Superman & Robin sono Ghei!

Aggiornamento: 7 gen

Nelle ultime settimane una notizia è rimbalzata per la rete: Superman è diventato bisessuale! Una cosa è stata subito chiara a chi abbia cercato di capirci qualcosa: i titoli sparati a ventiquattro-colonne-ventiquattro sui siti di informazione fumettistica e sui quotidiani online una volta di più sono stati la riprova che i titolisti quasi sempre non leggano gli articoli e inventino titoli per catturare click. Infatti il Superman che conosciamo tutti, attivo dal 1938, creato da Siegel e Shuster (ricordate questo particolare) è sposato da anni con Lois Lane, NON ha cambiato orientamento sessuale. Etero era, ed etero resta. Lo scoop riguarda il figlio di Superman, Jonathan Kent. Ora, mi rendo conto che per molti lettori sta iniziando a diventare tutto molto confuso. Superman ha un figlio? E da quando? Diciamo solo questo: nel 2012 la DC Comics tentò di rivitalizzare il suo universo a fumetti con un evento chiamato The New 52 (non chiedetemi il perché di questo nome, la DC Comics ha cercato di dargli un senso logico ma non c’è riuscita). Alla fine di una serie di avventure abbastanza confuse il Superman del NOSTRO universo è morto, ed è stato sostituto da un altro Superman di un altro universo, un Superman sposato con Lois Lane e con un figlio Jonathan Kent. Questo nel 2012. Per anni Jonathan Kent è stato un bambino nell’universo narrativo DC Comics, o almeno pre-adolescente.




Poi che succede? Succede che improvvisamente in casa Warner Bros. si rendono conto di una cosa (e qui vi rimando al mio precedente articolo sul Gay come cliché positivo): oggi se vuoi essere figo nei prodotti mirati ai teen NON devi assolutamente essere etero tutto di un pezzo. E Superman lo è. Anche Batman. Ma rispetto a Batman, Superman ha un elemento zavorra in più: è sposato. E qui riecheggiano le parole di Joe Quesada, Editor in Chief Marvel, quando decise di annullare il matrimonio di Peter Parker (Spider Man) e Mary Jane: “un ragazzo che legge fumetti Marvel non può identificarsi in un personaggio sposato che vive la vita dei suoi genitori”. E in One More Day Quesada buttò a mare anni e anni di storia narrativa del personaggio perché “non era più figo”.


Che sensazioni animano casa DC Comics? La sensazione di avere tra le mani due personaggi (Superman e Batman) sicuramente vincenti come brand, ma vecchi come percezione dei lettori. Infatti, oltretutto, i lettori giovani, quelli nati dopo il 2000 non leggono più fumetti. Al massimo leggono manga e guardano serie in streaming su Netflix, Amazon, CBS All Access o altre piattaforme. Quindi il brand va bene, ma bisogna cambiare CHI incarna il brand. È possibile cambiare Batman? Ci si era già provato due volte, prima quando Bane spezza la schiena a Bruce Wayne e Azrael per un anno lo sostituisce. Poi quando Bruce Wayne, dopo Crisi Finale, viene dato per morto e Dick Grayson assume il manto del Cavaliere Oscuro. In entrambi i casi alla fine Batman torna ad essere Bruce Wayne, perché Batman DEVE essere Bruce Wayne. Non ci sono santi. E allora come svecchiamo il mondo di Batman? Se non possiamo intervenire su Batman interveniamo su Robin. La DC Comics decide, dopo anni di onorata carriera, dopo almeno TRE relazioni serie con tre ragazze, che Tim Drake, il terzo ad aver indossato il costume di Robin, è bisessuale. Così. Uno ha una storia d’amore con una ragazza (Ariana, figlia di immigrati russi a Gotham) mentre frequenta l’High School, poi ha una relazione con Stephanie Brown, altra super eroina di Gotham col nome di Spoiler, infine vive una storia d’amore con Cassie alias Wonder Girl, sua compagna nei Teen Titans. E parlo solo delle relazioni SERIE. Non degli incontri casuali o dell’infatuazione di Tim Drake/Robin per Wonder Woman che era una gag ricorrente. Uno ha questa storia, dicevo, e poi quando un ragazzo gli chiede di uscire dice “Sì, anche a me va di uscire con te”, sotto intendendo “e di limonare mentre siamo seduti su una panchina a guardare le stelle”. La rivelazione di Tim Drake come bisessuale si ha in Batman: Urban Legends #6.

