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Sanremo, Amadeus e lo strano caso di Achille Togliani

Silenzi e dimenticanze per il centenario del celebre cantante. Silenzio in casa Rai a firma Amadeus. Sanremo, Amadeus, Achille Togliani


Che ormai da anni il Festival della Canzone Italiana sia diventato un contenitore in cui convogliare la vetrina della propaganda genderista e radical chic è abbastanza assodato. Che tengano banco le filiere che vanno dalle major ai talent è un dato acclarato. Che anche la libertà d’espressione e di parola, in un contesto che dovrebbe essere di massima apertura, sia ormai un vago ricordo è altrettanto noto. Come dimenticarci le varie conferenze stampa che si concludevano con genuflessioni e capi cosparsi di cenere e mirto per questa o quella parola fuori posto del malcapitato del momento. Dunque in questa cornice da Mixculpop l’unica boccata d’ossigeno può essere il vintage e i bei ricordi dei tempi che furono che, teoricamente, dovrebbero tranquillizzare gli animi.


Sanremo, Amadeus, Achille Togliani
SANREMO 1952 - Achille Togliani e Nilla Pizzi

Pertanto suona molto strano che per l’edizione 2024 del Festival nessuno in casa Rai, a partire dal direttore artistico e presentatore Amadeus, non abbia pensato di ricordare il grande Achille Togliani di cui ricorre il centenario della nascita. Ricordiamo che Togliani non era l’ultimo arrivato sui palcoscenici nostrani. Giornalista, attore e cantante ha intrattenuto più di una generazione di italiani. Inoltre è stato uno dei nostri ambasciatori musicali all’estero con tutta una serie di concerti, in cui faceva il tutto esaurito ed il pieno di applausi, in cui si dilettava con pezzi come O sole mio e Come pioveva.


Oltretutto il nome di Togliani è strettamente legato sia a Sanremo che a mamma Rai. In primis perchè fu lui nel 1951, con Nilla Pizzi e il Duo Fasano, ad inagugurare il Festival di Sanremo, al quale partecipò in altre sei edizioni (’52, ’53, ’54, ’59, ’60 e ’61) arrivando sempre in vetta. E sempre per la Tv Di Stato prese parte a due trasmissioni di grande successo Cari amici vicini e lontani (1984) e Il caso Sanremo (1990). E sempre la Rai aveva coprodotto lo scorso anno, assieme ad Adelmo Togliani e Daniele Di Biasio, un documentario sul noto artista.


Sanremo, Amadeus, Achille Togliani
PARLAMI D'AMORE Achille Togliani

Recentemente Marino Bartoletti, noto giornalista sportivo nonchè grande esperto musicale, ha definito Togliani uno dei “soci fondatori del Festival”, immagine funzionale a rappresentare la vicinanza per vocazione quasi simbiotica tra il grande interprete e il Festival, ergo vien da chiedersi come mai nessuno, dalle alte sfere di Viale Mazzini al presentatore Amadeus, abbia pensato di ricordare questo pezzo di storia musicale nel suo centenario. In effetti cade a fagiolo. Non solo, è la carta risolutiva e facilmente spendibile. Togliani avrebbe portato, tradizione, musica eccellente, gossip, tutti gli ingredienti per un contenitore che abbraccia un pubblico vastissimo composto in buona misura da uomini e donne di mezza età. Si sarebbe potuto intitolare a lui questa edizione, si sarebbe potuto invitare il figlio per uno spazio nostalgia, o magari dedicare parte di una serata ad una riproposizione dei suoi pezzi sanremesi... Le opzioni erano, e sono varie, ma evidentemente manca l’interesse e quindi vien da chiedersi perchè? Forse che Amadeus ignori il nome e l’operato del noto cantante mantovano? Forse che in qualche stanza dei bottoni nessuno abbia aggiornato i calendari con le ricorrenze? Forse che in un contesto musicale sempre più piatto, urlato, volgare e promiscuo un signore come Togliani stona e fa vergognare? O forse, e vogliamo essere maligni, col fatto che il nostro non fu mai uomo di partito, fu sempre super partes e fedele solo all’arte, non va bene. In un momento storico in cui un direttore artistico viene contestato e offeso perchè “apartitico” non ci stupiremmo se questo oblio sia politicamente voluto.


Ci auguriamo che in corso d’opera Amadeus, o chi per lui, decida di modificare la scaletta del Festival ed inserire un doveroso omaggio a questo grandissimo artista italiano. Anche perchè il canone viene pagato da noi contribuenti e una tantum vorremmo vedere qualcosa di decente e gradevole sul piccolo schermo.


(Si ringrazia l'Accademia Achille Togliani per la gentile concessione delle foto storiche)


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