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Operazione Europa accede alla finale del Premio Italia


Il secondo volume della collettanea Operazione Europa (Elara libri) è nella rosa delle opere finaliste del Premio Italia, il massimo riconoscimento per la letteratura di genere. In coincidenza con l'avvio della seconda fase che avrà inizio domani ne inquadriamo le caratteristiche.

Il testo, curato da Pier Luigi Manieri che è anche uno degli autori, è un’interessante e divertentissimo patchwork di intuizioni, messe su carta da una selezione di scrittori tra i più rappresentativi della letteratura fantastica, vale a dire:

Carlomanno Adinolfi, Alessio Brugnoli, Claudio Chillemi, Emanuela Di Matteo, Andrea Gualchierotti, Max Gobbo, Ettore Maggi, Davide Del Popolo Riolo e Vito Tripi. La collettanea è un’avvincente viaggio lungo le coordinate dell’avventura, declinata attraverso i principali codici e stilemi dell’evasione. La suggestione delle dimensioni parallele, il viaggio nel tempo, lo steam punk, l’ucronia, si combinano con la spy story , l’hard boiled, l’horror e il fantasy in un vortice di azione in cui s’intrecciano immaginazione e fatti storici, scenari reali e non ed eroi generati dalla fantasia e grandi protagonisti della storia. Il libro alterna sapientemente il dinamismo dell'azione a momenti di riflessione in cui la fantascienza e i generi concomitanti si ripiegano si sé stessi per divenire specchio riflettente delle angosce che affliggono il contemporaneo.


Lasciamo la parola a gli autori.


Carlomanno Adinolfi: "Mi sono divertito a mettere insieme alcune mie grandi passioni narrative: il pulp, l'hard-boiled e Lovecraft. L'obiettivo vero era però affermare che la civiltà europea è un unicum che ha millenni di storia come eredità, costantemente minacciati da civiltà aliene che vogliono snaturarla per farla affondare nei loro abissi. Credo che le ultime vicende lo stiamo dimostrando, con un'Europa attanagliata da due mostri che vogliono stritolarla".


Davide Del Popolo Riolo: "Come si vivrebbe in Italia se anziché l'URSS fossero stati gli USA a crollare a fine XX secolo? Il racconto di una giornata come tante di un oscuro impiegato nell'Italia sovietizzata in cui la paura e la menzogna sono elevate a sistema".


Vito Tripi: "Il mio racconto nasce dalla mia infanzia. Ero affascinato dai mostri e dalle creature mitologiche. Pertanto in età adolescenziale, durante gli studi classici, mi sono chiesto "ma sei i mostri esistessero davvero cosa penserebbero di noi? Come ci tratterebbero"? Poi ho scelto una cornice storica a me familiare poiché Oggetto dei miei studi universitari et voilà una shakerato ed il racconto è fatto. Non nego che ho voluto inserire i membri della Sezione Occulta dell'Ovra poiché sono nel cassetto dei racconti da pubblicare già da illo tempore".

Andrea Gualchierotti: "Negli ultimi tempi, fra romanzi, film e serie tv, non sono davvero mancate riletture della storia più arcaica di Roma, gli anni remoti dei sette re. Nondimeno, le direzioni sono sempre le stesse: demitizzante, pseudorealistica, oppure più classicamente eroica. Io ne ho scelta una che invece ritengo più affine all'anima della Roma primitiva, città: sacrale, soprannaturale e paurosa!"

Max Gobbo: "Il mio racconto è una versione retrofuturista della Battaglia dell'Aspromonte, vede L'eroe dei due mondi alle prese con un oscuro nemico dotato di armi avanzatissime. Se amate la fantascienza in chiave steampunk, questa storia non mancherà d'entusiasmarvi".


Alessio Brugnoli: "Da scrittore, sono molto legato ai personaggio di Ponte Latino, che rappresentano una sorta di file rouge della mia produzione. Da una parte, lo steampunk, nonostante sia passato di moda, rappresenta uno strumento eversivo per guardare con altri occhi la nostra realtà contemporanea, sezionarla e mostrarne le sue contraddizioni; dall'altra, Andrea e Beppe, sono gli arcitaliani per eccellenza, lo specchio dei nostri pregi, difetti e pregiudizi, messi in crisi dall'irrompere dell'inaspettato nelle loro vite, che ci costringe a rimetterci in discussione. Inaspettato che non consiste solo nella figura, drammatica, contradditoria e sotto certi aspetti, anche orientata al futuro, dell'arciduca Francesco Ferdinando, ma soprattutto nell'incombere fatale e inevitabile della Guerra, a riprova di come la narrativa di genere non sia immondizia, come ho sentito dire da presunti grandi esponenti dell'editoria italiana, ma l'analisi più lucida del nostro mondo".


Claudio Chillemi:

"Cosa sarebbe stato l’impero romano se non fosse crollato? Questa domanda è stata alla base di numerose ricerche storiche e ipotesi antropologiche che hanno affascinato e incuriosito miglia di persone. Su questa base, spulciando le vite dei 12 Cesari di Svetonio ho immaginato un probabile futuro alternativo in cui si parla anche di una guerra assurda (un po’ come tutte le guerre) e una scelta difficile: cambiare la storia e sanare un lutto familiare o seguire la propria etica e soffrire fino in fondo il dramma della perdita?"



Concludiamo con Pier Luigi Manieri:

"Tornano in scena il colonnello Dante Garibaldi e la sua unità di agenti segreti del futuro. Questa volta sono impegnati in una caccia all’uomo, un terrorista in grado di muoversi tra il tempo, lo spazio e le dimensioni che ha ordito un piano terribile,. Garibaldi affronta una missione ad altissimo rischio che si sviluppa tra i fondali marini di Venezia infestati da creature mutanti e un balzo temporale per raggiungere uno snodo cruciale della storia, Waterloo...nuovi intrighi, nuovi temibili avversari e nuovi alleati per un’avventura che mescola action, spy story e fantascienza".

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