Si chiamava Darya Dugina. Analisi di un silenzio di sistema

Aggiornamento: 15 set


Repubblica:

"Russia, morta in un'esplosione d'auto la figlia di Dugin. Mosca: 'E' un attentato'. Kiev: 'Non siamo stati noi' ".

Huffpost:

"Chi è Alexander Dugin, il Rasputin di Putin"

Il Fatto Quotidiano:

"Mosca, morta la figlia dell'”ideologo di Putin” Dugin: la sua auto è esplosa, c’era un ordigno. I russi accusano Kiev che smentisce".

Corriere della Sera:

"La figlia di Dugin, l’ideologo di Putin, morta nell’esplosione della sua auto a Mosca. Indagine per omicidio".

RaiNews:

"Chi è Aleksandr Dugin, l'uomo che 'sussurra" a Putin' ".


Questi alcuni dei titoli della stampa italiana, a seguito dell'attentato avvenuto sabato 20 agosto, verso le 21.45 locali, nei pressi del villaggio di Velyki Vyazomi, a circa 20 chilometri a ovest rispetto alla capitale russa.

Darya Dugina, 30 anni, commentatrice politica e figlia di Oleksandr Dugin - considerato l'ideologo di Putin" - è morta a seguito dell'esplosione della sua auto alla periferia di Mosca.

La donna era alla guida di una Toyota Land Cruiser Prado di proprietà del padre sulla quale non c'erano altri passeggeri.

Darya Dugina, questo era il suo nome.

E già, la giornalista, prima di essere la figlia "del Rasputin di Putin", aveva un nome, un'età, ma soprattutto una vita davanti.

Al momento, l'ipotesi più probabile è che si sia trattato di un attentato: secondo alcune fonti lo stesso Dugin - impegnato in serata in una conferenza su "Tradizione e storia" vicino a Mosca (alla quale ha partecipato anche Daria Dugina come ospite) avrebbe dovuto trovarsi in auto con la figlia, commentatrice televisiva, ma alla fine ha deciso di viaggiare su un'altra vettura.

Una morte scioccante, tanto quanto lo è il silenzio dei media e della politica, denunciato su facebook in modo chiaro, diretto ed esaustivo dall'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno:

"ASSORDANTE SILENZIO SULL’ATTENTATO CHE HA UCCISO LA FIGLIA DI DUGIN”

Quello che colpisce di più dell’attentato che ha portato alla morte di Daria Dugina, non è solo l’uccisione di una giovane donna colpevole solo di manifestare le proprie idee, è il silenzio dei media, degli intellettuali e della politica occidentali. Nessuna solidarietà, nessuna condanna per questo atto terroristico condotto fuori da ogni contesto bellico. La colpa ovviamente ricade su l'opera filosofica di Oleksandr Dugin, troppo controcorrente ed eretica rispetto ai parametri ideologici dell’Occidente. Immaginiamoci cosa sarebbe accaduto se lo stesso atto terroristico fosse stato rivolto contro qualche intellettuale liberal e progressista: ci sarebbero stati cori unanimi di protesta, esecrazione e condanna. Ma i componenti della famiglia di Dugin possono morire nel più assordante silenzio perché sono ascritti al nuovo “impero del male” che parte da Mosca. Questa ottusa faziosità con cui l’intellighenzia occidentale guarda ad Oriente, non fa altro che aggiungere nuova benzina sul fuoco di una guerra che deve essere fermata subito prima che trascini nel baratro tutta l’Europa".

Ma quanto sono vere le parole dell'ex sindaco? Abbiamo effettuato, un giro dei profili twitter e facebook di opinion leader, esperti, politici Concita De Gregorio, ad esempio. La giornalista in difesa dell'universo in rosa al punto da auspicare un paese fatto di sole donne e in cui gli uomini servono solo a "generare altre donne", per poi andar via, "portando con sé i neonati maschi". Non c'è traccia della sua indignazione su quanto successo a una sua giovane collega E a proposito di garanti in difesa delle donne, cosa dice l'onorevole Boldrini su quanto successo a Daria Dugina? Anche la deputata ha abbracciato un rigoroso silenzio sulla tragedia avvenuta a Mosca, il che stona con la sua storia di pasionaria, come anche gli elogi a Lorenza Carlassare, attestano. La prima donna a vincere una cattedra di diritto costituzionale in Italia, "ottenuta lottando contro i pregiudizi dell’epoca". Ma tacere volutamente sulla morte di una persona, solo perché "nata dalla parte sbagliata" non è uno schiaffo al principio di uguaglianza, per di più costituzionalmente riconosciuto? Ricordiamo che è proprio l'art 3 della Costituzione a prevedere che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di...opinioni politiche".

E Liliana Segre? Perché l'indignazione contro la fiamma non l'ha manifestata contro le fiamme che hanno avvolto una ragazza al punto di essere irriconoscibile? Eppure è proprio la senatrice a sostenere che” l’indifferenza è più colpevole della violenza stessa.” Tutto ciò farebbe pensare che, in questo Occidente, ci siano vittime di serie A e vittime di serie B e si sa a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina.

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