“The Beauty”
- Elena Maris
- 16 ore fa
- Tempo di lettura: 7 min

The Beauty è il titolo della nuova serie uscita di recente su Disney+. Prima di entrare nel vivo dei primi quattro episodi, intendiamo esprimere un parere sull’anteprima che si è tenuta il 19 gennaio presso le Terme di Diocleziano. Purtroppo non si può non manifestare una certa delusione in merito all’ organizzazione e alla gestione dell’evento, spieghiamo meglio: la location è spettacolare ma pensiamo che un colosso come Disney dovrebbe prevedere un’alternativa se nel giorno scelto per l’apertura diluvia e gli ospiti si ritrovano all’aperto completamente fradici.
Partendo dal fatto che le file per l’ingresso erano mal gestite, una volta dentro, è il momento del catering: verrebbe da pensare che sia stato scelto da un astemio. Erano dolcetti a tema sicuramente“instagrammabili” e molto buoni, ma serviti nell’orario sbagliato. Ogni cosa era palesemente al servizio dei contenuti che avrebbero dovuto creare i tiktoker presenti, si può comprendere la necessità di pubblicizzare ma tutto questo quanto ha giovato alla causa? La televisione, seppure sotto forma di piattaforma è subalterna al social o il social agisce a latere della stessa?
Un’anteprima cinematografica strutturata in funzione di persone che con il cinema non c’entrano nulla, nessun nome importante del panorama italiano, soltanto gente più o meno nota sui social. Non si disprezza il lavoro degli invitati in sé, fanno bene a godersi il momento, al contempo però non possiamo non esprimere una nota di assoluto dissenso per il comportamento che una buona parte di loro ha avuto durante la proiezione aperta dall’intervento dei vertici di Disney che incappano in una gaffe: nel ringraziare le istituzioni italiane per l’appoggio, ricordano l’intervento di Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi di Roma Capitale, ma non hanno memoria per il Ministro Alessandro Giuli che pure ha acconsentito alla realizzazione della stessa serata nonché per la Presidenza della Commissione Cultura della Camera, nella persona dell’On. Federico Mollicone presente in sala.
Ma tornando ai tiktoker, chiacchieravano costantemente e a voce alta, con fare da animatori di villaggio che devono snocciolare a tutti i costi battute simpatiche per essere al centro dell’attenzione, non capendo che si va al cinema per guardare un film, se avessimo voluto del cabaret di basso livello li avremmo fatti microfonare e messi su un palco.
Inutile dire che dopo la proiezione del primo episodio, metà sala è andata via: ormai il materiale per contenuti entusiasmanti c’era, perché seguire un qualcosa per il quale si è stati invitati? Dispiace per le tante persone educate e carine che si sono comportate nel modo adeguato al contesto.

Detto ciò, entriamo nel vivo della serie!
La storia viene introdotta con una scena di Bella Hadid in passerella a Parigi. La modella è palesemente in uno stato alterato, suda e si guarda intorno manifestando un malessere. Poco dopo, si scaglia violentemente contro il pubblico, aggredisce le persone, beve litri di acqua senza riuscire minimamente a dissetarsi e fugge via. Durante la sua fuga in moto viene investita da un’auto ma con una forza fuori dal comune riesce a rialzarsi ed entra in un ristorante alla ricerca di altra acqua, nulla però sembra darle sollievo. La donna resiste persino ad un colpo di pistola, poi esce dal luogo ed esplode letteralmente.
Da qui due agenti dell’FBI interpretati da Evan Peters e Rebecca Hall inizieranno ad indagare sul fenomeno. Il fulcro della serie è la bellezza intesa come dannazione, è palesemente una denuncia della società di oggi che porta i giovani a ricorrere a qualunque metodo pur di essere perfetti. La prima vittima degli eventi è infatti un ragazzo in sovrappeso e non di bell’aspetto, che manifesta la sua solitudine ed il suo dolore. Vive un forte disagio con sé stesso, è infelice della sua vita e non sa come fare per uscire dal baratro del suo malessere. Riceve improvvisamente una mail misteriosa che gli suggerisce di contattare un numero sconosciuto con la promessa di grandi cambiamenti. Il ragazzo accetta e si reca da uno strano chirurgo per sottoporsi ad alcuni trattamenti, per poi rendersi conto che il suo nuovo aspetto non è ancora abbastanza per la società, venendo così raggirato e maltrattato da alcune ragazze. La rabbia in lui esplode portandolo a commettere alcuni omicidi e a sequestrare il medico che lo ha ingannato, per ricevere una nuova proposta di cambiamento più drastica ma efficace. Quello che emerge durante la prima puntata è che sessualmente viene trasmesso qualcosa che cambia completamente il codice genetico della persona interessata, trasformandola così in una persona nuova, un modello all’altezza dei suoi sogni estetici. In tutto ciò, i due agenti scoprono che altre persone decedute nelle medesime circostanze, anni prima, avevano un aspetto completamente diverso pur mantenendo lo stesso DNA. Si parla infatti di un virus sconosciuto che, a quanto pare, si sta espandendo a gran velocità.

