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Corna vissute

Aggiornamento: 12 nov 2023


La vicenda di colore che sta dominando il dibattito, è emblematica: due prodotti del sensazionalismo bottegaio di questi tempi, in cui tutto è social. È il paradigma del nostro presente, esserci è più importante del come e per chi. Persino le corna non sono più un tabù (talmente radicato che a suo tempo il delitto d’onore era “ammissibile”), si ostentano senza imbarazzi se possono portare articoli e visualizzazioni.


Di imbarazzanti però ci sono loro due. Lui è un mitomane che ha calpestato lei e se stesso unicamente per vederla impallidire e lei si comporta come una passeggiatrice arrivista, non è lui che le ha fatto fare la parte della mignotta, è un ruolo che si è scelta da sola. Non ci sono parti, se tradisci l’uomo che stai per sposare e non solo con uno, magari non sarai una zoccola ma ce la metti tutta per sembrarlo.


Non contenta o forse, non ancora soddisfatta dell’enorme visibilità, spara cretinate a ripetizione: l’altro ieri faceva sapere con non esiste il bene e il male ma solo ciò che ci fa stare bene. Il che è una cretinata. Se ciò che dice va preso per buono, allora non procederà in nessun modo contro di lui perché ciò che lui ha fatto, lo ha fatto stare bene. Allo stesso modo, se ora dicessimo che è un’oca e aggiungessimo che dirlo ci fa stare bene, non saremmo biasimabili. Va aggiunto che ieri ha fatto sapere che forse lo porterà in tribunale ma spera che il rapporto di lavoro continui. A volte essere bipolari è un vantaggio.


Alcuni, più sensibili di noi, si domandano se l’accanimento nei confronti della signora Seymandi travolgerebbe Segre a ruoli invertiti. Ipotizziamo: si sarebbe parlato di machismo tossico, effetto del patriarcato. Disprezzo ai limiti della misoginia per la sensibilità della futura sposa nonché delle numerose amanti. Visione della donna come mero strumento di piacere. Poi ci sarebbe l’ampia pagina sempre attuale riguardante lo stereotipo del ricco uomo d’affari che fa valere il suo successo, potere, agiatezza economica per circuire l’innocenza di fanciulle precipitate dalla montagna del sapone.


La verità è che schierarsi a favore dell’uno o dell’altra non ha alcun senso, e un ruolo che lasciamo alle Lucarelli in servizio permanente effettivo. Dire che lui ha umiliato lei senza porre nel giusto rilievo che il tradimento è il principe delle umiliazioni, non è solo assenza di obiettività, è cecità totale.


Sono entrambi penosi. Valutarne i comportamenti attraverso le regole della morale, dell’etica e della logica è un errore di presunzione, quelle sono unità di misura non applicabili in spazi della coscienza dove i codici sono la visibilità come valore premiante. Per individui del genere contano la quantità di articoli e servizi giornalistici. Contano i meme, quella risata non li seppellisce perché è nulla rispetto a 15 minuti di celebrità.


Siamo eccessivamente cinici? Possiamo anche sforzarci e dire qualcosa di demagogicamente accettabile ma rimarreste delusi.


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