Ora Freddie Mercury ci insegna che una persona può arrivare a scoprire la verità su di sé anche dopo anni e anni, e un passato da latin lover etero non preclude a priori un cambio di 180#. Ok. Ma in teoria se si volesse essere un minimo (non tanto, un minimo) realistici nell’affrontare questi argomenti non è che le persone cambiano orientamento sessuale dalla sera alla mattina, come se si girasse un interruttore. In teoria, sempre volendo conservare un minimo di realismo le persone vivono questo cambiamento in un percorso, mostrando segni, gli amici e le persone vicine potrebbero/dovrebbero accorgersene. Batman, il detective più migliore assai del mondo non si accorge di NIENTE? Soprattutto quando in almeno un’occasione (Batman and the Outsiders #1, dicembre 2007) Batman si accorge del rapporto di amore che c’è tra due donne (Grace e Thunder, del gruppo degli Outsiders) dal loro linguaggio del corpo. E mi venite a dire che Batman non ha mai colto niente del percorso interiore di Tim Drake?


Ma torniamo a Superman. Visto che con Tim Drake tutto sommato è andata, la DC decide di puntare più in alto: a Superman. È il 19 agosto 2021 e sul sito Cosmic Book News appare una notizia: Superman diventerà Gay. (https://cosmicbook.news/superman-gay-dc-comics)

Ovviamente anche questo titolo è fuorviante e mira ad attirare i click, ma il contenuto dell’articolo è molto interessante: Ethan Van Sciver, uno dei disegnatori più interessanti del nuovo corso DC Comics che ha lavorato moltissimo con Lanterna Verde e il suo mondo, svela che secondo fonti attendibili la DC Comics sta pensando di sostituire Clark Kent con Jonathan Kent, rivelando oltretutto che Jonathan Kent è gay.

Perché la DC Comics su vuole sbarazzare di Clark Kent? Lasciamo la parola a Ethan Van Sciver e a quello che ha scritto il 19 agosto:

“DC Comics has had a lot of problems maintaining the trademark for Superman because you know, he's old. He's an old character, and the family would desperately like money because their family, their ancestors who created Superman got completely f'd over. I mean Superman has made billions and billions and billions of dollars in revenue and those two boys who made up Superman got 'bupkis,' they were Jewish, so they got 'bupkis,' they got nothing. Clark Kent I guess is going bye-bye and they are going to replace him with Jonathan Kent, and then they are going to announce that Jonathan Kent is gay. So Superman is effectively gay, everyone. He is gay.”

Cosa dice Van Sciver? Alcune cose molto interessanti, più interessanti degli orientamenti sessuali di Jonathan Kent. Primo punto: la DC Comics considera Clark Kent un personaggio vecchio, che ha fatto il suo tempo e non riesce più a movimentare soldi come faceva prima. Secondo punto: gli eredi di Siegel e Shuster vogliono ricavare soldi da Superman e non si fidano della DC Comics perché Siegel e Shuster quando erano in vita sono stati bellamente truffati dalla casa editrice che ha ricavato miliardi di dollari da Superman, dando bruscolini ai due. Terzo punto (che si capisce tra le righe): Superman è un brand di cui la DC Comics possiede il trademark. Solo lei può usarla come NOME DI SCENA di un personaggio. Clark Kent è un personaggio creato da Siegel e Shuster. Nei piani della DC Comics Clark Kent deve sparire perché A: vecchio, B: se lo usi gli eredi dei creatori vogliono soldi, mentre Superman può continuare benissimo ad esistere come personaggio fittizio. Quindi QUARTO punto: Clark Kent sparirà e il Superman che la DC Comics pubblicherà sarà un ALTRO personaggio, Jonathan Kent, creato da sceneggiatori su input della casa editrice, e che quindi non possono pretendere una “primogenitura creativa”. Work For Hire. Ti dico cosa fare, ti pago, e poi io casa editrice possiedo il 100% dei diritti del personaggio. Molto semplice, molto pulito. E soprattutto NON cosa succedeva con Superman/Clark Kent.


