"Ezra in gabbia" di Leonardo Petrillo stasera e domani su Rai5

Aggiornamento: 6 nov

Rigillo porta a teatro il grande poeta e pensatore irregolare. Presenta Paolo Mieli


Una gabbia sul palcoscenico. Come quella in cui, nell’estate del 1945, fu rinchiuso il poeta Ezra Pound, nel campo di prigionia dell’esercito americano ad Arena Metato, in provincia di Pisa. Una storia che – introdotta da Paolo Mieli – Leonardo Petrillo porta in scena con il suo “Ezra in gabbia”, interpretato da Mariano Rigillo, in onda oggi sabato 5 novembre dalle 21.15 e domani alle 16,00 su Rai 5. Pound rimase per 25 giorni, nell’estate del 1945, giorno e notte, in una gabbia di rete metallica, un tetto di lamiera ed il pavimento in cemento, esposta alle intemperie e illuminata costantemente durante la notte. Con quella gabbia iniziarono 12 anni e 11 mesi di reclusione in manicomio criminale ai quali il governo americano costrinse quello che è stato non solo il poeta più influente del ventesimo secolo, ma un maestro di pensiero, un ecologista, che ha proposto una sorta di bioeconomia, per un progresso rispettoso dei ritmi vitali e biologici, e un economista che ha criticato la nozione quantitativa, anticipando il pensiero d’una decrescita felice.

La sua ossessione fu l’usura, contro la quale si scagliò, come Dante,che ispirò a Pound idea e titolo dei Cantos (la Divina commedia del nostro tempo). Infiniti sono i parallelismi che emergono nello spettacolo tra i due: eretici, messi all’indice dai loro contemporanei, costretti all’esilio.

Pound fu liberato nel 1958. Da allora il silenzio ha accompagnato i suoi ultimi anni di vita. Ora dopo 60 anni è “tornato”, per chiedere agli spettatori di giudicarlo, per avere quel processo che non ha avuto … è finito il tempus tacendi…


Scritto e diretto da Leonardo Petrillo

Scene Gianluca Amodio Costumi Lia Francesca Morandini

Disegno luci Enrico Berardi Musiche Carlo Covelli


Note di regia

Ezra in gabbia è uno spettacolo basato sulle ossessioni: ossessione per la giustizia, per la libertà, per l’usura, che corrode il mondo…

L’ossessione dell’uomo Pound che si sente inadeguato, per non essere riuscito, se non a sprazzi, a far fluire carità e amore, “a rendere le cose coerenti”; ma difende la sua poesia, la scoperta delle incongruenze sociali e artistiche, del mondo e degli uomini.

E’ una messinscena che tutto mostra e tutto nega.

La scena è spoglia, a eludere sé stessa.

La musica è distorsione del reale.

I video montano e smontano il concetto stesso di materico, come un bimbo che gioca a creare.

Solo la parola, ghianda di luce, trova la propria forma e la propria ragione. Solo il silenzio, finale e definitivo apre la memoria finalmente alla danza della vita e gli restituisce dignità e libertà.

Mariano Rigillo è l’attore ideale per interpretare Ezra Pound, con la sua gestualità, la ricerca del silenzio, la parola in idea.

Anna Teresa Rossini evoca il pensiero ed i Cantos del poeta /profeta rendendo bello il difficile.

A ragione della memoria.



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