i vertici delle forze armate e non quelli delle sue frange estreme che avrebbero voluto sostituirsi ad esse prendendo ad esempio l’Armata rossa di Trotskij.

Nell’incontro è stato ricordato “come la vulgata diffusa dai nazisti all’indomani delle esecuzioni, necessarie a colpire gli autori di un putsch, sia sopravvissuta fino ai giorni nostri”. Al punto che quella che da noi è nota come La notte dei lunghi coltelli, nella Germania odierna è “ancora il giorno del Putsch di Röhm”.

Un putsch lontano dalla realtà dei fatti che rivela il cinismo e la spregiudicatezza di Hitler nel perseguire i suoi disegni, nell’ambito di un ordito costruito ad arte da Himmler, Heyndrich, Goebbels e Goering, tutti e quattro a diverso titolo avversari di Röhm.

L’operazione Colibrì, così fu chiamata, si svolse perlopiù tra Berlino e Monaco durante la notte fra il 30 giugno e il 1º luglio 1934. Il 13 luglio Hitler tenne un discorso a Berlino in cui diede conto pubblicamente della “purga”. Due giorni dopo, alle grandi manovre dell’esercito, i militari confermarono la loro totale fedeltà al Cancelliere.

E quando il 2 agosto Hindenburg si spense, Hitler riunì le funzioni di Cancelliere e di Presidente nella sua persona assumendo anche il titolo di comandante della neocostituita Wehrmacht, le forze armate tedesche che cinque anni dopo avrebbe guidato sui campi di battaglia della Seconda guerra mondiale.

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