Riapre il tempio del vinile, torna a Maggio il Music Day Roma

Ne è passato di tempo da quando collezionisti e appassionati di musica potevano passare una giornata intera a curiosare, cercare e acquistare dischi in quella che si è affermata negli anni come una delle più grandi e importanti mostre mercato musicali in Italia. L’ultimo Music Day Roma infatti, si è svolto lo scorso settembre, prima di essere sospeso a causa della pandemia. Ora l’annuncio ufficiale: la nuova edizione riaprirà i battenti al pubblico nel week end del 15 e 16 maggio. L’appuntamento, ad ingresso gratuito, è all’Hotel Mercure Roma West di via Eroi di Cefalonia, 301 in zona Spinaceto. La manifestazione, che ospita più di sessanta espositori provenienti da tutta Italia, si svolgerà in spazi raddoppiati (2.500 Mq) e nell’arco di due giornate per permettere un afflusso più agevole e il rispetto delle norme di sicurezza e distanziamento imposte dalle norme anti Covid. Non mancheranno i consueti incontri con gli artisti e le presentazioni di dischi in uscita, ma necessariamente con pochi spettatori ammessi fisicamente. Sarà però possibile seguirle ugualmente anche da fuori grazie alle dirette Facebook. Quanto ai nomi degli ospiti bisognerà attendere ancora un po’ per conoscerli perché verranno comunicati in prossimità dell’evento.

E’ un ritorno atteso e importante quello del Music Day Roma. Per i tanti amanti del vinile, per i collezionisti alla ricerca del pezzo raro e per chi, in unico luogo vuole trovare la più ampia offerta di musica. Vinile, certo, ma anche cd, oggettistica, memorabilia, poster e tutto quello che per un vero “malato di musica” risulta essere un imprescindibile catalogo delle meraviglie. Intanto, è notizia di questi giorni, è stato certificato ufficialmente il sorpasso del vinile rispetto al cd nelle vendite di musica su supporto fisico in Italia. Una rincorsa durata a lungo, da quando, correvano gli anni novanta, il dischetto in metacrilato sembrava destinato a relegare per sempre in soffitte e cantine il formato fino ad allora dominante, al punto da mandarlo quasi fuori produzione. Ma la tecnologia corre sempre più velocemente e anche il cd ha finito per diventare un impiccio nell’era della musica liquida e della digitalizzazione imperante. Ha perso rapidamente quote di mercato sempre maggiori e oggi sembra destinato all’estinzione entro breve tempo. Il vinile invece, grazie alle sue piccole nicchie di mercato sostenute dalla passione di quelle che sembravano poco più che sette di carbonari luddisti, è rimasto. Nel tempo poi, quelle sette si sono via via allargate, coinvolgendo negli ultimi anni sempre più giovani, nativi digitali, ragazzi che i dischi in vinile li avevano visti forse suonare dai loro genitori, considerandoli poco più che oggetti da museo. Salvo poi scoprire che la qualità sonora del vinile era ed è superiore al cd, che la musica sentita in quel modo ha tutto un altro calore, è tutta un’altra esperienza. Così eccoci oggi, anno 2021, a celebrare nuovamente il caro vecchio disco, la musica che torna ad essere materia, con un peso (i famosi 180 grammi) un odore, una copertina degna di questo nome, crediti e note che si possono leggere senza l’ausilio di una lente d’ingrandimento.

Decisamente una bella rivincita e sicuramente una soddisfazione non da poco per gli organizzatori del Music Day Roma, che forse un po’ questo sorpasso se lo aspettavano avendo visto crescere nel tempo i frequentatori della manifestazione e abbassarsi la loro età media, ma che comunque possono vantarsi di aver dato il proprio contributo non solo al mercato dei dischi ma anche e soprattutto allo sviluppo culturale della fruizione musicale, riportandola verso scelte consapevoli e non casuali, perché l’amore per la musica è come quello per le persone: è fatto di scelte e non può essere frutto di casualità e playlist di tutto un po’. Va anche detto però, che l’atteggiamento dell’industria musicale rischia di creare confusione grazie ad una politica basata più sul marketing che sulla qualità. Una volta capito che i cd non servono più, dal momento che ormai il digitale non necessita di alcun supporto fisico, e che invece si va ampliando quella fetta di mercato che coinvolge i collezionisti, ecco che si fa a gara nel produrre vinili a profusione, spesso di bassa qualità, ma mirati a saturare il mercato con edizioni multiple dello stesso prodotto, vinili di colori diversi, etc.

La sostanza resta la stessa ma il packaging viene proposto in forme alternative, tutte accattivanti e “imperdibili”, così il collezionista viene indotto a comprare più copie dello stesso prodotto. E’ chiaro che un atteggiamento così scopertamente rapace da parte delle poche Major discografiche rimaste a contendersi un mercato ristretto, non può portare a niente di buono e per orientarsi in una così ampia mole di offerte il povero acquirente deve necessariamente sviluppare un’attenzione superiore al passato per non diventare una mucca da mungere per le varie case discografiche. In questo senso manifestazioni come il Music Day Roma costituiscono anche una bussola utile a non perdersi, un momento di scambio e di conoscenza molto importante in un settore che sta perdendo la propria esclusività e rischia di essere invaso da mercanti senza scrupoli che si muovono esclusivamente in virtù della propria avidità. All’interno della kermesse romana, sia fra gli espositori che fra gli acquirenti, si è creato negli anni un ambiente che può supportare il neofita nelle sue scelte, aiutandolo a conoscere la materia e a non farsi abbindolare dalle luci colorate e dai venditori di fumo. Certo, non è posto per ascoltatori casuali e distratti, ma se c’è un interesse vero e sincero, il Music Day è davvero un luogo dove andarsi a ricreare, passando una giornata (la manifestazione è aperta dalle 10,00 alle 19,00) immersi nelle proprie passioni musicali.

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