Morbius: finalmente torna un antieroe come si deve!

Aggiornamento: 15 apr

Un Jared Leto in ottima forma che sembra essere nato per interpretare il “vampiro vivente”.

La Marvel intorno agli anni 70 si sbizzarrì nella creazione di una serie di personaggi di tipo sovrannaturale e horroresco di un certo livello. Oltre al già famoso Dr Strange si possono contare personaggi come l’Uomo Cosa, Ghost Rider, Licantropus, il mezzo vampiro Blade, Hellstrom il figlio del Diavolo e Morbius il “vampiro vivente”.

Si parla di personaggi dalla natura ambigua e tormentata, funamboli tra lato chiaro e lato oscuro, spesso al limite del crollo psichico e con metodi non sempre ortodossi. Non a caso molti di essi svolgevano la funzione di vigilantes ed erano, a tutti gli effetti, degli antieroi.

Nello specifico Michael Morbius, creato nell’ottobre del ’71 da Roy Thomas (testi) e Gil Kane (disegni), era un noto scienziato, malato terminale di leucemia, che fu sottoposto dal collega ed amico Emil Nikos ad un esperimento ai limiti dell’etica con del sangue di pipistrello vampiro.

Il risultato fu un ibrido uomo-vampiro dai poteri sovraumani e la natura ferina. Difatti fu proprio il povero Nikos ad essere la prima vittima della furia di Morbius. Quest’ultimo poi dovette fronteggiare le forze combinate di un duo, quantomai ambiguo, formato dal villain Lizard e dalla sua nemesi l’Uomo Ragno fornito di due appendici extra.

Alla fine della storia, dopo un confronto con Blade, Morbius sceglierà la via del bene entrando nel gruppo dei Figli della Mezzanotte. Durante la prima Civil War si schierò con l’Atto di Registrazione e cercò di convincere anche il suo ex sodale Blade.

Ergo ci troviamo dinnanzi ad un personaggio variegato e complesso, a suo modo dannato, e la Sony Picture, che con Venom ha cominciato il suo percorso cinematografico degli antieroi, non potevamo lasciarsi sfuggire un prodotto così ghiotto. Il film Morbius fu annunciato nel 2017 per la regia di Daniel Espinosa, ma causa pandemia, solo recentemente è stato proiettato nelle sale.

Invero il nostro ebbe già una sua prima apparizione cinematografica anche se non fu mai messa in onda. Difatti nel finale alternativo del primo film di Blade, egli sarebbe dovuto comparire sul tetto di un palazzo mentre osservava il “diurno”.

Come spesso accade la Sony sceglie personaggi dal background complesso e non facile da riportare su celluloide, vedi appunto le due versioni di Venom, parimenti Morbius ha subito una sorta di aggiornamento che però, rispetto alle varie alterazioni del MCEU, sembra anche ben riuscito e ficcante.

Il film si apre in un ospedale privato in Grecia, ove il piccolo Michael Morbius accoglie con piacere l’arrivo del fratello surrogato Lucien, che decide di soprannominare “Milo”. Entrambi soffrono di una rara malattia ematica che impedisce ai loro corpi di creare sangue, venendo bullizzati per questo. Dopo che Michael riesce a salvare la vita di Milo riparando il macchinario che lo tiene in vita, il loro tutore Nicholas fa in modo che Michael studi in una scuola speciale per giovani geni in America, mentre lui continuerà a prendersi cura di Milo.

Sin qui, alla fine, ci troviamo davanti un’aggiunta che non guasta poiché poco si sa, invero, dell’infanzia del nostro personaggio.

Venticinque anni dopo, l’ormai adulto dottor Michael Morbius rifiuta in Svezia un premio Nobel, per aver sviluppato del sangue sintetico che ha salvato milioni di vite, a causa del suo fallimento nel trattamento a lungo termine della sua malattia.

Rientrato in patria supportato obtorto collo dalla sua collega, e forse qualcosa in più, Martine Bancroft riesce a trovare un siero, ottenuto dal sangue dei pipistrelli vampiri amazzonici, per curare la sua malattia.

Avvertito il fraterno amico Milo, che nel frattempo è divenuto un affarista e sovvenzionatore di Michael, riesce ad organizzare una nave-laboratorio in acque internazionali per portare avanti il suo lavoro. Lontano dalla longa manus statunitense Morbius si sottopone ad un’iniezione del suo siero divenendo una sorta di vampiro vivente.

Lotterà contro la sua nuova natura per cercare di mantenere la sua umanità ma dovrà fare presto i conti con chi gli è più vicino che non vede come una maledizione la sua situazione vampirica bensì uno strumento per la vita eterna… ed il potere!

Il film di Espinosa, nonostante le eccessive e immeritate recensioni negative dei vari siti, è un buon prodotto che sa mescolare gotico ed azione con un pizzico di etica scientifica. Interessante notare come Morbius ironizzi in più battute sul suo handicap evitandoci paternali moralistiche e buoniste.

Jared Leto è un Morbius pressoché perfetto e riesce a levarsi di dosso la macchia del suo pessimo Joker visto nel primo Suicide Squad. La sua incarnazione cinematografica si rifà a quella degli anni ’90 quando il nostro vigilantes riusciva a controllare la sua trasformazione.

Notevole anche Matt Smith nei panni di Milo che, benché sia un villain costruito ad hoc per il film, si dimostra una nemesi di tutto rispetto.

Non poteva che essere sublime il britannico Jared Harris che interpreta il mentore di Michael dopotutto dopo i secondi capitoli di Resident Evil e Sherlock Holmes la figura dell’uomo di scienza gli si è ormai cucita addosso.

Purtroppo, dobbiamo riscontrare che anche la Sony è stata infettata da quel morbo strisciante che sia chiama “politicamente corretto”. Difatti due personaggi subiscono un inspiegabile ed ingiusto cambio di razza.

In primis la bella Martine che nel fumetto è un’affascinante donna bionda dalla pelle d’alabastro qui diviene sudamericana col viso della portoricana Adria Arjona.

Segue poi l’agente dell’FBI Simon Stroud che nella realtà fumettistica non solo è bianco ma ha anche col pelo fulvo qui diviene afroamericano e pelato con un’interpretazione alquanto dimenticabile di Tyrese Gibson.

Nei titoli di coda, fortunatamente non si deve aspettare fino all’ultimo rigo, ci sono due scene che si riallacciano all’ultimo Spiderman e che sanciscono la canonizzazione di Morbius nell’universo cinematografico Marvel.


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