Qualcuno potrebbe obiettare “Ma scusa, perché cambiare solo in una testata e non in tutte le 2.349 in cui appare Clark Kent?”. Semplice. Perché non sono sicuri che funzioni. Finché il pubblico e soprattutto il mondo del merchandise e dei film/animazione/serie TV non dimostrerà che il cambio da Clark Kent e Jonathan Kent funziona, è solo un tentativo. Se va male basta applicare la tecnica Quesada e cancellare tutto. Se invece le vendite dei fumetti con Jonathan Kent Superman e bisex non crollano, se il personaggio funzionasse nei film, nelle serie TV live action, nei cartoni animati, se funzionasse nel merchandise, allora da una serie si passerebbe a due, a tre e così via. Quindi è ovvio che si inizi con una serie sola, per non bruciarsi tutti i ponti alle spalle.

Da agosto a oggi le cose poi si sono aggiustate e si è deciso che Jonathan Kent non è gay ma solo bisex. Ossia, ora esce con UN giornalista, ma magari domani chissà, uscirà con UNA giornalista.


Certo è divertente vedere come gli addetti ai lavori e i sedicenti critici o giornalisti che si occupano di fumetto hanno spacciato per scoop a metà ottobre una cosa che i bene informati sapevano da metà agosto, ma due mesi di ritardo ci stanno. In fin dei conti non tutti possono “stare sul pezzo”. Solo (consiglio da vecchio bastardo) non sbandierate i vostri scoop come scoop perché poi fate la figura dei dilettanti.

Cosa ci insegna questa storia? Che la DC Comics non ha una strategia, ma segue le mode e questo è grave. Tutta questa storia dimostra senza alcun dubbio che non esiste più un processo di creazione del personaggio che poi viene proposto al pubblico, ma il personaggio viene creato a tavolino sulla base degli umori del pubblico. E questo è un errore. Gli umori del pubblico sono mutevoli. Le tendenze variano. Anticamente, quando gli autori contavano più del marketing, i personaggi erano espressione dell’autore. Dylan Dog non fu creato a tavolino perché Sergio Bonelli radunò i suoi collaboratori e disse “Voglio un personaggio che intercetti i gusti e gli umori dei lettori del 1986. Dylan Dog nacque da tutto quel che aveva dentro UN autore, Tiziano Sclavi, che riversò nel personaggio i suoi desideri, i suoi pensieri, e lo modellò in un modo preciso, con spazio per elaborazioni e evoluzioni, ma non appiattendolo su quel che voleva il pubblico. Oggi invece i personaggi sono banderuole e le case editrici, disperatamente alla ricerca di riconquistare la fascia giovanile, fanno qualsiasi cosa pur di sembrare alla moda. Fa figo mostrare personaggi teen che vivono una ambiguità o una fluidità sessuale? E allora dai facciamo che Superman, Robin, Aquaman sono bisex, e speriamo che così i ragazzi inizino a leggere i nostri fumetti.


Ma siete scemi? Se Mike o Charles non leggevano Superman prima, ora lo incomincerebbero a leggere solo perché è bisex? Ma davvero pensate che il pubblico sia così stupido? Io non leggo fumetti perché il protagonista è bisex o etero, o è sposato con un criceto o con una lavatrice. Io leggo fumetti se le storie sono fatte BENE. Se le storie fanno schifo, fanno schifo anche se Superman è bisex. Comprare un fumetto SOLO perché il personaggio espone un orientamento sessuale riduce il fumetto di Superman a un fumetto di propaganda, cosa rispettabilissima, ma allora diciamolo. Il problema è che si inseguono le mode, e ad ogni “stormir di fronde” si cambia direzione. Oggi uno sceneggiatore scrive le storie di Superman bisex, di Robin Bisex, di Aquaman bisex, perché la dirigenza decide che va bene così. Domani cambia il vento e un nuovo sceneggiatore ricambierà di nuovo tutto. Personaggi come banderuole, usati per “lanciare un messaggio” e non per raccontare storie.

Ovviamente la Panini Comics, che pubblica le storie di Superman in Italia, presenterà questo cambiamento come un capolavoro e una svolta epocale. Ma li capisco. È lavoro, e non si sputa nel piatto dove si mangia. Lo farei anche io se dovessi vendere queste storie. Ma fortunatamente non devo farlo, e posso dire cosa penso.


Alla fine di tutto mi rendo conto di una cosa: in casa DC Comics non leggono più Kipling

“Se riesci a tenere la testa a posto quando tutti intorno a te l'hanno persa e danno la colpa a te,…

…tua è la Terra e tutto ciò che contiene, e - cosa più importante - sarai un Uomo, figlio mio!”


Apparentemente qualcuno non ha tenuto la testa a posto.

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