La seconda puntata introduce Ashton Kutcher nel ruolo del cattivo. Peccato che, per il resto, sia quasi completamente incentrata su un dialogo povero e ripetitivo dei due agenti che discutono soltanto di sesso e di come la loro relazione non possa avere un’evoluzione. Ad un certo punto, una volta che si saranno separati, lui si ritroverà in una colluttazione veramente discutibile. Due nemici cercano di soffocarlo con un sacchetto di plastica (temiamo non siano del mestiere) e provano ad ammanettarlo ma nonostante lui sia solo e disarmato, gliele dà di santa ragione. I vicoli di Venezia, durante l’inseguimento, non sono valorizzati per niente poiché si vedono solo delle scale ed un ponte. Arriviamo al momento più alto del conflitto: Evan Peters, con una sola mano ed in un decimo di secondo, afferra una corda, crea un cappio ed impicca un nemico. Assolutamente surreale.
In tutto ciò la sua collega che poco prima di separarsi cercava di fargli ammettere quanto fosse vero il loro legame, trova un amante nella hall dell’hotel e dopo aver consumato un rapporto con lui, inizia a contorcersi e subisce anche lei la famosa trasformazione. Il virus si contrae sessualmente, il che fa pensare a una metafora dell’hiv, che quando esplose fu percepito come una punizione causata da comportamenti promiscui.
Nella terza puntata appare Riccardo Scamarcio in un piccolo cameo e finalmente spunta un personaggio interessante: un killer.
Il film appartiene al genere horror ma a parte le esplosioni dei corpi, non c’è molto di visivamente forte, l’unica scena raffigurante una tortura viene censurata appena l’assassino siavvicina alla vittima con un coltello, non si capisce bene il motivo.
Questo killer è stato inviato alla ricerca di risposte, riesce a trovare il ragazzo della prima puntata e lo minaccia di morte. Il ragazzo che, da quello che vuole fare emergere la serie, essendo diventato bello è automaticamente un perfetto idiota, davanti al pericolo mostra i muscoli. S^, sul serio, gonfia i bicipiti.
Ci lascia particolarmente basiti una frase che viene detta in questo episodio e che citiamo testualmente: “il mondo è crudele con chi non è bello, con le persone normali. Molto”. Troviamo che un messaggio del genere sia assolutamente sbagliato! Il mondo in un’immagine letteraria, può essere crudele con tutti, per quanto sappiamo che il mondo non c’entri nulla con la crudeltà, per di più teniamo ad esprimere un concetto di cui non parla mai nessuno perché non conforme a certe derive: anche le persone belle hanno problemi, soffrono, possono avere vite difficili o venire maltrattate dagli altri. È tanto banale quanto vero.
Fa piacere che si voglia lanciare un messaggio forte per sensibilizzare i giovani e far capire loro che avere una bella presenza non è tutto, ma perché farlo a discapito della categoria opposta? Una sciagura non guarda in faccia nessuno, ti calpesta al di là che tu abbia un bel faccino o meno. Grazie al cielo, il giovane ormai diventato bellissimo manifesta ancora del malessere, questo stravolge un po’ la sua posizione rendendo il suo personaggio più interessante.
Durante il quarto episodio ci sono diversi colpi di scena, finalmente si vede qualche immagine che possa ricondurre al genere horror (senza esagerare però, parliamo di scene tranquillissime), i casi aumentano e la situazione degenera. Si teme però che gli sceneggiatori siano caliginefobici, perché qualsiasi personaggio di bell’aspetto, si esprime come se avesse due neuroni che giocano a fare la lotta greco-romana, a parte ovviamente i nostri bellissimi protagonisti Hollywoodiani.
Non vogliamo raccontare oltre rispetto alla trama ma giungiamo direttamente alle conclusioni. L’idea tutto sommato può anche funzionare, è sorretta da una fotografia quasi cinematografica e gli intrecci qua e là funzionano ma pensiamo che la sceneggiatura poteva decisamente essere scritta meglio. Le dinamiche ed i dialoghi sono spesso banali, il tema non è curato come avrebbe meritato ed è tutto molto veloce e superficiale.
Crediamo che queste storie rapide ed inconsistenti, basate su tematiche che possono far gola in questo momento storico, nascano dall’idea che i giovani non riescano a mantenere a lungo la soglia dell’attenzione. I personaggi non sono approfonditi, non si capisce bene il loro storico né tantomeno il loro percorso e si parla costantemente di sesso, come se basti pronunciare questa parola per suscitare interesse. Non è sufficiente la pubblicità di qualche influencer per convincere i ragazzi a seguire una storia; certo, ci puòessere un audience iniziale ma poi tutto si perde perché subentra la capacità di giudizio che porterà gli spettatori a cercare un intrattenimento più efficace. Forse stiamo sbagliando il modo di educare, forti delle nostre credenze qualunquiste che ci inducono a pensare che un’intera nuova generazione non abbia gli strumenti intellettuali per comprendere che vadano oltre le opinioni imposte da personaggi di spicco. Forse dovremmo chiedere al nostro pubblico attuale cosa piace, cosa appassiona e cosa lo porterebbe a seguire una trama complessa ed intrecciata.
Tutto sommato l’ultima puntata ha avuto qualche svolta carina ma onestamente è davvero ostico consigliare questa serie. Peccato per Disney, ci aspettavamo molto di più di qualche sedere in mostra e di qualche corpo che scoppia e, soprattutto, ci aspettavamo un horror!









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